Esperanto… la lingua del futuro!

Vogliamo quest’oggi parlare dell’Esperanto, la lingua internazione che supponiamo sia la lingua del futuro.

L’esperanto è una lingua vivente, nata nel 1887 per iniziativa del medico polacco Ludovico Lazzaro Zamenhof, dal quale indirettamente prende il nome (“lingvo internacia de Doktoro Esperanto” = “lingua internazionale del Dottore che spera”).

Si tratta di una lingua come tutte le altre, sia scritta che orale. Il suo lessico deriva preminentemente dalle lingue neolatine (70%) e germaniche (20%), mentre la sua morfologia e la sua sintassi appaiono influenzate dalle lingue germaniche e slave.

Il fatto che i morfemi siano invariabili e quasi illimitatamente combinabili in parole diverse dà alla lingua tratti che l’accomunano a lingue isolanti come il cinese, mentre la struttura interna delle parole mostra alcune affinità con le lingue agglutinanti come il turco, il swahili e il giapponese.

La finalità dell’esperanto non è quella di sostituire le lingue nazionali (al contrario, gli esperantisti sono tra i più convinti difensori del valore della diversità delle culture, e sostenitori della pari dignità di tutte le lingue); l’Esperanto si propone, invece, di fornire uno strumento agevole e non discriminatorio per la comprensione reciproca a livello internazionale.

Nato da un ideale di pace, collaborazione e intercomprensione tra gli uomini, l’Esperanto si pone al di sopra di ogni differenza etnica, politica, religiosa, e – proprio perché lingua propria di nessuna nazione e insieme accessibile a tutti su una base di uguaglianza – tutela contro il predominio culturale ed economico dei più forti e contro i rischi di una visione monoculturale del mondo.

L’idea d’una lingua internazionale pianificata – che non mirasse a sostituire le lingue etniche, ma a servire come seconda lingua ausiliaria per tutti – già a fine Ottocento non era una novità. Ma fu Zamenhof a comprendere che una lingua siffatta doveva essere usata da una collettività, per evolvere. E fu per questo che limitò la sua proposta iniziale ad una grammatica minimale e ad un lessico modesto.

1. L’esperanto è veramente l’unica lingua internazionale che funziona attualmente nei cinque continenti ed in circa 120 paesi. Il numero dei suoi parlanti è stimato fra i 3 ed i 10 milioni; il “Guinness dei primati” ne calcola 6 milioni.

2. L’esperanto è una lingua artificiale, proposta da un medico polacco nel 1887 per facilitare la comunicazione fra tutte quelle persone che non hanno la stessa lingua materna. Egli firmò il suo progetto linguistico come “Dottor Esperanto”, da cui prese il nome questa lingua.

3. L’esperanto è la più facile delle lingue vive e s’apprende molto più rapidamente di tutte le altre. S’impara come tutte le altre lingue, ma la sua razionalità vi permetterà, secondo le ore di studio che gli dedicherete, una eccellente praticità fra i tre ed i sei mesi; inoltre si impara da 5 a 10 volte più rapidamente di qualunque altra lingua, come dimostrato da ricerche dell’Università di Paderborn disponibili in Rete.

4. L’esperanto è pratico soprattutto per chi viaggia, ma anche per festival culturali e altri avvenimenti internazionali, od ancora per le molte altre associazioni internazionali di appassionati: filatelia, economia, insegnanti, radioamatori, ciclisti, giuristi, e così via.

5. L’esperanto è riconosciuto dall’UNESCO – ma le sue risoluzioni non sono esecutive. Questa lingua ausiliare non sostituisce nessuna lingua nazionale o regionale, ma propone una comunicazione paritaria fra quelli che non hanno la stessa lingua materna.

6. 120 parlamentari europei si sono dichiarati favorevoli alla sua utilizzazione nel contesto europeo come lingua ponte neutrale, barriera linguistica contro lo strapotere dell’inglese.

7. In molti casi particolari, l’esperanto è applicato come lingua scientifica, commerciale e di lavoro per molteplici organizzazioni non governative. È inoltre la lingua ufficiale del Fondo Mondiale di Solidarietà contro la fame.

8. In Italia, la Federazione Esperantista Italiana propone numerosi servizi relativi allo studio della lingua e dei suoi valori culturali e di scambio; pubblicazioni, CD, corsi, accesso ai siti, esercizi e correzioni, incontri e congressi.

9. L’esperanto permette di viaggiare in tutto il mondo ricevendo un alloggio gratuito grazie al Pasporta Servo, una raccolta di 1600 indirizzi di esperantisti in 70 paesi che vi accoglieranno con gioia per il piacere di comunicare con voi su un piano di uguaglianza (persone che non impongono la loro lingua materna).

10. In esperanto esiste una vasta letteratura. Sono reperibili le traduzioni in esperanto di tutti i migliori libri di tutte le letterature, dalla Bibbia al Corano, dalla Divina Commedia al Kalevala, da Goethe a Mickiewicz; esistono antologie delle letterature giapponese, cinese, australiana, brasiliana. Esistono altresì centinaia di libri originali: romanzi gialli, biografie, umorismo, teatro, tutto ciò che si può desiderare di leggere. Un poeta islandese, Baldur Ragnarsson, è stato più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura per le sue poesie in esperanto.

Per maggiori informazioni:

http://iej.esperanto.it/

http://www.esperanto.it/

http://www.esperanto.net/info/index_it.html

e tanti altri siti ancora…

3 thoughts on “Esperanto… la lingua del futuro!”

  1. Si è fatto qualcosina per l’Esperanto, ma molto resta ancora da fare. Questa lingua alternativa si è dimostrata veramente funzionale e pratica. Però dobbiamo iniziare a parlarla.
    Mi komencas:
    Karaj geamikoj, bonvolu akcepti miajn plej elkorajn bondezirojn por agrabla somero.
    Luiza

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