Battaglia anti-assenteisti, a Strasburgo il Pdl vota contro

«Basta assenteismo!», tuona da mesi la destra, nella scia del ministro Renato Brunetta. Giusto: al di là di certe forzature, è una battaglia che andava fatta. Ieri mattina però, a Strasburgo, il Pdl ha perso l’occasione per dare un segnale di coerenza. E si è schierato in massa contro una risoluzione, approvata a schiacciante maggioranza, che impegna il Parlamento europeo a mettere online le presenze degli eurodeputati per smascherare gli assenteisti.

Sono anni che sul tema della svogliatezza con cui i nostri deputati partecipano ai lavori dell’assemblea di Strasburgo si accendono improvvise fiammate polemiche. Tanto più per il contrasto abbagliante tra questa svogliatezza e le spettacolari buste paga che incassano. Basti rileggere la tabella dell’indennità di base pubblicata ne Il costo della democrazia da Cesare Salvi e Massimo Villone: un parlamentare polacco prende 28.056 euro, uno spagnolo 39.463, uno svedese 61.704, un francese 63.093, un britannico 82.380, un tedesco 84.108, un italiano 149.215. Quindici volte più di un ungherese, tre volte più di un portoghese, una volta e mezza più dell’austriaco, secondo classificato. E non basta: alla retribuzione base vanno aggiunti i benefit e le indennità di spese generali, di soggiorno, di viaggio e quelle per i portaborse che portano il totale, nel caso degli italiani, a una cifra fra i 30.000 e i 35.000 euro. Un sacco di soldi.

Il guaio è che i nostri europarlamentari non sono solo i più pagati. Sono anche, tradizionalmente, i più assenteisti di tutto il continente. Lo ricorda un’inchiesta dell’Europeo del ’93, dove si raccontava che in tutto l’anno precedente il pidiessino Achille Occhetto non aveva partecipato neppure a una seduta, il dc Antonio Jodice a 3, il Psdi Antonio Cariglia a 4, la rifondarola Dacia Valent a 7 e così via… Lo ribadiscono i reportage del Giornale del 1997 (occhiello ironico: «sulle tracce del nostri eurodeputati») o de l’Espresso del 2001: «Su 87 europarlamentari italiani, 26 hanno partecipato a meno di metà delle centouno sessioni plenarie, 15 non hanno mai preso la parola in aula, 27 hanno partecipato a meno del 20% delle sedute della propria commissione, 13 non hanno mai presentato un’interrogazione… ».

Nel 2004 l’Università tedesca di Duisburg si prese la briga di elaborare uno studio capillare sulla legislatura che si chiudeva: alle sessioni di voto la presenza italiana era stata del 56,2%, contro l’80,9 dei greci o l’82,5% dei tedeschi. Un’inchiesta delle Acli dava dati leggermente diversi, ma non meno disastrosi: ai primi posti per presenze c’erano i parlamentari finlandesi (89,5%), belgi (89,3%), olandesi (88,7%) e gli ultimi, come sempre, erano i nostri, col 68,6%: tredici punti sotto i penultimi, che risultavano francesi col 79,5%.

E adesso? Boh… Scottati dai dati che svergognavano gli eletti all’assemblea, i depositari delle informazioni sono diventati via via più avari di notizie. Al punto che quando l’eurodeputato radicale Marco Cappato, in ottobre, chiese ufficialmente di vedere le tabelle delle presenze per fare luce sulla realtà dopo mille polemiche (come quella che aveva visto Renato Brunetta, accusato da un sito Internet di essere stato lui pure un po’ discolo a Strasburgo, fare fuoco e fiamme spiegando di avere partecipato negli ultimi anni al 66,9% delle sedute) il segretario generale Harald Rømer gli rispose picche: poteva chiedere solo i dati suoi. Fine: «Non esiste alcun documento consolidato che riporti il numero totale di presenze per deputato alle diverse riunioni ufficiali» e il regolamento «non obbliga in alcun modo le Istituzioni a creare documenti per rispondere ad una richiesta».

