Come aggirare la legge sui limiti di velocità

Limiti di velocità, sanzioni e comportamento degli automobilisti al volante: tutto è avvolto dalla più totale ipocrisia perché in pratica si ha la certezza di essere impuniti ben oltre i limiti di legge, con sanzioni leggerissime per chi va davvero forte, in barba alla tanto decantata “massima severità”.Qualche esempio: se in autostrada si viaggia a 178 Km/h effettivi, circa 190 Km/h di tachimetro, si ha la certezza di avere al massimo una sanzione di 148 euro e solo 5 punti decurtati dalla patente. Mentre se invece si va a 147 effettivi (155 di tachimetro) la sanzione diventa di 36 euro e non c’è nessuna sottrazione di punti. Se, infine, ci si limita ad andare a 136 Km/h effettivi (un soffio oltre i 140 di tachimetro), si ha la certezza di passarla liscia.I tachimetri – per ovvi motivi di sicurezza – mostrano sempre velocità superiori a quelle reali, con uno scarto fisiologico variabile dal 3 al 7% e questo già “regala” un piccolo bonus, sia pure fittizio agli automobilisti. Ma il problema vero nasce dal fatto che per legge le velocità reali, quelle cioè accertate dalle forze dell’ordine con Tutor, Autovelox e radar devono essere “scontate” del 5 per cento e, in ogni caso come minimo di 5 km/h. Così, per capirci, se in città, si viene “pizzicati” a 55 km/h, applicando lo scontro del 5% (2,75 km/h, arrotondati a km/h 5) si arriva alla 50 km/h, ossia alla velocità uguale al limite massimo imposto: nessuna violazione.Gli automobilisti quindi ricevono verbali d’infrazioni con importi già ridotti e questo se da un lato vanifica l’altro luogo comune (“mi hanno multato per un solo Km in più”) perché in realtà si viaggiava ben oltre il limite, dall’altro trasforma il nostro sistema sanzionatorio in una mera questione di soldi. Basta solo pagare per farla franca. E spendendo 250 euro in più – per colpa del folle articolo 126bis del Codice della Strada – si ha la possibilità di non dichiarare chi era alla guida in quel momento e quindi non perdere neanche un punto dalla patente.

La cifra, 250 euro, è unica, prescinde completamente dal proprio reddito ed è una piccola ingiustizia per chi è più povero perché è chiaro che chi viaggia su una Porsche da 100 mila euro o una Ferrari da 200 mila euro può sopportare senza problemi multe di ogni tipo, per esempio 148 euro e quindi viaggiare impunemente a 180/190 orari di tachimetro.

Il caso diventa clamoroso in situazioni limite, quelle da pirati della strada: chi si lancia a 200 Km/h effettivi in autostrada (oltre 210 di tachimetro) invece di finire dritto in galera come avviene negli Stati Uniti se la cava con una multa di 370 euro. E solo se dichiara chi c’era al volante (cosa che ovviamente non fa nessuno) subisce la decurtazione di 10 punti dalla patente, la sospensione del permesso di guida da 1 a 3 mesi e poi il provvedimento di inibizione alla guida del veicolo, nella fascia oraria che va dalle ore 22,00 alle ore 7,00 del mattino, per i tre mesi successivi alla restituzione della patente di guida. Inoltre, se il titolare di patente commette una ulteriore violazione nel corso del biennio, la sospensione della patente è da 8 a 18 mesi. Una severità insomma, solo teorica, aggirabile facilmente con l’obolo dei 250 euro…

Lo studio, dettagliatissimo, dei “veri limiti italiani” arriva dall’Asaps, associazione amici della Polizia stradale che da anni si batte con tutte le forze per i temi della sicurezza stradale e non da qualche club di scatenati amanti della velocità o delle supercar. “Non vogliamo spingere nessuno a comportamenti illeciti, spiega Giordano Biserni, il punto è che ormai in Italia guidano tutti al limite della disponibilità di spesa e sarebbe semplicemente ipocrita non riconoscerlo: sarebbe bene invece colmare questo lacuna normativa che rende possibile viaggiare, senza pesanti conseguenze, ben oltre i limiti di velocità”.

