Come curare gli animali da compagnia

In viaggio

Cerchiamo gli alberghi dove sono bene accetti

Sono sempre di più le strutture turistiche disposte ad accettare animali (ci sono circa 2.647 alberghi e 680 agriturismo italiani accessibili ai cani): alberghi, agriturismo, spiagge, ristoranti.

Ci seguono in auto, su alcuni treni, navi e aerei

In auto (art. 169 comma 6 c.d.s.), in treno, in nave, in aereo: i nostri amici quadrupedi possono seguirci ovunque: basta informarsi per tempo sui regolamenti che le varie compagnie aeree applicano per il trasporto di animali da compagnia e controllare quali sono i treni che in Italia accettano cani, la grandezza e la sistemazione (o nel Paese estero dove il nostro amico quadrupede ci accompagnerà).

Lo stesso vale per i viaggi in nave: le varie compagnie adottano sistemi diversi per ospitare gli animali. Anche in questo caso è bene contattatare per tempo le compagnie di navigazione per conoscere i regolamenti sul trasporto di animali.

Non dimentichiamo di portare il loro libretto sanitario dove sono indicate le vaccinazioni effettuate oltre alle informazioni relative al soggetto (nome, sesso, razza, tatuaggio, indirizzo proprietari).

Iniziativa “io l’ho visto”

Proprio a chi viaggia in auto è rivolta la nuova iniziativa “Io l’ho visto”che vede la collaborazione della Polizia Stradale e il Gruppo Autogrill: sarà possibile segnalare l’avvistamento di cani abbandonati e in pericolo sui tratti autostradali in Italia inviando un sms al numero 334.105.10.30 dove si indicheranno le coordinate nel modo più preciso possibile.

Ricordiamo che l’abbandono del cane o del gatto è un reato punito dal codice penale (art. 1 comma 3 Legge 189/2004) : “chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro“.

Viaggiare all’estero

Cani e gatti hanno delle profilassi da seguire per recarsi all’estero, oltre alle normali vaccinazioni, procedure contro parassiti interni ed esterni, da effettuare annualmente. Per determinati Paesi, (Svezia, Inghilterrra, Malta), è necessario fare il “blood test”: un prelievo di sangue del cane su cui verranno effettuati i test per la positività alla rabbia. Questo test deve essere eseguito con determinate tempistiche e scadenze.

Regolamento 998/2003 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 maggio 2003: movimentazione degli animali da compagnia.

  • Microchip. Dal 1° gennaio 2005 è obbligatorio l’inserimento del microchip sottocute per tutti i cani e gatti nati successivamente a questa data.
  • Passaporto. Dal 1° ottobre 2004 è obbligatorio per tutti gli animali d’affezione. Per ottenere il passaporto è necessario che il cane, il gatto o il furetto:
    • abbia già il microchip
    • sia iscritto all’anagrafe veterinaria dell’ASL di zona.
    • abbia effettuato la vaccinazione antirabbica.

Il passaporto può essere richiesto dopo 21 giorni dall’effettuazione della vaccinazione antirabbica e non ha scadenza.

Vivere con loro. I nostri cani in città

 Alcune buone abitudini. Bastano pochi ma indispensabili accorgimenti per fa si che la convivenza uomo-cane sia pacifica e soddisfacente.

Strade pulite. Oltre che previsto dalle Ordinanze e dai regolamenti emanati dai comuni italiani, è buona norma di civiltà rimuovere sempre gli escrementi che il proprio cane lascia sul suolo pubblico.

La bustina di plastica o l’apposita paletta con sacchetto, deve essere portata sempre con sé durante la passeggiata con il cane. Molto spesso l’intolleranza verso i nostri amici cani deriva proprio dal comportamento scorretto dei loro proprietari.

Paura dei cani. Ci sono persone che temono i cani o i gatti perché semplicemente non sono abituati a loro o per vere e proprie fobie. E’ nostro dovere rispettare i timori altrui e quando necessario tenere il nostro cane al guinzaglio più vicino a noi assumendo un atteggiamento rassicurante verso chi mostra di averne paura.

Cani grandi e cagnolini. Oltre che di tragiche aggressioni verso persone perfino di famiglia, spesso abbiamo notizia di grossi cani che attaccano, con esiti anche mortali, cagnolini di piccola taglia.

Se è aggressivo con gli altri cani, evitare di lasciare il proprio cane libero di fare ciò che vuole, specie se si trova di fronte ai suoi simili più piccoli.Anche questa dovrebbe far parte delle buone regole del vivere comune. La legge del più forte non è argomento valido né tra gli umani né tra i nostri animali domestici.

Le razze “pericolose”

Per le razze definite “pericolose” è obbligatorio, nei luoghi pubblici, oltre che il guinzaglio, l’uso della museruola. Inoltre anche il proprietario deve rispondere a determinati requisiti (art. 5 comma 4 ordinanza del Ministero della Salute del 12 dicembre 2006)

Elenco  delle  razze  canine  e  di incroci di razze a rischio di aggressività  di  cui all’art. 1, comma 1, lettera b, dell’ordinanza del Ministero della Salute:

  • American Bulldog;
  • Cane da pastore di Charplanina;
  • Cane da pastore dell’Anatolia;
  • Cane da pastore dell’Asia centrale;
  • Cane da pastore del Caucaso;
  • Cane da Serra da Estreilla;
  • Dogo Argentino;
  • Fila brazileiro;
  • Perro da canapo majoero;
  • Perro da presa canario;
  • Perro da presa Mallorquin;
  • Pit bull;
  • Pit bull mastiff;
  • Pit bull terrier;
  • Rafeiro do alentejo;
  • Rottweiler;
  • Tosa inu.

Ma anche se il cane non appartiene ad una razza definita pericolosa, se particolarmente aggressivo nei confronti di persone o altri animali, sarebbe buona norma da parte del proprietario osservare una particolare attenzione nel condurlo in luoghi pubblici, a non affidarlo a persone che non siano in grado di controllarlo (per esempio bambini o anziani).

Non ci sarebbero razze cosiddette pericolose nei confronti di altri cani e persone, se si osservassero queste poche regole di convivenza e di buon senso.

La loro salute. E’ bene sapere che…

Vaccinare il cane e il gatto. E’ necessario sempre seguire le istruzioni del proprio veterinario circa le vaccinazioni da effettuare al proprio cane o gatto.

Attenzione alle truffe.

Al momento dell’acquisto o adozione, accertarsi che la documentazione sanitaria che accompagna il cucciolo sia completa e accreditata: se il cucciolo è stato vaccinato deve avere un libretto con data, etichette dei vaccini, timbro e firma del veterinario.Oltre alle notizie del cane: età, sesso, data di nascita, numero microchip.

E se arriva da lontano? Un animale da compagnia importato, per essere in regola con la normativa europea e garantire una profilassi corretta, dovrebbe avere non meno di 111 giorni (tre mesi minimi per l’ingresso in Italia più 21 giorni dalla data della vaccinazione antirabbica indispensabile per il rilascio del passaporto).

Importazione e esportazione di animali da compagnia.

La Comunità Europea ha stabilito delle regole precise di prevenzione contro il commercio illegale di animali, indicando le direttive per l’importazione legale e controllata degli animali da compagnia.

Divieto di introduzione in Italia di cani, gatti e furetti di età inferiore a tre mesi, sia se spediti per fini commerciali e sia se movimentati al seguito dei rispettivi proprietari o responsabili”: questo è quanto ribadito con una circolare dal Ministero della Salute facendo riferimento al Regolamento 998/2003/CE art.5 paragrafo 2.

Leggi da rispettare, altrimenti si tratta di traffico clandestino.

L’ultimo rapporto 2007 dell’Osservatorio nazionale zoomafia della Lav parla di 30 mila cuccioli importati illegalmente ogni anno in Italia.

Non avendo i cuccioli nessuna profilassi vaccinatoria, sono portatori in tutta la comunità europea di molte patologie (cimurro, parvovirosi, epatite, rabbia, ecc) che mettono in pericolo si la vita stessa dell’animale sia quella degli animali che già vivono sul territorio.

Molto spesso commercianti senza scrupoli, che alimentano un vergognoso mercato clandestino, importano animali di età notevolmente inferiore a quella consentita (25-30 giorni), senza nessuna copertura sanitaria, in condizioni igieniche pessime e, ovviamente, sprovvisti passaporto.

Alla fine del loro viaggio, i cuccioli trovano posto dietro le vetrine di alcuni negozi compiacenti di animali. Un allevatore serio e appassionato non cederebbe mai i propri cuccioli ad un negozio.

La loro salute. E’ bene sapere che…

 Al cucciolo di cane, se nato in famiglia o comunque proveniente da condizioni di allevamento sicure, la prima vaccinazione dovrebbe essere effettuata a circa 7-8 settimane, avendo cura, qualche giorno prima, di somministrargli un vermifugo. La seconda vaccinazione di richiamo viene eseguita a 12 – 13 settimane di età.

Si tratta generalmente di un vaccino pentavalente cioè che copre dai cinque tipi di virus più diffusi, ma esistono anche vaccini esa ed eptavalenti.

L’efficacia del vaccino dipende tanto anche dalla condizione vaccinale della mamma.

Attenzione: qualsiasi problema, anche il più lieve come una leggera febbre, una verminosi o il semplice stress da trasporto, può rendere inutile il vaccino effettuato. Anche per questo molti veterinari e allevatori scrupolosi effettuano un terzo richiamo intorno al quarto mesi di vita del cucciolo.

Arriva il cucciolo a casa. Sarebbe bene accogliere il cucciolo quando ha terminato completamente il ciclo di vaccinazioni: tre mesi è l’età giusta.

  • Il cucciolo mangia già autonomamente da un mese circa;
  • l’imprinting materno è stato completato;
  • l’attitudine relazionale del cucciolo ha potuto costruirsi correttamente con il rapporto con i fratelli (solo questi potranno spiegare al cucciolo, mordendolo, che i morsi fanno male!).