Una risposta burocraticamente impeccabile, ma politicamente reticente. Ricevuta la quale il parlamentare, convinto che le democrazie «basate sulla preminenza del diritto sono tenute all’osservanza del principio della pubblicità», ha presentato una risoluzione per impegnare l’Europarlamento alla massima trasparenza. Quello centrale è il punto 5. Che sprona a «varare, prima delle elezioni europee del 2009, un piano d’azione speciale per assicurare sul proprio sito web, ad esempio nel quadro dell’iniziativa e-Parlamento, una maggiore e più agevole disponibilità di informazioni». Gli obiettivi nel mirino sono soprattutto due. Primo: «attività, partecipazione e presenza dei deputati europei ai lavori parlamentari in termini assoluti, relativi e percentuali, rendendo tali dati disponibili ed accessibili ai cittadini anche mediante criteri di ricerca». Secondo: «le indennità e le spese dei deputati, conformemente alla posizione assunta dal Mediatore», cioè il difensore civico europeo, «nonché tutte le dichiarazioni di interessi finanziari per tutti i deputati al PE, e tali informazioni sono rese disponibili in tutte le lingue ufficiali dell’UE ».

Bene: la risoluzione è passata. Con una maggioranza larghissima: 355 voti a favore, 195 contrari, 18 astenuti. Evviva. Ma è la lettura degli elenchi di come hanno votato questo e quel parlamentare a essere particolarmente istruttiva. Il centro- sinistra italiano, memore della legnata alle elezioni di aprile dove lasciò che il tema dei tagli ai costi della politica fosse impugnato dalla destra, è stato infatti compatto: dagli ex margheritini ai comunisti al cane sciolto Gianni Rivera. Tutti favorevoli e nessun contrario. La destra, invece, si è spaccata. E se i leghisti Erminio «Obelix» Boso e Mario Borghezio hanno votato a favore della trasparenza insieme coi «neri» Roberto Fiore e Luca Romagnoli, il «pensionato» Carlo Fatuzzo, il ciellino Mario Mauro e Jas Gawronski, i rappresentanti del Pdl si sono massicciamente trincerati sul no. Sia i forzisti berlusconiani (dall’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, da Guido Podestà a Elisabetta Gardini, da Lia Sartori fino a Beppe Gargani) sia i nazional- alleati Roberta Angelilli, Domenico Basile, Sergio Berlato, Antonio Mussa, Nello Musumeci, Salvatore Tatarella. Potete scommettere che oggi diranno in coro che no, il loro voto contro la risoluzione per la massima trasparenza non era contro la massima trasparenza e a favore del top-secret sugli assenteisti e che aveva delle serissime motivazioni e che la sinistra è stata compatta solo per motivi strumentali eccetera eccetera eccetera. Ma il punto resta: che messaggio arriva agli italiani, dopo mesi di furenti invettive contro l’assenteismo altrui?

Gian Antonio Stella

Fonte: Corriere della Sera

1 thought on “Battaglia anti-assenteisti, a Strasburgo il Pdl vota contro”

