Cosa fare in caso di bullismo

Bullismo

Bullismo, che fare? La locandina della questura di NuoroAtti di intimidazione, sopraffazione, oppressione fisica o psicologica commessi da un soggetto “forte” (bullo) nei confronti di uno “debole” (vittima) in modo intenzionale e ripetuto nel tempo.

aggressioni fisiche: calci, pugni, sottrazione di beni
aggressioni verbali: minacce, offese, insulti, prese in giro
violenze psicologiche: esclusione, isolamento, diffusione di calunnie

Il fenomeno riguarda maschi e femmine e si manifesta soprattutto in ambito scolastico, ma anche in strada, nei locali e nei luoghi di ritrovo.

Il Ministero della Pubblica Istruzione ha istituito il numero verde 800669696 nell’ambito della campagna “Smonta il bullo”

Per i ragazzi

Difficile per il bullo prendersela con te se racconterai ad un amico ciò che ti sta succedendo

Quando il bullo vuole provocarti, fai finta di niente e allontanati. Se vuole costringerti a fare ciò che non vuoi, rispondi  “NO” con voce decisa

Se gli altri pensano che hai paura del bullo e stai scappando da lui, non preoccuparti. Ricorda che il bullo non può prendersela con te se non vuoi ascoltarlo

Il bullo si diverte quando reagisci, se ti arrabbi o piangi. Se ti provoca, cerca di mantenere la calma, non farti vedere spaventato o triste. Senza la tua reazione il bullo si annoierà e ti lascerà stare

Quando il bullo ti provoca o ti fa del male, non reagire facendo a botte con lui. Se fai a pugni, potresti peggiorare la situazione, farti male o prenderti la colpa di aver cominciato per primo

Se il bullo vuole le tue cose, non vale la pena bisticciare. Al momento lasciagli pure prendere ciò che vuole però poi raccontalo subito ad un adulto

Fai capire al bullo che non hai paura di lui e che sei più intelligente e spiritoso. Così lo metterai in imbarazzo e ti lascerà stare

Molte volte il bullo ti provoca quando sei da solo. Se stai vicino agli adulti e ai compagni che possono aiutarti, sarà difficile per lui avvicinarsi

Per non incontrare il bullo puoi cambiare la strada che fai per andare a scuola; durante la ricreazione stai vicino agli altri compagni o agli adulti; utilizza i bagni quando ci sono altre persone

Ogni volta che il bullo ti fa del male scrivilo sul tuo diario. Il diario ti aiuterà a ricordare meglio come sono andate le cose

Subire il bullismo fa stare male. Parlane con un adulto di cui ti fidi, con i tuoi genitori, con gli insegnanti, con il tuo medico. Non puoi sempre affrontare le cose da solo!

Se sai che qualcuno subisce prepotenze, dillo subito ad un adulto. Questo non è fare la spia ma aiutare gli altri. Potresti essere tu al suo posto e saresti felice se qualcuno ti aiutasse!

Se incontri il poliziotto di quartiere, puoi chiedere aiuto anche a lui

Per i genitori

Nonostante i quotidiani  fatti di cronaca,  il bullismo rimane ancora un fenomeno sconosciuto a molte famiglie. Ciò che la maggior parte dei genitori ignora non è tanto l’esistenza del problema sociale in sé, quanto il fatto che il disagio potrebbe riguardare da vicino il proprio figlio o la propria figlia.

Le vittime dei soprusi, infatti, parlano raramente con gli adulti delle violenze che subiscono. Si chiudono in se stessi, esitano a raccontare le proprie giornate, sorvolano su quei fatti che per loro rappresentano una perenne condizione di sofferenza. La ragione più evidente è che hanno paura di subire maggiori violenze per aver “parlato”.

Ma a ciò si associa quasi sempre un motivo ben più sottile e per questo più difficile da superare: i bambini vittime del bullismo si vergognano della propria debolezza, di non saper reagire, di essere il bersaglio preferito di quei ragazzi che tutti considerano dei leader e, non ultimo, di essere “quel che sono”: bambini cicciottelli o occhialuti finiscono il più delle volte ad attribuire alla propria condizione fisica la responsabilità di ciò che avviene e a rivolgere per questo verso se stessi la propria rabbia.

Come dire: “sono diverso dagli altri ed è per questo che finisco vittima del bullo della scuola”. Ciò che invece i ragazzi devono imparare è che non c’è nulla che non va in loro: il bullismo è un comportamento sbagliato “a prescindere”.

Ecco allora che l’intervento della famiglia diviene determinante. Mamme e papà devono imparare a comprendere il proprio figlio più di quanto egli sappia fare da solo. Per riconoscere i segnali di un eventuale disagio, per evitare che rimanga vittima del fenomeno. Ma anche per impedire che a trasformarsi in “bullo” possa essere un giorno proprio il loro bambino.