La loro salute. E’ bene sapere che…

Gatto. Per i gattini la vaccinazione è tretravalente. Per i cuccioli non a rischio (provenienti cioè da ambienti sicuri), il primo vaccino va fatto verso le 7 – 8 settimane. La seconda a 12 – 13 settimane di età.

Attenzione: qualsiasi problema, anche il più lieve come una leggera febbre, una verminosi o il semplice stress da trasporto, può rendere inutile il vaccino effettuato.

Esiste poi un vaccino per la leucemia virale felina (Felv) ma è efficace e non pericoloso solo se anche la madre del gattino è stata vaccinata per lo stesso virus o le è stato effetuato un test per riscontrarne l’assenza.

La Fiv (immunodeficienza virale felina). Non colpisce l’uomo. La trasmissione avviene tramite morso e, per evitare che il nostro gatto si infetti, bisogna evitare il contatto con gatti randagi, in quanto non esiste un vaccino di prevenzione.

Per entrambi i virus è possibile attuare una prevenzione effettuando dei test rapidi.

La toxoplasmosi è una malattia tipica dei gatti e altri mammiferi. La trasmissione all’uomo avviene attraverso l’ingestione di carni crude o poco cotte, verdure non lavate accuratamente e scarsa igiene in generale. Per ridurre l’esposizione è bene:

  • impedire l’accesso del proprio gatto a roditori e uccelli
  • dare al proprio gatto solo carni cotte o cibi per gatti
  • non mangiare carni poco cotte o crude e prodotti caseari solo se pastorizzati
  • pulire e disinfettare la cassettina ogni giorno dalle feci
  • evitare di toccare gatti randagi che potrebbero trasmettere oocisti attraverso il contatto mano-bocca
  • indossare guanti di gomma nel lavoro della terra del giardino
  • prendere l’abitudine di lavarsi accuratamente e energicamente le mani con acqua e sapone dopo contatti con terreno, gatti, latticini non pastorizzati, carni o vegetali crudi.
  • Le verdure crude devono essere accuratamente lavate
  • se in casa c’è una donna in gravidanza, oltre ai consigli precedenti, tenere il gatto lontano letti, cuscini, coperte e altri oggetti in uso alla futura mamma.

Da queste raccomandazioni si desume che il contagio avviene per ingestione diretta di cibi poco cotti o non lavati e dal contatto con terreni e oggetti infetti, attraverso le mani che poi sono portate alla bocca.

Un cucciolo in regalo. Pensiamoci bene. Perché?

Perché, trascinati da una spinta emotiva, si potrebbe prendere un cucciolo come regalo per i nostri bambini che potrebbero “usarlo” come si fa con un giocattolo.

Ma poi, di fronte all’impegno e all’attenzione che richiede un cane a casa, magari si decide di portarlo al canile o, quando va bene, gli si cercherà un altro padrone.

Molti poi, purtroppo, ritengono ancora normale abbandonare il cane o il gatto che non è più gradito in casa. L’abbandono, oltre ad essere un gesto di grande inciviltà, è un reato punito dal Codice penale (art. 727 titolo IX – bis libro II codice penale)

Durante i periodi di festa, come Natale ed Epifania, commercianti con pochi scrupoli, allettati da possibili aumenti di richieste di cuccioli, si “riforniscono” da importatori illegali.

In generale, al momento dell’acquisto prestiamo attenzione ad alcuni suggerimenti:

  • Diffidare da chi propone cuccioli in vendita di molter razze: allevare cani non è un gioco, richiede tempo, denaro e tanta passione. Attenzione a chi dichiara  “disponibilità di cuccioli di tutte le razze”. Le razze dei cani sono centinaia allevalerle tutte è impossibile.
  • Il cane deve avere il libretto sanitario con annotate le vaccinazioni effettuate vidimate dal veterinario e un certificato di buona salute rilasciato dal servizio veterinario ASL oppure dal veterinario autorizzato ASL. Specifiche leggi regionali tutelano la salute e la movimentazione degli animali d’affezione.
  • Se di importazione, il cucciolo deve avere un’età non inferiore a 111 giorni: per legge 90 giorni è l’età minima per importare un cucciolo che deve possedere il certificato di vaccinazione antirabbica effettuata almeno 21 giorni prima della partenza.
  • Il cucciolo dovrebbe restare con la madre almeno fino ai tre mesi di vita. Avrà modo così di apprendere dalla mamma e dai fratelli le nozioni di una normale vita sociale, garantendo così un normale sviluppo fisico e psichico.
  • Sarebbe bene avere la possibilità di vedere l’ambiente in cui il cucciolo di cane/gatto è cresciuto, che deve essere pulito, senza ciotole con cibo vecchio o residui di cibo; l’acqua pulita indica che viene cambiata spesso e il contenitore (ciotola, secchiello) pulito costantemente.
  • E’ preferibile poter vedere almeno uno dei genitori del cucciolo.
  • Conviene sempre chiedere informazioni sulla provenienza del cucciolo o dell’animale adulto ed avere il maggior numero possibile di notizie.
  • Cercare di avere un contatto diretto con l’allevatore o comunque con il proprietario di uno dei genitori del cucciolo.

Pet therapy: gli animali ci aiutano a guarire

A cosa serve.
Questo tipo di terapia si basa sull’assistenza degli animali domestici, (quali cani, gatti, conigli, pappagalli e tartarughe) e si affianca alle altre terapie, per la cura sia di disabilità  psichiche, come per esempio l’autismo, sia fisiche (deficit dell’udito, della vista e del movimento) ed anche dei disturbi dell’apprendimento quali ansia, iperattivismo, autismo.

L’animale è il co-terampeuta che aiuta il paziente, insieme agli psicologi e ad altre figure professionali del settore (pedagoghi, operatori sociali e conduttori cinofili specializzati), ad innescare spontaneamente quei meccanismi di stimolo che possono essere di gioco per i bambini, stimolo all’attenzione temporanea (cura del cane, carezze) per gli anziani e i pazienti depressi.

T.A.A.Terapie assistite con l’ausilio degli animali

Gli operatori per le TAA si avvalgono dell’ausilio di cani, gatti ma anche conigli e tartarughe. E poi i pappagalli che sono “improntati” con l’uomo, cioè svezzati a 20 giorni e accuditi dall’uomo per far si che siano quanto più possibile in relazione con i loro genitori/istruttori umani.

La scelta dell’animale da parte degli operatori TAA avviene in maniera graduale: si inizia in generale con i conigli che vengono accettati subito dai bambini i quali, in genere, non ne hanno paura.
Successivamente vengono impiegati pappagalli e poi via via fino al gatto ed il cane.

I pappagalli vengono utilizzati perché, parlando a modo loro, stimolano il paziente a rispondere; generalmente i bambini sono i più sensibili a questo tipo di sollecitazioni. Può avvenire anche il contrario: ad esempio, il bambino viene stimolato proprio per far parlare il pappagallo.

Gli effetti sul paziente
In tutti i casi si è riscontrato un miglioramento nell’attenzione e, in soggetti che compiono movimenti improvvisi o violenti che non riescono a controllare, un incremento nella capacità del controllo del proprio corpo.

Per quanto attiene al linguaggio, i pazienti si abituano a parlare con l’animale e ad esprimere le proprie emozioni, cosa che, ad esempio, per un paziente autistico è davvero difficile.

Cosa fare se si intende iniziare un percorso di pet therapy
L’utente deve informarsi sui centri specializzati.
La TAA ha una discreta diffusione in Italia ma si attende il Decreto Legge del Ministero della Sanità che disciplini e riconosca questa attività e i corsi professionali per operare in questo settore, così da aiutare anche i cittadini a distinguere le strutture valide da altre non propriamente professionali e piuttosto improvvisate.

E’ bene tener presente che in un centro di TAA è sempre presente un terapeuta (psicologo, pedagogo ecc.), un conduttore per gli animali, il veterinario ed eventualmente altri operatori sociali che hanno svolto corsi di preparazione alla pet terapy (per esempio, operatori ludico motori per l’infanzia).

Maltrattamento di animali

uno dei tanti ospiti dei canili
Foto di Elisabetta Gazziero

La nuova legge n°189 del 20 luglio 2004 contiene le disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli animali in combattimenti clandestini o in competizioni non autorizzate.
Viene inserita così una modifiche al codice penale, nel Libro II del codice penale viene aggiunto il Titolo IX bis – “Dei delitti contro il sentimento per gli animali”.

Cosa fare quando si intende segnalare un caso di maltrattamento? Chiunque, che sia privato cittadino o un’associazione, può rivolgersi ad un qualsiasi organo di Polizia Giudiziaria (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Vigili Urbani, etc…) segnalando uno dei casi di illeciti previsti dalla nuova legge e richiedendo un intervento per accertare il reato ed impedire che questi venga portato ad ulteriori conseguenze.

Inoltre, presso molti comuni italiani, è istituito lo Sportello per i diritti degli animali aperto al pubblico per informazioni e segnalazioni.

Dala LAV “numero dedicato” (848.588.544), al costo di una telefonata urbana da tutta Italia verranno fornite risposte e sostegno alle segnalazioni di maltrattamenti. Gli aggiornamenti sulle iniziative in corso saranno disponibili sul sito www.infolav.org, gli aggiornamenti normativi sul sito www.reteambiente.it

Combattere il randagismo, non il randagio.

Il paradosso è abbandonare un cane per poi lamentarsi dei cani randagi.

Molto più spesso di quanto si immagini il cane, il gatto o addirittura il furetto, viene abbandonato sulle strade fuori città oppure davanti ad un canile ma anche in piena autostrada.

Ogni estate in Italia vengono abbandonati circa 100mila cani e 50mila gatti. Siamo noi che causiamo il randagismo, non i cani e i gatti.

E’ la mancanza di coscienza civile e di senso di responsabilità che porta a lasciare il proprio cane o gatto per strada perché non lo si vuole più in casa.