  1. Ma ci rendiamo conto di dove e´ precipitata l´Italia? Ma e´possibile
    che in Italia, alla munnezza di Silvio Berlusxuxluxkloni ci si abitua
    sempre in un secondo, e che nessuno abbia piu´ormai una scossa di
    dignita´e urli che qs e´una putrida vergogna? Che solo noi italiani
    all´estero abbiamo dei sussulti un po´di qs tipo ( o quasi; grazie al
    Cielo, qualche italiano che al massonazimafioso Silvio Berlusconi inveisce vi
    e´ancora, ma sempre meno, sempre drammatissimamente meno, porca
    put…., oops, porca Mara Carf…., ooops, porca dittatura
    ma..f..ascista Berlusconiana).
    Il suinazista di Arcorleone ha detto oggi ” in Rai presto faccie
    nuove”. E´il padrone di una
    lurida fasciocamorrista maccartistissima societa´sorta su megariciclaggio di
    danaro assassino, ossia Ma..f..ininvest ( i cui veri
    padroni, ufficialmente, ancora non si conoscono; non si conoscono;
    pazzeschissimo!!!; uno dittatura l´Italia, ma non si sa´chi e´ il vero
    azionista del wc su cui ci siede e da cui comanda; certo, qsiasi
    persona per bene sa´ benissimo che detti “padroni” son killer delle
    mafie di mezzo pianeta Terra, ma in Italia, ormai, qs cosa, che
    scioccherebbe mostruosissimamente in tutto il resto del mondo
    occidentale, ma non solo, non scuote piu´nessuno; ci si e´abituati,
    come puzzonissimo solito; ricordatevi pero´che esiste un gran
    detto, che mi han detto piace tantissimo pure al sempre
    piu´promettente Obama Barack, che io sospinsi da inizio 2007 e
    Berlusconi solo da ora, in quanto da sempre e´viscidissimo
    codardissimo ” verme coi potenti e mafioso coi deboli”; google Bettino
    Craxi, Bush junior e Obama Barack a proposito; questo detto e´:
    “business call business ánd shit call shit”), che, ripulito detto
    denaro ( si fa´per
    dire) omicida, e´divenuto, praticamente, unico competitore della Rai.
    E ora, scrofone Silvio Berlusconi, proprietario dell`unico concorrente
    della Rai, IMPORRA´pure faccie nuove nella Rai stessa, ossia nel suo
    finto, da lui, infiltratissimo, corrottissimo, via massonerie fasciste
    varie, rivale. E ossia “bis”, dette faccie di melma saranno le sue
    solite zoc.ole che gli girano attorno e i suoi soliti prostituticchi
    che gli si piegano difronte. Questo e´ un Augusto Pinochet, ne piu ne
    meno, e´ora di urlarlo, Silvio Berlusconi e´una diarrea nazifascista,
    anzi, nazifascismoderna come Augusto Pinochet. Meglio dire: Pinochet
    era molto meglio di Berlusconi in quanto non si univa alla camorra e
    alla ndrangheta, Berlusconi e´ un liquame diarreico stra colmo di
    batteri mortali putridi di Pinochet e Riina, che schifooooo. ” I media
    non rappresentano l´Italia”. Vuole una Pravda filo ndranghetara e
    fascista piegata a quel famoso numero di gradi come puntualmente fa´di
    fronte a lui, notoriamente, Giulio Tremonti ( e non solo, si dice,
    metafisicamente parlando; voci della City di Londra, di chi, Giulio
    Tremonti, conosce benissimo).
    Vuole solo gente venduta, svertebrata, immorale, senza valori e
    decerebrata, li col
    taccuino che scriva solo quello che gli detta lui, ma Italia, ti rendi
    conto che stai sprofondando in un letamaio dittatoriale puzzone
    lurido, ti rendi conto o no? Che sia rivoluzione, rivoluzione, SI, non
    armata, rivoluzione etica, ma rivoluzione, all´arembaggiooooo. E basta
    massone trafficone
    trasversalone Massimo D´Alema e suoi incappucciati compari della sua
    area, spessissimo corrottissimi, non solo nell´anima satanista massona
    loro, ma anche in cotanto di portafoglio ( vedi probabilmente un certo
    “king of pizzini” di Loggia trasversalissima), da Berlusconi stesso. Ma
    come fa´ Massimo D´Alema a dire “Berlusconi rimarra´fino al 2013”? Quando lo
    stesso ha delle fattezze cosi´nazifascismoderne, disoneste, false,
    codarde, maccartiste, filocamorristiche e porche? Se gia´l´opposizione
    ( spessissimo infiltratissima e steccatissima da Berlusconi, basta che
    date un occhiata al sito di un prostituticchio idiota stipendiato in
    nero in Svizzera da Giuliano Ferrara, ossia il letamaio puzzone di
    Francesco Costa, http://www.francescocosta.net, semidirgente del Pd; e
    davvero ci viene da dire ” Italia rotola pure nella me..a, meglio
    scappare tutti via”) si rassegna all´idea di stare sotto dittatura e
    avalla, garantisce, direi addirittura protegge la durata di detto
    luridissimo regime ma..f..ascista, tutta la nazione potra´solo
    sprofondare sempre piu´nella fogna. Pd rigirato completamente, faccie
    nuove e inca..atissime ovunque, INCA..ATISSSIME OVUNQUE, enormi casini
    ( non violenti) , proteste, sabotaggi, che nessuno guardi piu´reti
    Ma..f..inivest, che nessuno metta soldi nei suoi mega riciclatori di
    danaro mafioso monnezzari finanziari. Basta vedere il Milan, fede
    calcististica o meno. Boposb, Boicottiamo il porco Silvio Berlusconi.
    Avanti, un mare di Palavobis, grandissimi girotondi, vera e propria rivoluzione,
    avantiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

    Michele Nista

    Mi piace

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