Difficile dare torto a Biserni: nel 2007 la sola Polizia Stradale ha rilevato 2.527.110 infrazioni al codice, il 7,3% in più rispetto al 2006, ritirato 76.392 patenti (+8%) e cancellato 3.370.539 punti (+22,8%). Italiani brava gente, ma non al volante.

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fonte: La Repubblica

1 thought on “Come aggirare la legge sui limiti di velocità”

  1. Questo mio post solleverà sicuramente un polverone da parte dei perbenisti che poi nella realtà si comportano peggio degli altri.(sempre secondo il mio parere) Vista l’incapacità di condurre una macchina da parte della media degli italiani e del valore che gli stessi danno alle proprie automobili(feticci),
    una regolamentazione più restrittiva riferita alla velocità doveva giustamente
    essere posta in atto. Ma come al solito di questa regolamentazione i nostri bravi politicanti(sorpresi per primi a infrangere sistematicamente questa regola) ne hanno fatto un cavallo di battaglia per mettersi in mostra. L’esame
    riferito al parco vetture di alcuni anni fa ad oggi,con l’incidenza degli incidenti
    è largamente positiva.(parlo di statistica e non di fatti singoli). Ovviamente deprechiamo sempre la morte o il ferimento di una persona(sia ben chiaro)
    ma purtroppo se non altro è pure un fattore statistico che nelle relazioni umane possano accadere incidenti di percorso e sicuramente non sono certo campagne vessatorie che possono limitare questi fatti,ci vogliono opportune regole e ben altro per limitare questi danni. Se noi prendiamo l’eccesso di velocità quale dato che aumenta drasticamente il danno di un incidente è un dato concreto,ma non ne è certo la causa principe. La non valutazione della densità del traffico,le manovre dettate da incapacità propria di considerare l’esistenza altrui,l’alcolismo,l’uso di sostanze stupefacenti,l’uso improprio del cellulare,lo scambiare la propria auto per il salotto di casa per cui il guardare la strada diventa un’opzional e facezie di questo genere sono le vere cause di un incidente nel quale la velocità diventa un accessorio,peggiorativo sia chiaro ma non sostanziale. I sistemi di sicurezza e passivi,i notevoli miglioramenti tecnologici che confrontati con le vetture di vent’anni fa pongono le nostre vetture ad un livello di sicurezza allora inimmaginabile sono comunque a favore di una regolamentazione più attenta e meno perbenista di un tempo. Personalmente e non solo gli attuali limiti di velocità non tengono conto,specie sulle autostrade, del fattore noia,che diventa pericolosissimo
    per l’imbolsimento del guidatore. Con questo non affermo che bisogna per forza guidare ai 200,precisazione dovuta ai perbenisti,ma ad una velocità che comunque accuisca l’attenzione senza per questo provocare disastri.
    Non dimentichiamo poi l’uso improprio e vessatorio che molte amministrazioni comunali e provinciali fanno di questa regola,è a parere mio un vero e proprio ladrocinio legalizzato. L’incapacità politica di una sana amministrazione fa scegliere queste amministrazioni a questo insano e incivile comportamento. Personalmente e non solo può valere un esempio:
    la scorsa estate ho dovuto compiere un viaggio dal sud al nord Italia in auto. La necessità di trasportare parecchi pacchi e suppelletili mi ha costretto a scegliere l’auto come mezzo di trasporto. Quel viaggio non è stato un viaggio,ma un incubo. A parte la dilatazione dei tempi,ma i continui divieti,che non avevano alcun senso con la densità del traffico,lo stato dell’autostrada e la capienza relativa,il tipo di percorso etc. hanno determinato quasi uno stato comatoso. Io penso che questo siffatto stato di cose è stato determinato a tavolino per un migliore stato della qualità della nostra vita,oppure per insipienza di chi lo ha voluto? e sarebbe comunque un traguardo non da poco,visto i comportamenti di chi è alla guida del paese e che noi abbiamo votato; e non parlo solo di questi ultimi tempi.
    Vi è poi il discorso di competenza delle assicurazioni e qui entriamo in un campo altamente minato e decisamente immorale, ma questo meriterebbe un capitolo a parte data la vastità e l’importanza della trattazione che in ultimo si potrebbe contrarre in una sola parola, ONESTA,termine molto oscuro e imprecisato. Mi verrebbe voglia di continuare ma forse è meglio che vada a prendere una boccata d’aria fresca,sperando di non prendermi l’influenza.

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