L’abbandono è un reato punito dal Codice penale (art. 1 comma 3 Legge 189/2004) : “chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro”.
Si dovrebbe riflettere a lungo prima di decidere se avere o no un animale nella propria casa: sarà una convivenza di parecchi anni, che cambierà radicalmente alcune abitudini della nostra vita e della nostra famiglia. Rendersi conto di non poter accudire il cane potrebbe costringere alla scelta dolorosa di doversene separare.

In questo caso non si dovrebbe arrivare a sbarazzarsene attraverso sistemi incivili: esistono delle strutture (canili e rifugi) che, seppure tra mille difficoltà, ospitano il cane per poi renderlo adottabile.

Quasi sempre a causare problemi agli animali sono proprio gli esseri umani: maltrattamenti, abbandoni, combattimenti, e tutti quegli atti che possono avere come conseguenza la sofferenza o la morte di animali.

Ma, senza arrivare a situazioni estreme come quelle descritte, in varie occasioni a noi più consuete, si può rischiare di incrementare, senza volerlo, lo stato critico in cui versano quasi 150.000 tra cani e gatti ospiti dei canili italiani.

Anche i cani cosiddetti di razza sono vittime delle mode! Grazie ad un film, ad una pubblicità, il cane o il gatto divetta oggetto di “tendenza”. Ma non deve essere certo la moda il motivo che ci induce a scegliere un cane.

fonte: Polizia di Stato 

Internet: istruzioni per l’uso

Per i genitori

  • Dite ai vostri figli di non fornire dati personali (nome, cognome, età, indirizzo, numero di telefono, nome e orari della scuola, nome degli amici), potrebbero essere utilizzati da potenziali pedofili.
  • Controllate quello che fanno i vostri figli quando sono collegati e quali sono i loro interessi.
  • Collocate il computer in una stanza di accesso comune piuttosto che nella camera dei ragazzi e cercate di usarlo qualche volta insieme ai vostri figli.
  • Non permettetegli di usare la vostra carta di credito senza il vostro permesso.
  • Controllate periodicamente il contenuto dell’hard disk del computer usato dai vostri figli, verificando la “cronologia” dei siti web visitati.
  • Cercate di stare vicino ai vostri figli quando creano profili legati ad un nickname per usare programmi di chat.
  • Insegnategli a non accettare mai di incontrarsi personalmente con chi hanno conosciuto in rete, spiegando loro che gli sconosciuti così incontrati possono essere pericolosi tanto quanto quelli in cui ci si imbatte per strada.
  • Leggete le e-mail con i vostri figli, controllando ogni allegato al messaggio.
  • Dite loro di non rispondere quando ricevono messaggi di posta elettronica di tipo volgare, offensivo o pericoloso e, allo stesso tempo, invitateli a non usare un linguaggio scurrile o inappropriato e a comportarsi correttamente.
  • Spiegate ai vostri figli che può essere pericoloso compilare moduli on line e dite loro di farlo solo dopo avervi consultato.
  • Stabilite quanto tempo i vostri figli possono passare navigando su Internet e, soprattutto, non considerate il computer un surrogato della baby-sitter.
  • Esistono particolari software, facilmente reperibili su internet, che impediscono l’accesso a siti non desiderati (violenti o pornografici per esempio). I “filtri” possono essere attivati introducendo parole-chiave o un elenco predefinito di siti da evitare. E’ opportuno però verificare periodicamente che funzionino in modo corretto e tenere segreta la parola chiave.

Per i più piccoli

  • Navigare su Internet può essere utile e divertente, ma prima di cominciare è importante conoscere e ricordare alcune regole molto importanti.
  • Non date mai informazioni come il vostro nome e cognome, indirizzo, nome della scuola o numero di telefono a persone conosciute su Internet.
  • Non mandate mai vostre foto a qualcuno conosciuto via Internet senza il permesso dei vostri genitori.
  • Leggete le e-mail con i vostri genitori, controllando con loro ogni allegato al messaggio.
  • Dite subito ai vostri genitori o ai vostri insegnanti se leggete o vedete qualcosa su Internet che vi fa sentire a disagio o vi spaventa, per esempio fotografie di persone adulte o di bambini nudi.
  • Non fissate incontri con persone conosciute via Internet senza il permesso dei vostri genitori.
  • Ricordatevi che on line le persone possono non essere quello che dicono di essere. La bambina con cui credete di chattare potrebbe essere un uomo adulto!

Utilizzo dei browser

Per evitare che navigando in Internet si finisca accidentalmente o meno su siti poco ortodossi sia dal punto di vista educativo che della sicurezza (molti dei siti che diffondono virus, ad esempio, sono siti pornografici) è possibile adottare diverse strategie di protezione.

Il primo passo, è quello di sfruttare la potenzialità del browser (ad esempio, Internet Explorer , Firefox, Opera) configurandolo opportunamente in modo da permettere l’accesso dei navigatori ai soli siti elencati in una lista impedendo, così, l’ingresso in quelli classificati come “sconvenienti” sulla base delle regole diffuse da alcuni enti quali l’ICRA (Internet Content Rating Association) www.icra.org .

Questi i passaggi necessari per configurare il browser di Internet Explorer:
Selezionare: strumenti, opzioni internet, contenuto
Selezionare: Attiva
Immettere la password del superivisore
Inserire nell’elenco dei siti approvati i siti che si considerano “permessi”.

Questo metodo consentirà la navigazione solo nei siti elencati e “consentiti”. Qualora l’utente voglia poi richiedere la visualizzazione di una “url” non ammessa, il browser chiederà di immettere la password del supervisore per l’inserimento della nuova “url” tra quelle consentite e permetterne l’accesso.

Nel caso di minori, è importante accertarsi che bambini e adolescenti accedano al computer senza i privilegi di amministratore, e che non abbiano le credenziali per installare altri software. Il genere di protezione appena esposta, infatti, funziona solo con Internet Explorer, quindi è facile aggirarla installando un altro qualunque tipo di browser.

Esistono in rete molti software gratuiti che promettono di svolgere il ruolo di “filtri” sui contenuti del web, inclusi quelli consigliati da enti e istituzioni, ma nessuno di questi è sicuro ed efficace al 100 per cento.

Il Computer

Internet

  • usare un buon antivirus: qualunque computer connesso alla rete Internet deve esserne munito; inoltre è altrettanto importante provvedere con regolarità all’aggiornamento del file delle firme
  • usare un firewall: può sembrare eccessivo ma l’uso di dispositivi di filtraggio come i firewall, purché opportunamente configurati, è in grado di offrire un discreto grado di protezione contro determinati tipi di attacco e soprattutto contro tutta una serie di attività preparatorie (come ad es. la scansione delle porte TCP/UDP) che un aggressore in genere compie prima di tentare un accesso non autorizzato
  • applicare sempre le più recenti patch (integrazioni a un programma che elimina i difetti riscontrati da sviluppatori o utenti) : questo vale non soltanto per il sistema operativo ma anche per il software applicativo
  • prestare la massima attenzione al funzionamento anomalo del sistema operativo: è assolutamente opportuno guardare sempre con sospetto ai funzionamenti apparentemente inspiegabili del sistema operativo e cercare di individuarne le cause per quanto possibile anche con l’uso di strumenti specifici
  • disabilitare Java, JavaScript ed ActiveX: queste tecnologie possono costituire una vera spina nel fianco durante la navigazione su Internet; in alternativa, per non rendere la navigazione su alcuni siti frustrante, è possibile proteggersi, ma non in tutto, facendo uso di un software specifico che funge da filtro per i contenuti interattivi che vengono normalmente ricevuti o utilizzando forme di navigazione anonime tramite proxy server
  • se possibile, utilizzate per la connessione un computer completamente dedicato a questa funzione, privo quindi di altri dati importanti. Se ciò non è possibile, come abitualmente accade, è necessario configurare con attenzione il proprio computer per evitare di esporlo inutilmente a possibili rischi
  • se uno dei computer si collega ad internet senza una adeguata protezione, è possibile che la configurazione così impostata permetta anche ad estranei di curiosare nei dati da noi conservati e condivisi
  • può essere utile un programma firewall: un dispositivo che offre un’adeguata protezione al nostro sistema quando è impegnato da più servizi contemporaneamente, rilevando eventuali accessi abusivi
  • si consiglia di utilizzare un account limitato ( es. non è possibile modificare le impostazioni del sistema o installare programmi) specialmente quando si naviga su Internet: un eventuale virus che entra nel computer, sfruttando ad esempio una vulnerabilità del browser, potrebbe fare poco e nulla
  • fare un backup regolare di tutti i dati sensibili: ugualmente importante è tenere in posti sicuri le copie generate

Proteggersi dai virus: alcuni consigli utili

Logo delle comunicazioni Il timore di infezione da virus informatico sembra essere in aumento tra gli utenti della telematica. Proponiamo una lista di suggerimenti utili per ridurre i rischi di infezione.

  • Fate dei regolari backup dei dati più importanti;
  • Usate un software di protezione dai virus. Questo significa tre cose: caricarlo come primo programma in esecuzione, controllare ogni giorno se vi sono aggiornamenti sui virus e infine fare uno scan dei file del proprio computer periodicamente;
  • Usate un Firewall come un «gatekeeper» tra il vostro computer e la rete Internet. I Firewall sono essenziali per coloro che hanno una connessione ADSL o via cavo a Internet ma sono preziosi anche per chi utilizza la connessione telefonica;
  • Non tenete il computer allacciato alla rete quando non lo usate. E’ consigliato piuttosto disconnettere il computer, se necessario, anche fisicamente.
  • Non aprite gli allegati delle e-mail provenienti da sconosciuti e verificate prima il nome dei mittenti e il soggetto;
  • Siate sospettosi anche di ogni allegato inaspettato inviatovi da chi conoscete poiché esso può essere stato spedito senza che la persona ne sia a conoscenza da una macchina infettata;
  • Scaricate regolarmente i «security patches» (modifiche per incrementare la sicurezza dei software) dal vostro fornitore di software.

