Come prevenire un tradimento

26 08 2010

E’ possibile evitare il tradimento? Questa è una domanda che molte coppie si pongono. Soprattutto per quelle che decidono di sposarsi può essere un tarlo che le rende insicure rispetto ad un futuro insieme. I dati riportati dai giornali e i racconti di parenti e amici certo non lascerebbero spazio alla speranza, in quanto fanno solitamente intendere che il tradimento è inevitabile.

L’esperienza del tradimento, oltre ai dilemmi etici che comporta, è fonte di stress e di profondo disagio psicologico. Per non parlare della difficoltà a perdonare e a superare l’adulterio.

Cercare fuori dalla coppia quello che non riusciamo a trovarci dentro, può dare gratificazioni effimere di breve durata. Come cercare nella notte un oggetto prezioso e non volersi togliere gli occhiali da sole. Si farà tanta strada, ma non si troverà ciò che si cerca.

Possiamo tracciare un breve vademecum per coloro che vogliono non cadere nella trappola del tradimento. Eccolo:

TENERE VIVO IL DIALOGO E IL CONFRONTO. Anche se duro e doloroso, è importante esprimere la propria posizione e condividere emozioni e sensazioni. Discutere di “comportamenti non graditi” permette di raggiungere una maggiore comprensione reciproca, trasformando il “non gradito” in conoscenza delle vere esigenze del partner. Dare spazio alla comunicazione significa creare di uno spazio condiviso, nel quale lentamente la coppia forma il proprio linguaggio e la possibilità di una condivisione profonda. La complicità che tiene unita una coppia nasce proprio dall’avere una conoscenza reciproca rispetto al proprio mondo emotivo, al carattere che contraddistingue uno dall’altro, alla conoscenza della storia personale.

CONDIVIDERE UN PROGETTO COMUNE. Volere un figlio, condividere degli hobby, impegnarsi in una determinata attività: qualsiasi sia il progetto, esso crea una maggiore condivisione e vicinanza tra i partner. Sia da un punto di vista puramente organizzativo, che sul piano emotivo, collaborare per raggiungere lo stesso obiettivo unisce la coppia e la motiva a pensare e ad agire “in due”. Questo è un’ancora molto forte di fronte a momenti di difficoltà, in quanto spinge i partner a confrontarsi e superare insieme un disagio che li allontana.

MANTENERE VIVA L’INTIMITÀ. Intimità significa sessualità, ma anche quella vicinanza fisica fatta di abbracci e carezze, spesso assenti nella routine quotidiana. Della prima se ne fa un gran parlare, a volte esasperandone l’importanza e facendola apparire come la causa principale dei conflitti di coppia. I problemi prettamente sessuali che mettono in crisi la coppia non sono così frequenti come emergerebbe dai racconti metropolitani. La vita sessuale è fondamentale come espressione dell’amore reciproco, come conclusione di quell’unione profonda che riesce a sprigionare energia ed entusiasmo per la vita e per la relazione che si è riusciti a creare. Quando non gratifica, possiamo considerarla come quella spia che si accende quando la coppia non riesce più a stare insieme serenamente: non sempre ripartendo dalla sessualità la coppia riesce a superare le proprie difficoltà, ma è necessario ripartire da ciò che fa sentire i partner uno distante dall’altro, estranei o indifferenti alle esigenze reciproche.

ESSERE APERTI AI CAMBIAMENTI. Nelle relazioni a lunga durata, le esigenze personali e affettive si modificano. Le persone crescono, si evolvono, cambiano i desideri e le risorse: tutto ciò si riflette nella coppia, la quale si modifica nel tempo. Anche gli avvenimenti da affrontare nel ciclo di vita di una coppia sono molteplici: dall’inizio della relazione alla convivenza e/o il matrimonio, l’arrivo dei figli o la loro assenza, cambi di lavoro, lutti da superare, malattie, promozioni professionali… La coppia non può essere un monolite che attraversa le varie vicissitudini senza lasciarsi modificare da esse. Quindi, per affrontare tutto ciò è necessario rimettersi in discussione, trovare nuovi modi per stare insieme, nuovi equilibri.

E quando si sente il cuore battere forte per un/a altro/a? Fermarsi a riflettere su ciò che sta accadendo, sia come coppia che come individuo, è fondamentale. Può essere che la relazione sia proprio finita, ma chiarirsi con il proprio partner attuale permette di partire per un nuovo viaggio alleggeriti da colpe o vecchie scatole ingombranti. Molto spesso, invece, è il risultato del desiderio di fuggire di fronte alle difficoltà, di evadere da una routine che non gratifica: nulla a che fare con un vero innamoramento. L’onestà con se stessi e con il proprio partner è fondamentale e permette sempre di raggiungere soluzioni gratificanti. Forse quel cuore vuole dirci di svegliarci e rinnovare la nostra coppia, di ritrovare il dialogo, l’intimità persa, di cambiare. E se il desiderio di lasciarsi andare all’adulterio è forte, le parole di Milan Kundera ne “L’insostenibile leggerezza dell’essere” vi illumineranno del rischio che comporta:

“… il primo tradimento è irreparabile. Provoca una reazione a catena di altri tradimenti, ciascuno dei quali ci porta sempre più lontano dal punto del nostro tradimento originale.”





Come superare un tradimento

26 08 2010

Venire a sapere che l’altro ci tradisce provoca, ovviamente, una grande sofferenza. Ecco alcuni consigli per supereare questa prova.  

- Concedersi un po’ di tempo. Per essere triste, abbattuta, furiosa… delle reazioni che sono sane e normali in questo caso. Per superare questo periodo e digerire il trauma, si rimuove l’infedele dalla propria vita, almeno per un po’. Senza raccontare troppo in giro cosa ci sta capitando. 

- Distinguere ferite d’amore e di amor proprio: essere tradita è umiliante, prima di tutto. Si cerca quindi, nella sofferenza, di separare l’amore che si prova per colui che ci ha tradite dalla ferita dell’orgoglio. Dirsi “mi ha tradita perchè sono brutta e stupida” è umano, ma significa mescolare due cose diverse: i problemi di fiducia in noi stesse, sta a noi risolverle.
 
- Una volta che si sono sfogate le lacrime, valutare la gravità della situazione. Non tutte le infedeltà si equivalgono. La cosa migliore? Se possibile, parlarne a un persona cara. Un uomo, magari (non un ex, né il papà, ovviamente!), saprà analizzare meglio la situazione.

- Cercare di capire. Dietro un adulterio si nascondono spesso problemi più gravi: frustrazione, paura di impegnarsi… Questa crisi fa da segnale d’allarme. Invece di pensare e ripensare al tradimento da sola in un angolino, approfittane per ristabilire la comunicazione con il tuo lui. Per scoprire il vero senso dell’infedeltà. Spesso è meno grave di quanto si pensi. Anche consultare un terapeuta di coppia può aiutare.

- Rimanere attive. L’annuncio di un’infedeltà genera un immenso vuoto affettivo, favorevole alla depressione. Bisogna cercare di colmare il vuoto, di vedere altre persone. Anche se è dura. Non bisogna rimanere sole troppo a lungo.  

- Perdonare se ci sono ancora dei sentimenti. A condizione di avere ancora, tutti e due, l’energia, la voglia e la fiducia necessarie per rimanere insieme. In compenso, il perdono è sintomo di debolezza se il partner tradito accetta tutto e rimane passivo.









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