Perché non rimangano vittime di questo fenomeno bisogna:

  • Aumentare la loro autostima
  • Incoraggiarli a sviluppare le loro caratteristiche positive e le loro abilità
  • Stimolarli a stabilire relazioni con i coetanei e a non isolarsi

Ma non solo
E’ importante sapere che per non diventare bullo bisogna insegnare ai ragazzi a:

  • Saper esprimere la propria rabbia in modo costruttivo e con maturità
  • Comunicare in modo sincero
  • Essere capace di identificarsi con gli altri e capire le conseguenze dei propri comportamenti
  • Prendere esempio da ciò che si vede a casa

I genitori devono inoltre imparare a cogliere i segnali che i figli possono mandare o nascondere.

Alcuni segnali di chi è vittima di bullismo:

  • Trovare scuse per non andare a scuola o voler essere accompagnati
  • Fare frequenti richieste di denaro
  • Essere molto tesi, piagnucolosi e tristi dopo la scuola
  • Presentare lividi, tagli, graffi o strappi negli indumenti
  • Dormire male o bagnare il letto
  • Raccontare di non avere nessun amico
  • Rifiutarsi di raccontare ciò che avviene a scuola

Per gli insegnanti

  • Può essere utile far compilare agli alunni un questionario e organizzare una giornata di dibattito e incontri fra genitori, fra insegnanti e fra genitori e insegnanti. Ciò è importante per capire le dimensioni del fenomeno
  • Una migliore attività di controllo durante la ricreazione e la mensa metterebbe al sicuro le potenziali vittime. Sono questi i momenti in cui la maggior parte dei bulli agisce indisturbata
  • In genere sono gli studenti più grandi a fare i bulli con quelli più piccoli. Si può valutare di dividere gli spazi e i tempi della ricreazione per gli uni e per gli altri
  • Elogi, ricompense e sanzioni possono servire a modificare il comportamento degli studenti più aggressivi, ma non sono l’unico strumento per far cambiare atteggiamento al bullo
  • Spesso si ha timore o vergogna di raccontare personalmente ciò che sta succedendo. Potrebbe essere di aiuto, per genitori e vittime, avere un numero di telefono al quale rivolgersi
  • Si possono istituire “cassette delle prepotenze” dove lasciare dei biglietti con su scritto quello che succede; individuare degli studenti leader che aiutino le vittime; aprire uno sportello psico-pedagogico che sia di riferimento per bambini e adulti
  • In classe, tutti insieme, si possono individuare poche e semplici regole di comportamento contro il bullismo. Le regole devono essere esposte in modo ben visibile e tutti devono impegnarsi a rispettarle
  • Il silenzio e la segretezza sono potenti alleati dei bulli. È importante abituare i ragazzi a raccontare ciò che accade e a non nascondere la verità
  • Se l’insegnante individua un bullo o una vittima, per aiutarlo è necessario parlare subito con lui di ciò che gli accade

Come riconoscerlo

Ci sono una serie di comportamenti che se ripetuti frequentemente possono essere identificati con il termine di bullismo soprattutto se chi li subisce non riesce a difendersi.
Eccoli:

  • ricevi insulti o minacce
  • ti spingono, ti danno calci e pugni, ti fanno cadere
  • ti danno dei soprannomi antipatici e ti prendono in giro
  • diffondono voci maligne su di te
  • ti offendono per la tua razza, per il tuo sesso o per la tua religione
  • fanno sorrisetti e risatine mentre stai passando
  • parlano in codice se sei presente
  • ricevi sms, e-mail e telefonate offensive
  • ti ignorano e ti voltano le spalle se ti avvicini
  • ti costringono a fare cose che non vuoi
  • ti rubano o nascondono i libri, la merenda, la paghetta o le altre tue cose

Non è bullismo se…

Vi ricordiamo che non si tratta di bullismo se due ragazzi o gruppi di ragazzi litigano fra loro o si picchiano perché, in questi casi, esiste una parità di forza. Ma soprattutto non è bullismo quando qualcuno attacca o minaccia un coetaneo con un coltello, procura ferite gravi o compie molestie o abusi sessuali, questi comportamenti sono dei veri e propri reati.

Come difendersi

Prima di tutto bisogna non sottovalutare il problema

  • perché non si tratta solo di “ragazzate”
  • perché spesso, dietro il bullismo, si celano vere e proprie azioni criminali (furti, estorsioni, vandalismi, rapine, violenze sessuali)
  • perché il bullismo danneggia non solo chi lo subisce ma anche la famiglia, gli insegnanti e gli altri ragazzi che ne sono testimoni;
  • perché è molto probabile che i bulli crescano compiendo prepotenze
  • perché subire prepotenze può causare danni alla sfera fisica, emotiva, intellettiva e sociale della vittima

Un decalogo da seguire

Cose da non fare:

  • offendere gli altri, soprattutto i più deboli
  • nascondere ai genitori che qualcuno ti fa del male
  • dire bugie
  • trattare male un compagno che ti sta antipatico
  • approfittarsi dei compagni più deboli

Cose da fare:

  • raccontare sempre tutto ai genitori
  • raccontare i comportamenti prepotenti, se ne sei
    vittima, se ne sei testimone o se ne vieni a conoscenza
  • difendere, se possibile, i compagni vittime di prepotenze
  • trattare tutti i compagni allo stesso modo
  • cercare l’aiuto degli insegnanti, del personale
    non docente, di altri compagni se qualcuno ti minaccia

Per un aiuto immediato rivolgersi a:

113 Polizia di Stato

114 Emergenza Infanzia

112 Carabinieri

19696 Telefono Azzurro (linea gratuita fino ai 14 anni)

199.15.15.15 Telefono Azzurro (linea istituzionale dai 14 anni in su e per gli adulti)

fonte: Polizia di Stato 

10 thoughts on “Cosa fare in caso di bullismo”

  1. conosco un ragazzo di 14 anni, che ha ricevuto percosse, riceve continue intiminazioni e sottrazioni di denaro, da ragazzi ( non ben definiti) maggiorenni, il fatto avviene fuori dalle mura scolastiche,ma i “delinquenti” seguono il piccolo in qualsiasi suo movimento: scuola, sport, casa. Come posso aiutarlo?

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    1. salve, non so che tipo di rapporti tu abbia con questo ragazzino ma dovresti convincerlo a parlarne con i genitori e se non vuole per paura cerca tu di mettere al corrente la famiglia di quello che sta accadendo. il ragazzo va tutelato e i bulli vanno denunciati è necessario l’immediato intervento di figure adulte.

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  2. Sono preoccupata per mia figlia, 11 anni e mezzo frequenta la prima media. Andando ad alcune feste di compleanno mi sono resa conto che e’ eslusa dai compagni, nessuno la cerca e nessuno vuole stare seduto accantoa lei. Preciso che e’ una ragazzina adottiva arrivata in Italia a due anni e temo che questa esclusione possa provocarle problemi in futuro per la sua autostima. Cosa devo fare? Aiutayemi!!!!

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  3. ciao sono jessica mi presento
    sono una normale ragazza di 12 anni e mezzo poke ore fa ho ricevuto chiamate bruttissime da miei vecchi compagni di skuola che mi facevano bullismo mentale, ho fatto rispondere ha mia madre e lei ha detto che li denuciava non mi lasciano in pace vorrei cambiare numero!! non so cosa fare ogni anno divento sempre più timida sempre più chiusa e perdo la mia autostima e qst cosa mi comporta tanti problemi cosa posso fare aiutatemi per favore ve lo chiedo ho già una vita difficile … voglio vivere in serenità😥 no in tristezza x colpa di loro ero diventata emo e comiciavo a tagliarmi x il dolore.. ma adesso ho smesso ho cambiato skuola ma purtroppo l’incubo non è finito….AIUTATEMIII

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  4. ciao sono gabriele ho 14 anni e frequento da poco il liceo e da 3, 4 giorni cè un ragazzo del 3 anno bocciato ke mi fa fare figure sgradevoli di fronte ai miei nuovi compagni e mi ridicolizza davanti a tutti non so che fare aiutatemi!!!

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  5. Ciao a tutti sono Gianluca, ho quasi 14 anni e giustamente frequento la terza media.. il mio fratellastro mi da sempre fastidio a scuola, a casa, ad un compleanno etc…… mi insulta, dice agli altri compagni cose brutte di me, qualche volta da calci, pugni, schiaffi (non tanto forti ma e la stessa cosa), mi imbarazza d’avanti a tutti… da fastidio a chiunque e poi si GIUSTIFICA sempre con la stessa scusa : NON SO COSA FARE ECCO PERCHE TE DO FASTIDIO . Non è bello ogni volta che vai a scuola ti devi sempre guardare attorno se arriva o no…. poi i miei compagni dicono che sono piu bravo di lui in comportamento…. a scuola ovviamente… e secondo me lui ha paura che io uscissi una persona meglio di lui d’avanti alla classe e lui quello “stupido”… Come POSSO DIFENDERMI QUANDO MI IMBARAZZA D?AVANTI TUTTA LA CLASSE DICENDO DELLE CAVOLATE SU DI ME … E QUANDO MI DA LE BOTTE, LE SPINTE E ECC…..???

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  6. Ciao a tutti sono la mamma di una ragazza di 12 anni che sofre insulta i minaccia alla scuola delle sue compagne cosa fare se gia mi sono rivolta al preside e lui nega queste agrezzioni Cosa fare ???

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  7. ciao sono la mamma di una bimba di 8 anni,premetto che mia figlia è molto timida e molto riservata, a scuola anche le maestre mi dicono che lei a volte si isola come se vivesse in un mondo tutto suo. Ultimamente ho l’impressione che lei vada a scuola con la paura di qualcosa e spesso torna a casa che le mancano articoli di corredo scolastico e per paura non mi dice nulla.Cosa posso fare? Non so se cambiarle scuola.Chi mi aiuta a capire cosa è buono fare?

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