Password

La scelta di una password deve essere effettuata con molta accuratezza poiché rappresenta la nostra chiave di accesso e la garanzia per mantenere riservate le informazioni che ci interessano. Questo discorso vale per la scelta della password di accesso al Bios (programma del computer che carica il sistema operativo nella RAM e segnala lo stato di tutte le periferiche), così come per quella relativa ai servizi di posta o commercio elettronico. A questo proposito, sarà bene tenere presente alcune avvertenze:

  • evitate di scegliere nomi di congiunti e relative date di nascita, poiché sono abitualmente utilizzate per forzare la protezione da parte di chi vi conosce
  • utilizzate per le password nomi di fantasia non presenti in dizionari italiani e stranieri, in quanto è possibile utilizzare tali dizionari in forma elettronica per violare un sistema protetto, utilizzando programmi adatti
  • scegliete una combinazione di caratteri alfanumerici, vale a dire lettere e numeri, che creino una sigla facilmente memorizzabile per l’utente
  • memorizzare la password, evitando di scriverla, è una garanzia per mantenerne l’integrità
  • il frequente cambio password. In genere è utilizzato dagli amministratori di rete per gli account dei pc ma si può applicare a tutti i login di cui è possibile modificare la password di accesso

CHAT LINE – Evitiamo i rischi

Logo delle comunicazioni

  • La diffusione dei sistemi chat-line ed email è riuscita ad influenzare il modo di incontrarsi e di interagire delle persone. Sempre più utenti di internet si conoscono sulla rete e alcune di queste conoscenze si trasferiscono nel mondo reale con incontri “dal vivo”, a volte con soddisfazione (si moltiplicano i matrimoni tra persone conosciute in chat), a volte con profonde delusioni, altre volte con situazioni pericolose.
  • Un aspetto su cui vogliamo soffermarci è la mancanza di una identità certa negli utenti delle chat. Alcuni uomini e donne, sfruttando l’anonimato offerto dalla chat, si presentano infatti nelle conversazioni in rete talvolta con un’identità diversa, un sesso diverso un’età diversa. E in questo tutto sommato non c’è niente di male.
  • La rete consente infatti di sperimentare, senza troppi rischi, cosa vuol dire appartenere ad un’altro genere o come ci si sente ad essere un adolescente o cosa vuol dire svolgere una professione diversa. L’importante è però, per gli utenti delle chat, essere coscienti di questa situazione e non dimenticare mai che il loro interlocutore, per motivi vari, può essere diverso (o diversa) da quello che dichiara di essere, con tutto ciò che ne consegue.
  • Una facilità estrema nel lasciarsi andare a confidenze anche riguardanti aspetti intimi della propria vita, con una persona appena conosciuta in chat, è insomma una cosa che comporta un certo coefficiente di rischio che va considerato
  • Questo non vuol dire ovviamente che si debba rinunciare a comunicare con persone appena conosciute (in fondo è la cosa più divertente che offre la chat) o di dover rinunciare all’allargamento della cerchia degli amici incontrando nel mondo reale delle persone conosciute on-line. Bisogna a nostro avviso semplicemente ricordare che le chat-line rispecchiano il mondo che le ha create.
  • Contengono cultura, informazione, dibattito politico, amore, arte, solidarietà, e soprattutto possibilità di nuove e interessanti amicizie, ma anche mercanti di pornografia, truffatori, terroristi, pedofili, maniaci come, del resto, la parte del mondo che si articola fuori del cyberspazio.
  • Nella chat si incontrano quindi persone di tutti i tipi. Ci sono, come nel mondo reale, persone a posto e brutti ceffi, nella stessa identica percentuale di una strada affollata o di qualsiasi altro luogo pubblico. Nei contatti con persone nuove conosciute sulle chat-line sembra quindi manifestarsi nei navigatori una minore diffidenza rispetto a quando si muovono nel mondo reale e una certa facilità alla caduta di tabù e resistenze.
  • In effetti la maggior parte dei “navigatori” adulti ed esperti ha imparato ad usare un minimo di cautela nell’interagire con chi non si conosce e tale cautela è generalmente sufficiente per evitare brutte sorprese.
  • Se si conosce qualcuno sulla chat e si decide di incontrarlo dal vivo, dare il primo appuntamento in un luogo pubblico e affollato e non andare all’appuntamento da solo rappresenta una precauzione sufficiente per evitare brutte sorprese.
  • Non è la stessa cosa per i bambini. La loro curiosità unita all’ingenuità può metterli in condizione di rischio nel momento in cui vengono avvicinati on-line da soggetti con cattive intenzioni, ad esempio con pedofili. Sarebbe opportuno per questo motivo accompagnare i bambini nella navigazione e insegnargli a raccontare sempre ai genitori le loro esperienze di navigazione.

Le truffe via e-mail

Logo delle comunicazioni Il commercio elettronico e l’attività di pubblicizzazione di merci e business su internet sta offrendo delle possibilità di sviluppo notevole per molte aziende e costituisce una grossa comodità per i consumatori. La rete rappresenta però un’opportunità anche per truffatori di vario genere e livello. Si moltiplicano infatti in tutto il mondo delle truffe ai danni degli utenti di internet perpetrate attraverso messaggi di posta elettronica. Si tratta in realtà di reati che sottraggono ai singoli utenti generalmente delle piccole cifre ma attraverso la loro diffusione capillare sono in grado di fornire grossi proventi per il truffatore.

Le principali truffe telematiche che vengono realizzate su internet (di solito inviando una email):

  • Finte vendite all’asta sul WEB, con merci offerte e mai inviate ai clienti o con prezzi gonfiati;
  • Offerta di servizi gratis su internet che poi si rivelano a pagamento o mancata fornitura di servizi pagati o fornitura di servizi diversi da quelli pubblicizzati;
  • Vendite di hardware o software su catalogo on-line, con merci mai inviate o diverse rispetto a quanto pubblicizzato
  • Schemi di investimento a piramide e multilevel business;
  • Opportunità di affari e franchising;
  • Offerte di lavoro a casa con acquisto anticipato di materiale necessario all’esecuzione di tale lavoro;
  • Prestiti di denaro (mai concessi) con richiesta anticipata di commissione;
  • False promesse di rimuovere informazioni negative per l’ottenimento di crediti (es. rimozione di nominativi da black-list);
  • False promesse di concessione (con richiesta di commissione) di carte di credito a soggetti con precedenti negativi;
  • Numeri a pagamento (tipo 899) da chiamare per scoprire un ammiratore segreto o una fantomatica vincita (di vacanze, di oggetti).
  • Nella maggior parte dei casi il tentativo di truffa inizia con l’invio di una email al potenziale vittima. In caso di sospetto salvare l’email e informare immediatamente la Polizia delle Comunicazioni.
  • In effetti la maggior parte dei “navigatori” adulti ed esperti ha imparato ad usare un minimo di cautela nell’interagire con chi non si conosce e tale cautela è generalmente sufficiente per evitare brutte sorprese.
  • Se si conosce qualcuno sulla chat e si decide di incontrarlo dal vivo, dare il primo appuntamento in un luogo pubblico e affollato e non andare all’appuntamento da solo rappresenta una precauzione sufficiente per evitare brutte sorprese.
  • Non è la stessa cosa per i bambini. La loro curiosità unita all’ingenuità può metterli in condizione di rischio nel momento in cui vengono avvicinati on-line da soggetti con cattive intenzioni, ad esempio con pedofili. Sarebbe opportuno per questo motivo accompagnare i bambini nella navigazione e insegnargli a raccontare sempre ai genitori le loro esperienze di navigazione.

Gli sciacalli del web: la truffa con il phishing

Truffa via e-mail E’ in aumento esponenziale la truffa online chiamata “phishing“. Ce lo dicono anche i nostri affezionati lettori, che ci segnalano come il proprio indirizzo di posta elettronica sia bersagliato da richieste quotidiane di sedicenti banche e istituti di credito che chiedono via mail alcuni dati e codici personali, necessari “per aggiornamento programmato del software al fine di migliorare la qualità dei servizi bancari”, o per altri fantasiosi motivi.

Non ci cadete, si tratta sempre di una truffa! Nessuna banca o istituto vi chiederebbe mai i codici personali attraverso una richiesta via e-mail. Mai. Le banche contattano i loro clienti direttamente, in particolare modo per queste operazioni riservate.

Quello che può generare disorientamento nell’utente che riceve questi messaggi è la apparente autenticità dell’azienda che richiede i dati. Nel tempo gli sciacalli del web hanno affinato le loro armi: grafica accattivante, loghi ufficiali di aziende e istituzioni, messaggi efficaci e scritti in buon italiano o in altre lingue, cortesia e semplicità possono fare pensare di non essere vittime di un raggiro. Negli ultimi tempi inoltre i truffatori hanno perfezionato il loro metodo di “pesca”: per essere più credibili hanno dato l’assalto elettronico utilizzando come mittente il nome di banche che non erano state mai utilizzate prima.

Per essere sicuri di non “cadere nella Rete”, seguite questi semplici consigli e leggete i nostri approfondimenti:

  • Gli istituti bancari e le aziende serie non richiedono mai informazioni personali attraverso un messaggio di posta elettronica. L’unica circostanza in cui viene richiesto il numero della vostra carta di credito è nel corso di un acquisto su Internet che voi avete deciso di fare
  • Non rispondete mai alle e-mail, non cliccate sul link che vi viene proposto nel messaggio. Contattate la banca che dichiara di chiedere i vostri codici personali
  • Per accedere al sito dell’istituto di credito con il quale avete il conto online digitate l’Url direttamente nella barra dell’indirizzo del vostro browser o raggiungetelo attraverso i vostri “preferiti” o “segnalibri” della vostra rubrica
  • Controllate spesso i movimenti del vostro conto corrente e delle vostre carte di credito o bancomat

Segnalate online alla polizia postale e delle comunicazioni i sospetti usi illeciti delle vostre informazioni personali.

