La dura vita di un gigolò

Ci tiene a specificare che il suo non è proprio un mestiere e che non si tratta di tariffe ma di offerte volontarie. Romano, 32 anni, nella vita fa altro, «un lavoro normale» dice, ma la sera soddisfa le signore insoddisfatte. Ha un blog, nel quale parla di tutto un po’, anche dei suoi incontri. Ogni tanto si innamora, ogni tanto dice no a qualcuna. Lo abbiamo contattato per un’intervista, per farci raccontare cosa vogliono le donne e com’è la vita di uno gigolo.

Quanto può fruttarle una serata?
Dipende. Io non chiedo una cifra, non si tratta di tariffe ma di offerte volontarie, che possono variare, dai 50 euro ai mille o duemila.

E in base a cosa variano?
Dipende dalle persone che incontro, se una cliente è fissa, quanto può spendere… Non lo faccio per i soldi. Sono le donne a offrirmi il denaro e a stabilire la cifra. Almeno, la maggioranza di loro si comporta così. Le casalinghe, invece, domandano quanto voglio e mi chiedono lo sconto. Invece una donna manager, o che comunque non ha problemi di soldi, fa lei il prezzo e ti chiede pure se è poco.

L’offerta più generosa che le è stata fatta?
Una donna è arrivata a regalarmi 5mila euro per un intero week end, un’americana che vedo una volta l’anno. Quando mi sono svegliato e ho trovato l’assegno non credevo ai miei occhi, subito pensavo fossero 500 euro e invece erano 5mila.

E i conti del ristorante e dell’albergo…
Sono spese di cui non mi occupo io, pagano le signore. Trasporto, ristorante, albergo, viaggi…

Come la contattano?
Il più delle volte grazie al passaparola. Ogni tanto metto anche degli annunci, alcune arrivano a me tramite il mio blog. Ma la maggioranza sono donne che sono state con me e lo raccontano alle amiche che, incuriosite, mi cercano.

Qual è la cosa che le chiedono più frequentemente quando la chiamano?
Vogliono passare una serata diversa dal solito, con una persona tranquilla, che si dedica solo a loro.

Ci descriva una serata tipo
Ci sentiamo al telefono, prendiamo appuntamento, ci vediamo, decidiamo se andare a cena o al cinema, poi facciamo una passeggiata per Roma, magari visitiamo qualche altro locale e infine decidiamo di andare in albergo. Poi dipende dalle situazioni, ci sono serate in cui si va diretti in albergo perché magari la signora ha solo due ore disponibili…

L’età media?
Varia, va dai 25 ai 45 anni. Ci sono anche le 50enni, ma sono più rare. Con loro poi scatta il problema bellezza: se non mi piacciono e non le trovo attraenti, devo declinare.

Ventiquattro anni, che giovane!
Si trattava di una festa di laurea, le amiche della ragazza le avevano regalato me.

È una cosa frequente?
Capita spesso che io sia un regalo: feste di compleanno, addio al celibato… Ovviamente si consuma in privato, mai pubblico.

E le ragazze omaggiate da questo regalo a sopresa poi quindi consumano davvero?
Più sono giovani più hanno difficoltà a fare sesso. Ma solo all’inizio. Le ventenni sono più difficili rispetto alle 30enni, bisogna creare l’atmosfera, metterle a loro agio, ma alla fine dieci su otto hanno consumato.

Al di là delle laureande, le altre sono single o coniugate?
In linea di massima sono sposate. Dei loro matrimoni mi raccontano tante cose, soprattutto che i loro mariti le trascurano o le tradiscono sul posto di lavoro o comunque hanno l’amante. E loro, prima di decidere se divorziare, vogliono sperimentare il sesso clandestino.

E poi lo dicono al marito?
No, quasi mai. Ci sono state varie clienti che ho frequentato per anni interi prima che il coniuge si accorgesse che la moglie era cambiata o aveva qualcun altro. Ricordo un caso: quando il marito ha saputo che c’era un altro, è tornato a farle la corte e noi abbiamo interrotto i nostri incontri.

Si è mai innamorato?
Molte volte.

Come si è comportato?
Non accettando più il loro denaro e poi diluendo i rapporti. Mi sono innamorato di due o tre donne e in quei periodi non ho più frequentato nessun’altra.

Lei non è sposato?
No, ma un giorno mi sposerò, quando mi innamorerò di una persona che mi faccia perdere veramente la testa. Non farò lo gigolo per tutta la vita.

Che cosa le chiedono le donne?
All’inizio la compagnia, poi ci sono quelle che vogliono andare dritte al sodo, in generale mi chiedono il rapporto sessuale classico. Molte vogliono le coccole.

L’incontro che le è rimasto più impresso?
Una storia durata due anni con una ragazza di Milano, che conviveva con un altro ma che faceva di tutto per venire a Roma e ogni volta che l’azienda la mandava qua mi veniva a trovare e quando avevo tempo anche io facevo di tutto per andare a Milano da lei.

E vi siete innamorati?
Eh sì. Siamo anche stati a una festa insieme, c’era anche il suo convivente, ovviamente all’oscuro di tutto, e l’abbiamo fatto di nascosto, durante il party. Una sveltina, insomma. Di lei mi sono completamente innamorato.

Lei prima diceva che arrivare al sodo con le 30enni è più facile, perché?
Sanno quello che volgiono e vanno dritte al punto. Sono più disinibite. Ma con un distinguo: parlo di donne manager, perché la casalinga invece rimane sempre un po’ timida e titubante.

Diceva anche che non lo fa per soldi. Per cosa allora?
È iniziato tutto quando avevo 20 anni e ho conosciuto una donna più grande di me. Lei mi fece una battuta, mi disse: «Perché non fai l’accompagnatore?». Mi presentò un’amica e poi un’altra ancora. Accettai di incontrarle per farle un piacere e poi è diventato un hobby. Conosci tante persone diverse, che fanno lavori diversi, che provengono da culture diverse… Mi piace.

Parlano molto le donne?
Sì e io piaccio molto perché sono un buon ascoltatore, con me si può parlare di tutto e si confidano parecchio. Molte volte mi telefonano anche solo per chiacchierare. Con alcune di loro sono proprio amico adesso.

Lei utilizza aiutini, tipo il Viagra?
Fortunatamente è tutto frutto del mio corpo e della mia mente. Non prendo pasticche, pratico vari sport, forse quello aiuta.

Ma le sarà capitata una cliente che proprio…
Mi è capitato più volte. In quei casi si chiude un occhio, anzi due. Altre volte rinuncio volentieri se non ce la faccio, se è proprio brutta. Io lo dico da subito appena ci vediamo, perché non voglio far spendere soldi inutilmente a nessuno anche se è imbarazzante.

E cosa dice, scusi?
Dico: «Sarò sincero e anche se non è galante ti devo dire che non c’è sintonia, che non mi attrai». Una cosa del genere, molto schietto.

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