Commercio Elettronico

È sicuramente uno degli aspetti più innovativi offerti da Internet, anche se richiede un pizzico di accortezza non dissimile da quella richiesta nella vita privata. Ad esempio il fatto che il sito sia scritto nella nostra lingua non è sufficiente a ritenere che stia operando dal territorio nazionale.

A questo proposito, può essere utile usufruire di un servizio di controllo del dominio offerto anche gratuitamente da alcuni siti web (es. www.checkdomain.com) che permette di conoscere la nazionalità del sito ed il nome dei suoi responsabili. Queste informazioni devono essere considerate alla luce di alcuni aspetti quali ad esempio la possibilità di esercitare il diritto di recesso.

Aste On Line

Non sempre i conti tornano: per rendere le aste il più appetibile possibile i gestori chiedono agli offerenti di partire con prezzi bassissimi. Succede così che chi mette in vendita un prodotto sperando di ottenere almeno una certa somma vede spesso aggiudicare il proprio bene per molto meno. A nulla vale allora opporsi alla consegna dell’oggetto offerto.
Infatti il codice civile parla chiaro: in questi casi si è di fronte ad una “offerta al pubblico”, vincolante per il proponente, che si perfeziona in un contratto di vendita al momento dell’aggiudicazione da parte del miglior offerente e della relativa comunicazione al proponente.

Attenzione anche per chi si “aggiudica’” un bene: se l’offerente è un privato (cosa che non sempre è evidente) non può essere fatto valere il diritto di recesso di 10 giorni previsto dalla legge sulla vendita a distanza. Il contratto in questo caso è vincolante a tutti gli effetti fin dall’aggiudicazione.

Ed infine: nelle aste online si possono anche “fare affari” con il solito volpone che, una volta intascati i Vostri soldi, sparisce dal web senza lasciar traccia.

I nostri consigli:

  • Verificate se l’offerta è lanciata da un privato oppure da un commerciante.
  • Se Vi viene aggiudicato un bene, prima di inviare i soldi, controllate l’esistenza reale della persona.
  • Sappiate che in caso di acquisti transfrontalieri possono entrare in gioco altri fattori (maggiori spese di spedizione, dazi doganali se extra-Ue, applicazione di leggi e sistemi giuridici diversi dal nostro).

Consigli per i cittadini

Carte di credito Quando vi viene recapitata a casa, per posta, la carta di credito o il bancomat e il successivo codice P.I.N. controllate che le buste siano integre e che siano della vostra banca (o di chi emette la carta di credito). Verificate che all’interno non vi siano alterazioni o rotture del cartoncino che contiene la carta e diffidate di buste bianche inviate con posta prioritaria o con francobolli (di solito sono buste con la tassa già pagata). Oltre a ricordarvi di non cedere mai la vostra carta e il vostro PIN ad altre persone (neanche al commerciante che afferma di non avere l’apparecchio P.O.S. con sè, semmai offritevi di accompagnarlo) vi suggeriamo di:

Con il bancomat

  • Allo sportello: osservare l’apparecchiatura alla ricerca di anomalie e modifiche. Sulla verticale o diagonale della tastiera può esserci per esempio una microtelecamera.
  • Bocca della fessura: controllare se la fessura dove si inserisce la tessera Bancomat è ben fissa. Se si muove o si stacca potrebbe significare che è stata coperta con uno “skimmer”
  • Tastiera: verificare se anche la tastiera è ben fissa. Spesso i malfattori sovrappongono una loro tastiera per catturare il codice Pin. In questo caso c’è un gradino di un paio di millimetri
  • Pin: digitare il codice nascondendo con il palmo dell’altra mano l’operazione
  • Nel caso del dubbi: non introdurre la tessera e non inserire il Pin. Allontanarsi e chiamare le forze dell’ordine.

Con le carte di credito

  • La tessera: non perdetela mai di vista
  • Estratto conto: controllarlo ogni mese poiché è l’unico modo per accorgersi di eventuali spese mai effettuate
  • Addebiti impropri: se vi arriva un estratto conto con addebiti impropri è bene denunciare alle forze dell’ordine la clonazione della carta, disconoscendo le spese addebitate
  • Internet: nel caso di acquisti sul web verificare se la pagina del sito è sicura (contrassegnata cioè da un lucchetto posto sulla parte inferiore dello schermo). Se così non è si corre il rischio di vedersi rubare i dati
  • E-mail: se vi arrivano messaggi di posta elettronica dove vi si chiedono dati sensibili relativi alla vostra carta di credito o al conto corrente non bisogna rispondere a nessuna richiesta. E’ necessario avvertire la banca o le forze dell’ordine avendo l’accortezza di non cancellare l’e-mail

Consigli per i commercianti

Negli ultimi tempi molte notizie di cronaca hanno riportato frodi con bancomat e carte di credito all’interno di supermercati e ristoranti. E’ importante dunque che anche i gestori di esercizi commerciali stiano attenti a movimenti sospetti e che eventualmente li segnalino alla Polizia. E’ sempre opportuno comunque:

  • In caso di sospetto di utilizzo fraudolento di carta di credito clonata, il commerciante dovrebbe confrontare il numero della carta di credito che compare sul supporto plastico con quello (15 o 16 cifre) stampato dal P.O.S. sullo scontrino subito sotto la data e l’ora della transazione. A volte è preceduto dalla lettera “C” ma se il dato è difforme significa che la carta è clonata;
  • Controllare frequentemente il macchinario P.O.S. per impedirne la manomissione e la modifica da parte di qualcuno che ha possibilità di accesso all’apparecchio.

Consigli per l’utilizzo su Internet

Per fare acquisti o operazioni attraverso la rete Internet di solito viene richiesto dal sito interessato solo il numero di carta di credito e la relativa data di scadenza. Le truffe, in questo caso, sono possibili solo da due categorie di persone:

  1. pirati informatici (o dipendenti infedeli del sito internet) che acquisiscono i numeri della carta attraverso un’intrusione telematica;
  2. altre persone che a qualsiasi titolo vedono la carta (camerieri, postini, conoscenti) e che si annotano il suo numero.

Per ridurre i rischi di frode è quindi consigliabile in primo luogo far si che la propria carta venga maneggiata dal minor numero di persone possibile. In secondo luogo è opportuno effettuare spese su rete Internet utilizzando siti conosciuti o che abbiano un minimo di credibilità sia per quanto riguarda il prodotto venduto, che la solidità del marchio. Ricordatevi dunque di:

  • Verificare che i siti in questione utilizzino protocolli di sicurezza che permettano di identificare l’utente. Il più diffuso è il Secure Socket Layer (SSL): generalmente durante la transazione, in basso a destra della finestra, compare un’icona con un lucchetto che sta a significare che in quel momento la connessione è sicura;
  • Evitare di fornire informazioni troppo personali in particolare quelle relative al proprio conto corrente: perché la transazione vada a buon fine serve solo il numero della carta di credito e la relativa scadenza;
  • Fare uso, per quanto possibile, delle soluzioni di home banking che le banche mettono a disposizione per controllare – quasi in tempo reale – il proprio estratto conto, in modo da bloccare, tempestivamente, la carta qualora si disconoscessero delle spese addebitate;
  • Verificare con attenzione gli estratti conto segnalando immediatamente, alla società che emette la carta, ogni transazione sconosciuta.

Come bloccare la propria carta di credito

Segnaliamo i numeri telefonici verdi (gratuiti) delle società della carte di credito più diffuse a cui telefonare per segnalare eventuali dubbi o bloccare immediatamente la carta in caso di furto o smarrimento.

 

  • Servizi Interbancari: 800 151616
  • American Express: 800 864046
  • Top Card: 800 900910
  • Diner’s: 800 864064
  • Agos Itafinco: 800 822056
  • Deutschebank: 800 207167
  • Setefi: 800 825099
  • Banca Fineco: 800 525252
  • Banca Sella: 800 822056
  • Findomestic: 800 866116
  • Citibank: 800 407704

E-mail

  • Se ricevete allegati da sconosciuti non apriteli, probabilmente sono virus
  • Quando un vostro conoscente vi invia un allegato ditegli di specificarlo sempre nel corpo dell’e-mail, così che se dovesse essere infettato il virus non si potrebbe propagare a voi perché il virus potrebbe anche spedirsi a voi ma difficilmente potrebbe scrivere una e-mail di senso compiuto da inviarvi
  • installate un programma antispyware e tenetelo aggiornato

Quando aprite un nuovo account di posta elettronica:
Non usate password troppo semplici da indovinare, per esempio, se la vostra casella è “mario.rossi”, non usate come password “mario ” o “rossi”.
Non usate risposte troppo semplici nell’opzione “domanda segreta”, ad esempio, se scegliete di utilizzare la domanda “qual’è la tua squadra del cuore”, risposte come “Milan”, “Juventus” o altro, sarebbero troppo facili da indovinare. Potreste ad esempio rispondere con una parola non attinente la domanda, oppure, personalizzare la risposta in modo da complicarla (es.: 15milan125).

Inoltre, se avete inserito un’e-mail alternativa per il recupero della password, potete utilizzare una risposta ancora più complessa e impossibile da indovinare, tipo “5&43!)5”. Perchè a quel punto, in caso di smarrimento, la password può essere inviata automaticamente dal sistema, all’indirizzo alternativo che avete indicato.

Dialer

Chi utilizza una connessione analogica o isdn, ( Modem) tra i molti pericoli presenti nella rete, rischia di incappare anche nei famosi dialer che effettuano una connessione con costo al minuto molto elevato. Scaricare loghi o suonerie per cellulari, software, mp3 o materiale pornografico può essere pericoloso
E’ una truffa che gira sul web e funziona con dei piccoli programmi, chiamati appunto dialer, che arrivano ai nostri pc attraverso email o banner pubblicitari. Basta cliccare, inavvertitamente, su un banner dubbio o aprire una mail sconosciuta per attivare il processo di autoinstallazione del dialer in modo del tutto invisibile. Da qualche mese i più malintenzionati hanno sfruttato anche i certificati di protezione di Internet Explorer (usato dal 90% dei navigatori) per cui non serve scaricare piu’ nulla, ma basta accettare un certificato di protezione come questo per finire nella “trappola” :
Esempio di avviso di protezione
I dialer connettono automaticamente il computer a numeri telefonici a pagamento (generalmente iniziano con 709, 166, 899) o a numeri internazionali attraverso i quali si accede ad aree riservate. Il costo medio di una telefonata si aggira intorno ai 2,5 euro al minuto. Questo significa che per avere 10 suonerie (scaricabili in circa sessanta minuti) arriveremmo a pagare circa 180 euro.
La truffa consiste nel rendere praticamente invisibili le informazioni sui costi e nel meccanismo del software che si installa e compone il numero quasi in automatico.

A volte l’utente non si accorge della situazione fino all’arrivo della bolletta. Per questa ragione è bene prendere dei provvedimenti:

  • Se clicchi su un link o un banner e ti viene chiesto di scaricare un file con estensione .exe per usufruire di un servizio, ci sono altissime possibilità che si tratti di un dialer. In questo caso basta cliccare su ANNULLA e sei salvo.
  • Se il servizio in questione è un logo, una suoneria, un mp3 o una foto hard le probabilità aumentano.
  • E’ possibile anche che il sito apra automaticamente una finestra di ‘avviso di protezione’ che ti invita a installare un certificato di protezione. Clicca sempre su ‘No’. Basta un ‘Sì’ per essere disconnessi e ricollegati a un numero a pagamento
  • E’ possibile chiedere al proprio gestore telefonico di disattivare sulla linea tutte le chiamate ai numeri 899, 709, 166 e a tutti gli altri numeri a pagamento.
  • Sarebbe buona regola installare un software che blocchi la connessione verso altri numeri, tipo il seguente:

Fig.1 : Interfaccia principale di Dialer ControlEsempio di dialer control

L’uso di questo programma è fondamentale per chi si avvicina a internet da poco tempo poiché è sempre più difficile capire se un sito fornisce risorse freeware o a pagamento mediante l’uso dei dialer.

Quando si cerca di avviare la prima connessione il programma si accorge e segnala il tentativo con la richiesta seguente: Esempio di avviso di controllo
A questo punto l’utente può decidere se permettere la connessione o creare una regola per il futuro. Se si seleziona SI dove è presente la domanda ‘vuoi continuare?’ la connessione partirà ma la regola per il futuro non è creata quindi alla prossima connessione il programma ripresenterà la stessa figura precedente. Se invece si vuole creare una regola in modo che il programma non deve più richiedere il permesso basta spuntare una delle possibili scelte.

Se la connessione è quella utilizzata per la navigazione basta selezionare permettere sempre gli accessi a questo software ed anche A questo numero, in questo modo la connessione permessa è quella che usa un unico numero telefonico. Una volta create le regole è possibile verificare la loro presenza nella interfaccia principale del programma attraverso la voce permetti.

In rete sono disponibili, anche gratuitamente, diversi software come quello illustrato che impediscono al modem di connettersi a numeri telefonici differenti da quelli del tuo provider.

Bluetooth

Internet Lo scopo principale della nascita della tecnologia bluetooth risiede nella capacità di far dialogare e interagire fra loro dispositivi diversi (telefoni, stampanti, notebook, computer palmari, impianti HiFi, tv, computer, PC, cellulari, elettrodomestici, device, etc ) senza la necessità di collegamenti via cavo. In un sistema bluetooth la trasmissione avviene principalmente via radiofrequenza.

La tecnologia Bluetooth può essere fonte di virus. A conferma, F-Secure ha pubblicato gli esiti di un test di 24 ore condotto proprio in Italia, che ha individuato oltre 1300 dispositivi Bluetooth potenzialmente attaccabili da malware.

La Polizia di Stato mette a disposizione un breve vademecum di suggerimenti per aiutare gli utenti a non cadere nelle trappole tese con detta tecnologia:

  • attenzione a scaricare applicazioni da Internet o nuovi software con il vostro cellulare o computer palmare dotato di tecnologia Bluetooth: prima di procedere all’installazione di nuovi software o scaricare nuove applicazioni da Internet, verificare sempre l’affidabilità della fonte.
  • prestare attenzione a eventuali anomalie nel funzionamento del proprio dispositivo: premesso che senza un’applicazione di sicurezza installata è piuttosto difficile rintracciare un virus, ci sono però delle situazioni che possono mettere l’utente in allarme. In linea di massima, infatti, i virus tipicamente causano anomalie sul telefono, come ad esempio l’aumento di attività di comunicazione, un consumo insolito della batteria, la ricezione di messaggi non richiesti, la cancellazione di icone o la modifica delle stesse.
  • ricordarsi di disattivare Bluetooth dopo averlo utilizzato e se ciò non è possibile almeno impostare il dispositivo con connessione in modalità “nascosta”. Questa precauzione garantisce almeno un livello minimo di sicurezza poiché allunga i tempi di un’eventuale aggressione.
  • modificare il nome identificativo del cellulare: molti utenti tendono a mantenere il nome identificativo del proprio cellulare impostato di default dal costruttore, normalmente associato al modello specifico dell’apparecchio. Questa semplice informazione può consentire a un aggressore di associare a un apparato delle vulnerabilità note, che possono quindi essere sfruttate.
  • aggiornare sempre eventuali software di sicurezza e antivirus: per poter contrastare con efficacia degli attacchi, tutti i software di sicurezza devono sempre essere aggiornati. Un software di sicurezza non aggiornato è inutile, in quanto la computer insecurity è in continua evoluzione e un software vecchio non è progettato per affrontare nuove problematiche. È importante sottolineare che “vecchio” può indicare anche solo un mese di vita, dal momento che gli aggiornamenti dei software antivirus si svolgono su base settimanale.
  • attenzione alla scelta dei codici PIN per associare i dispositivi: troppo spesso vengono mantenuti i codici forniti dal produttore o, peggio ancora, vengono usate informazioni a cui un aggressore può facilmente risalire (ad esempio la propria data di nascita)”.
fonte: Polizia di Stato

Come aiutare gli anziani dalle truffe

I consigli della Polizia contro le truffe agli anziani

Filmato flash realizzato da Bruno Bozzetto

  • Non aprite la porta di casa a sconosciuti anche se vestono un’uniforme o dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità.
  • Verificate sempre con una telefonata da quale servizio sono stati mandati gli operai che bussano alla vostra porta e per quali motivi. Se non ricevete rassicurazioni non aprite per nessun motivo.
  • Ricordate che nessun Ente manda personale a casa per il pagamento delle bollette, per rimborsi o per sostituire banconote false date erroneamente.
  • Non fermatevi mai per strada per dare ascolto a chi vi offre facili guadagni o a chi vi chiede di poter controllare i vostri soldi o il vostro libretto della pensione anche se chi vi ferma e vi vuole parlare è una persona distinta e dai modi affabili.
  • Quando fate operazioni di prelievo o versamento in banca o in un ufficio postale, possibilmente fatevi accompagnare, soprattutto nei giorni in cui vengono pagate le pensioni o in quelli di scadenze generalizzate.
  • Se avete il dubbio di essere osservati fermatevi all’interno della banca o dell’ufficio postale e parlatene con gli impiegati o con chi effettua il servizio di vigilanza. Se questo dubbio vi assale per strada entrate in un negozio o cercate un poliziotto ovvero una compagnia sicura.
  • Durante il tragitto di andata e ritorno dalla banca o dall’ufficio postale, con i soldi in tasca, non fermatevi con sconosciuti e non fatevi distrarre.
  • Ricordatevi che nessun cassiere di banca o di ufficio postale vi insegue per strada per rilevare un errore nel conteggio del denaro che vi ha consegnato.
  • Quando utilizzate il bancomat usate prudenza: evitate di operare se vi sentite osservati.
  • Per qualunque problema e per chiarivi qualsiasi dubbio non esitate a chiamare il 113, saremo felici di aiutarvi!
  • Consigli per i figli, nipoti e parenti stretti
  • Non lasciate soli i vostri anziani, anche se non abitate con loro fatevi sentire spesso e interessatevi ai loro problemi quotidiani
  • Ricordategli sempre di adottare tutte le cautele necessarie nei contatti con gli sconosciuti. Se hanno il minimo dubbio fategli capire che è importante chiedere aiuto a voi, ad un vicino di casa oppure contattare il 113.
  • Ricordate che, anche se non ve lo chiedono, hanno bisogno di voi.

Consigli per i vicini di casa

  • Se nel vostro palazzo abitano anziani soli, scambiate ogni tanto con loro quattro chiacchiere. La vostra cordialità li farà sentire meno soli.
  • Se alla loro porta bussano degli sconosciuti esortateli a contattarvi per chiarire ogni dubbio. La vostra presenza li renderà più sicuri.
  • Segnalate al 113 ogni circostanza anomala o sospetta che coinvolga l’anziano vostro vicino di casa .

Consigli per gli impiegati di banca o di uffici postali

  • Quando allo sportello si presenta un anziano e fa una richiesta spropositata di denaro contante, perdete un minuto a parlare con lui. Basta poco per evitare un dramma.
  • Spiegategli che all’esterno di banche ed uffici postali nessun impiegato effettua controlli.
  • Per ogni minimo dubbio esortateli a contattarvi.

Le truffe più ricorrenti

Falsi funzionari disegnati da Bruno Bozzetto Ricontrollare i soldi
Alcuni tipi di truffa hanno come condizione iniziale che la vittima sia appena stata in banca o alla posta a ritirare dei soldi. Succede spesso che una persona anziana dopo aver fatto un prelievo venga seguita da qualcuno che poco dopo gli si presenta come funzionario di banca. In genere il finto funzionario suona al campanello di casa dicendo che potrebbe esserci stato un errore, che è necessario verificare il numero di serie delle banconote appena ritirate. L’anziano consegna i soldi e il truffatore, facendo finta di contarli o di controllarli, li sostituisce con banconote false.
Per questo ricordatevi: nessun funzionario di banca vi cercherà mai a casa per controllare le banconote o i numeri seriali.

Ripulirvi la giacca
Ancora più diffusa e più vecchia è la truffa del gelato o del caffé sulla giacca. Sono nella maggior parte dei casi donne con bambini, ma a volte anche ragazzi, con il gelato o con un caffé in mano che vi urtano facendovelo cadere sulla giacca. Poi con la scusa di ripulirvela ve la fanno sfilare e vi rubano il portafogli.

False pietre preziose
Una delle truffe più ricorrenti. Un signore di aspetto rassicurante e in genera di mezz’età, si finge uno straniero che per un’urgenza deve raggiungere il paese d’origine ma non ha disponibilità di soldi liquidi per il viaggio. Ferma una signora per strada e cerca di vendere un anello o delle pietre preziose che avrebbero un valore di 7 o 10mila euro, Naturalmente alla signora in questione le venderebbe a molto meno. Passa un altro signore ben vestito che dice di essere un gioielliere con tanto di lente per controllare le pietre; e subito dopo si offre di comprarle per 5mila euro. Ma lo straniero insiste perchè sia l’anziana signora a comprarle. E spesso riesce a convincerla facendosi dare 2/3mila euro.

Falsa beneficenza
Un signore ben vestito, 50/60 anni circa, a volte con accento straniero, si finge un medico o un rappresentante di una casa farmaceutica alla ricerca di un deposito per effettuare una donazione di medicinali a scopo di beneficenza. Ferma un signore per strada, normalmente in quartieri borghesi, chiedendo informazioni su questo deposito: il signore ovviamente non sa niente. Passa un altra persona che fa finta di sapere dove sia il deposito ma dice che è stato chiuso. La donazione allora può avvenire solo tramite notaio ma serve un anticipo in denaro che la persona incaricata della beneficenza non ha a disposizione in quel momento. L’anziano fermato per strada viene convinto che può contribuire alla beneficenza ricavando anche una percentuale se fornisce il denaro che serve per il notaio. Viene accompagnato a ritirare una discreta cifra ( anche qualche migliaio di euro) e poi fatto salire sull’auto insieme ai due “compari” per andare dal notaio. Durante il tragitto i truffatori si ricordano che sicuramente servirà una marca da bollo. Si fermano davanti a un tabaccaio e chiedono alla vittima di andare a comprarla. Appena il truffato scende, naturalmente, fuggono.

Falsa eredità
Stessa procedura per quanto riguarda una falsa eredità da consegnare. Un signore cerca un vecchio amico a cui dovrebbe consegnare del denaro relativo a un’eredità. Ferma una persona anziana per chiedere informazioni su quell’amico, ma nessuno sa niente finché un passante, complice del truffaotre, si ferma e dice che quella persona è morta. L’unica soluzione è il notaio ma serve l’anticipo.

Falsi funzionari Inps, Enel o Inpdap
Si presentano alla porta di persone anziane con la scusa di dover controllare la posizione pensionistica o contributiva; o ancora per controllare il contatore del gas, della luce ecc. ma in realtà raggirano le persone facendosi consegnare soldi o sottraendo beni o altre cose di valore.
Ricordatevi che prima di fare dei controlli nelle case gli Enti affiggono degli avvisi nel palazzo.

fonte: Polizia di Stato

No alla droga!

Droga

Droga La Polizia combatte i trafficanti e gli spacciatori e aiuta i genitori a riconoscere i sintomi permettendogli di intervenire.Droga – Riconoscere i sintomi

  • Progressiva perdita di interesse nello studio ed in ogni attività.
  • Cambiamento nel carattere (spesso il giovane che fa uso di stupefacenti ha molta sonnolenza, è depresso e si ribella in continuazione), nelle amicizie, nell’aspetto fisico (occhi arrossati, pupille dilatate, alterazione nell’aspetto).
  • Il ragazzo si isola dal resto della famiglia.
  • Si trovano farmaci, involucri o resti di strane sostanze, cartine, cucchiai o coltelli bruciati, siringhe, cotone, ecc..
  • Il giovane ha segni di punture in varie parti del corpo.

Droga – Cosa fare?

  • Se tuo figlio fa uso di sostanze stupefacenti, ricorda che egli deve poter confidare anzitutto nel tuo aiuto. Nessuno è più prezioso dei genitori per affrontare e risolvere questo problema.
  • Cerca di parlare con tuo figlio e non ammonirlo. Guadagnando la sua fiducia puoi cercare di conoscere la reale situazione.
  • Se i sospetti si dimostrano fondati mantieni la calma e cerca di non lasciarti andare ad una “paternale”.
  • Informati presso le strutture pubbliche per avviare un programma di disintossicazione.
  • Prova ad ottenere il maggior numero possibile di informazioni sulle persone ed i luoghi che tuo figlio frequenta, chi lo fornisce, ecc..
  • Non prendere iniziative autonome, non agire d’impulso.
  • Recati al tuo Commissariato per esporre i fatti.
fonte: Polizia di Stato

Come comportarsi nei luoghi pubblici

All’ufficio postale e in banca

Luoghi pubblici

  • Quando fate operazioni di prelievo o versamento possibilmente non andate da soli, in particolare nei giorni in cui vengono pagate le pensioni o in quelli di scadenze generalizzate.
  • Seguite attentamente l’operato del cassiere in modo da evitare di appartarvi per ricontare il denaro.
  • Mettete il denaro in una tasca interna dell’abito e tenete un portamonete con pochi spiccioli a portata di mano, per usarlo nelle spese o eventualmente darlo in caso di rapina.
  • Cercate di evitare di portare borse e borselli e soprattutto di riporvi il denaro.
  • Se avete il dubbio di essere osservati fermatevi all’interno della banca o dell’ufficio postale e parlatene con chi vi accompagna o con chi effettua il servizio di vigilanza. Se questo dubbio vi assale per strada entrate in un negozio, cercate un poliziotto o una compagnia sicura.
  • Durante il tragitto di andata e ritorno, con i soldi in tasca, evitate di fermarvi e di farvi distrarre.
  • Quando utilizzate il bancomat usate prudenza: evitate di operare se vi sentite osservati.
  • Sono gli anziani e le loro pensioni che, in particolare, finiscono sotto il tiro dei malviventi, siate felici di poter accompagnare la nonna o il vostro papà.

Fiere, mercati e manifestazioni varie

Luoghi pubblici

  • La ressa facilita l’agire dei malviventi e in più si è portati ad essere totalmente assorbiti da ciò che si guarda, e quindi meno attenti.
  • Essere sovraccarichi di borse richiama l’attenzione e rende più deboli nelle reazioni, così come essere troppo concentrati sull’esposizione delle merci e sui prezzi.
  • La confidenza e la tranquillità rischiano di far dimenticare ogni prudenza.
  • È buona abitudine, quando ci si tolgono cappotti e giacche, lasciare vuote le tasche. E’ un gioco da ragazzi prelevare documenti e soldi da una giacca portata al braccio.
  • Frequentando fiere e mercati con i bambini, oltre alle normali cautele per non perdersi, occorre vigilare affinché non diventino essi il veicolo per facilitare il compito al malvivente, usandoli sia per distrarvi che abusando della loro ingenuità.
  • Possibilmente cercate di avere sempre una mano libera; se ciò non è possibile cercate di accompagnare la borsa di valore con una minore (borsa civetta, per mettere in imbarazzo il malvivente).
  • Evitate di indossare capi e preziosi che, oltre ad attirare l’attenzione, vi condizionano.

Attenzione alle truffe

Vacanza truffa Le vacanze estive si trasformano spesso in un motivo di ulteriore stress a causa di una serie di inconvenienti che si possono verificare durante il periodo delle ferie. Non sono rari infatti i casi in cui, tornati da quello che doveva essere un momento di relax, ci si ritrova a contattare una avvocato per vedere tutelati i nostri diritti.

Negli ultimi anni più volte la polizia ha scoperto che, dietro alcune inserzioni apparse sui giornali (annunci di case per la villeggiatura ma anche vendita di barche) e su Internet, si nascondeva una mega-truffa. Nell’estate del 2003 per esempio due persone promettevano splendide vacanze da trascorrere in ville o complessi residenziali, dei quali inviavano foto prendendo anche le caparre, e che poi si sono rivelate inesistenti o già abitate. E’ proprio di queste ore la notizia della truffa via web scoperta dalla Polizia di Stato nella quale i truffatori percepivano degli anticipi in denaro per offrire in cambio viaggi fantasma.

Molte le agenzie turistiche che vendono pacchetti vacanza e poi falliscono e ancora tanti quelli che credono di aver prenotato una settimana in un bell’albergo con tutti i confort e poi si ritrovano davanti ad una struttura ancora in costruzione e priva dei principali servizi.

Per prevenire questi e molti altri inconvenienti si consiglia di fare molta attenzione agli annunci troppo vantaggiosi, di controllare sempre ogni dettaglio dell’offerta, di chiedere una copia scritta del contratto e di farsi dare riferimenti e recapiti telefonici certi. Quando poi si presenta un imprevisto le associazioni a tutela dei consumatori suggeriscono di fare delle fotografie o dei filmati che attestano le cause del disagio.

fonte: Polizia di Stato 

Come comportarsi in viaggio

In treno, nave e aereo

In viaggio Logo della Polizia ferroviaria

  • Non addormentatevi lasciando borse, borselli e giacche alla portata di chiunque.
    Non abbandonate nello scompartimento oggetti di valore nemmeno per andare alla toilette, ancor meno per assenze lunghe.
  • Se viaggiate di notte tenete i valori in posti non facilmente accessibili; evitate di dormire supini lasciando il portamonete alla portata dei criminali.
  • Se avete preso il vagone letto ricordatevi di chiudere bene lo scompartimento.
  • Diffidate dei venditori improvvisati e di compagni di viaggio che raccontandovi dolorose storie vogliono vendervi o cedervi qualcosa.
  • Se viaggiate in nave depositate i valori nella cassaforte.
  • Non accettate di portare i bagagli o oggetti di occasionali compagni di viaggio, in particolare al passaggio dei controlli doganali.
  • Per quanto è possibile, non tenete i biglietti di andata e ritorno nello stesso posto.
  • Tenete presente che quando si viaggia si moltiplicano le occasioni di rilassatezza, ma aumentano anche le distrazioni e le circostanze di pericolo.

Stazioni, porti e aeroporti

In viaggio Logo della Polizia ferroviaria

  • Le stazioni ferroviarie, i terminal marittimi e gli aeroporti sono luoghi dove si concentra molta criminalità. È quindi importante avere maggiore attenzione che altrove.
  • Quando si arriva o si parte ad ora tarda è sempre opportuno farsi accompagnare o venire a prendere.
  • Non lasciarsi convincere da abusivi che offrono servizi vari: taxi, alberghi, giri turistici . Ricordatevi che spesso non hanno le coperture assicurative.
  • Occorre avere cura e attenzione del proprio bagaglio in ogni circostanza; evitate di averne troppi e mal portati.
  • Se vi sentite importunati o infastiditi e temete qualcosa, rivolgetevi alla Polizia Ferroviaria o di Frontiera.
  • Intorno alle stazioni circolano molti delinquenti quindi evitate gli angoli nascosti e le zone buie ed isolate.
  • Abbiate l’abitudine di dare e pretendere appuntamenti chiari e facilmente individuabili.
  • Se il vostro treno o altro mezzo è in ritardo non accettate i viaggi sostitutivi improvvisati e organizzati da sconosciuti o persone non autorizzate.

In treno

La Polizia ferroviaria La polizia ferroviaria fornisce alcuni suggerimenti per viaggiare sereni e senza complicazioni in treno.

In collaborazione con Trenitalia, la Polfer ha pubblicato un opuscolo in italiano e in inglese (.pdf 4Mb) con le informazioni necessarie a chi viaggia in treno.

Oltre al pieghevole distribuito nelle principali stazioni ricordiamo i consigli per spostarsi serenamente nelle stazioni.

  • I bagagli
    Attenzione ai bagagliNon lasciare mai le valigie o le borse dietro di te
    Non perdere mai di vista i bagagli
    Chiudi sempre le borse
    Non perdere d’occhio il carrello portabagagli, anche se qualcuno ti chiede informazioni o se stai telefonando
    Se sei solo e hai voglia di un caffè, o vuoi comprare il giornale, serviti di negozi ai quali si può accedere con il carrello.
    Riponi sempre il portafoglio con cura! Tieni le valigie davanti a te!
  • Sul treno e in stazione
    Non abbandonare i bagagli a lungo nello scompartimento
    Evita gli scompartimenti isolati
    Non accettare offerte di cibo o bevande dagli estranei: potrebbero contenere sonniferi o stupefacenti
    Fai attenzione alle richieste o offerte di aiuto da parte di estranei: potrebbero distrarti per consentire al complice di sottrarti il bagaglio!!
    Non accettate di portare i bagagli o oggetti di occasionali compagni di viaggio, in particolare al passaggio dei controlli doganali.
  • Sulla linea ferroviaria
    Attenzione nei passaggi a livelloNon attraversare le barriere del passaggio a livello quando stanno per chiudersi o sono chiuse.
    Non scendere, non tentare di salire e non sporgerti dal treno in corsa, rischi di essere travolto!
    Non tirare pietre o altri oggetti contro il treno di passaggio potresti farti male o recare danno ai passeggeri.
    Non cercare di attraversare i binari anche se non vedi treni in lontananza, potrebbe essere pericoloso
  • Alcuni trucchi usati frequentemente per derubarti
    Urtare la vittima prescelta
    Utilizzare cartoni, giornali, indumenti per coprirsi durante il borseggio
    Provocare assembramento nelle salite e discese dai treni
    Sporcare di proposito la vittima per poi offrirsi in aiuto per pulirla
    Chiedere informazioni per distrarre la vittima
  • Alcuni suggerimenti per evitare furti o borseggi
    Porta il denaro o i documenti in borse a tracolla o in tasche chiuse interne
    Presta attenzione agli oggetti personali quando sali o scendi dal treno e fai attenzione a chi ti urta.
    Non lasciare mai gli oggetti di valore in evidenza sul carrello portabagagli; ricordati di tenerlo sempre sotto controllo
    Se appendi giacche o borse non lasciare all’interno oggetti di valore

Controlli severi negli aeroporti

Controlli agli aeroporti Cani poliziotto alla ricerca di armi ed esplosivi all’interno degli aerei, controlli di tutti i bagagli imbarcati e anche di quelli a mano. Poliziotti che passano al setaccio borse e borsette per trovare tracce di esplosivo e anche, in alcuni casi, controllo delle scarpe dei passeggeri. Sono solo alcune delle misure di sicurezza che sono state rafforzate e che vengono messe in pratica negli aeroporti di tutta Italia dal personale della polizia di frontiera dopo gli attentati terroristici, a partire dall’11 settembre 2001. Oltre agli uomini sono molte anche le tecnologie utilizzate per i controlli: dai metal detector che fotografano l’interno dei bagagli agli “sniffer” che servono ad individuare la presenza di polveri esplosive fino ad un’apparecchiatura (usata a Bari e Venezia) che si basa sulla biometria facciale per riconoscere i volti delle persone sospette. Ricordiamo a tutti i passeggeri che si accingono ad imbarcarsi su un aereo di non portare con sè nessun oggetto appuntito: forbici (neanche quelle per le unghie), limette, pinze, cacciaviti, rasoi da barba, tronchesine, coltellini.

Se perdi il bagaglio

La consegna dei bagagli è uno dei problemi più diffusi negli aeroporti in particolare negli scali più grandi come Fiumicino e Malpensa. Il bagaglio può arrivare in ritardo o andare del tutto smarrito. In ogni caso, ricordano le associazione a difesa dei consumatori, è bene sapere che già dopo una mezz’ora di attesa si può pensare ad un risarcimento ma è necessario denunciare lo smarrimento.

Innanzitutto il viaggiatore deve recarsi presso l’ufficio “Lost and found” (Ufficio oggetti smarriti) presente all’aeroporto, per denunciare lo smarrimento o il danneggiamento del bagaglio; dovrà presentare il biglietto aereo, la ricevuta bagaglio e gli verrà fatto compilare un apposito modulo.

Se ci si trova lontano da casa già dopo 24 ore si ha diritto ad una quota di sostegno. Se entro 48 ore i bagagli non sono tornati al domicilio indicato si può chiedere il risarcimento del danno. Il reclamo deve essere presentato alla compagnia per il traffico nazionale entro 3 giorni se si tratta di danneggiamento, entro 14 per i casi di smarrimento. Per il traffico internazionale invece si parla di 7 giorni o 21 a seconda della causa.

fonte: Polizia di Stato 

Come comportarsi in montagna

Il decalogo della montagna

Preparate in anticipo il vostro itinerario consultando cartine e guide turistiche. Dotatevi di calzature specifiche per la montagna, vestiario ed equipaggiamento adeguati

Consultate i bollettini nivo-meteorologici ricordandovi che in montagna le condizioni meteo possono mutare radicalmente anche in pochi minuti

Prima di affrontare un’escursione scegliete un itinerario che tenga conto della vostra capacità e dello stato di allenamento. Sopravvalutare le vostre capacità potrebbe essere pericoloso per voi e per i vostri compagni

Accertatevi di saper usare l’attrezzatura e non dimenticate un set di pronto soccorso.

Se scegliete di partire da soli portate con voi un telefono o una radio ricetrasmittente. In ogni caso lasciate informazioni sul vostro itinerario e sull’orario approssimativo di rientro. I rifugi sono attrezzati con un registro dove potete scrivere provenienza e destinazione certa del vostro itinerario

Durante l’escursione seguite attentamente le indicazioni e la segnaletica del vostro itinerario. Nel dubbio chiedete sempre informazioni,se possibile,ai gestori dei rifugi

Se le condizioni meteorologiche dovessero peggiorare poco dopo l’inizio dell’escursione ritornate velocemente al punto di partenza del vostro itinerario
Se il temporale vi dovesse sorprendere non riparatevi in gruppo sotto gli alberi isolati. E’ preferibile trovare riparo sotto una roccia o in un antro lontano da rivoli d’acqua

Equipaggiatevi per proteggervi dal freddo e dai raggi solari con scarponi, giacca a vento, guanti, berretto, occhiali da sole e creme solari
Se vi avventurate fuori da percorsi segnalati è d’obbligo procedere in cordata

In caso di incidente di cui siete testimoni chiamate subito il numero di pronto intervento 118 fornendo con calma le necessarie informazioni

Montagna d’inverno: il parere del medico

Freddo e neve: gli appassionati sono tutti in pista. Bisogna ricordare però che lo sci come tanti altri sport necessita di alcuni accorgimenti relativi all’attrezzatura, alla preparazione atletica, all’alimentazione e al rispetto di alcune regole di buona educazione e sicurezza.
Abbigliamento
In alta montagna le condizioni climatiche sono diverse da quelle in cui siamo abituati a vivere e possono cambiare repentinamente: è quindi necessario consultare i bollettini nivo-meteorologici prima di recarsi sulle piste o prima di un’escursione. La variabilità del clima può essere affrontata da un abbigliamento a strati: le vecchie guide consigliano “in montagna un panino in meno e un maglione in più”; guanti e cappello impermeabili a vento, non devono essere mai dimenticati.

Alimentazione
Il freddo e le sue complicanze si prevengono anche con una corretta alimentazione che privilegi i carboidrati, energetici e facilmente digeribili da consumare soprattutto con la prima colazione (pane, biscotti, fette biscottate, frutta, miele e marmellata) e con il pranzo (pasta, riso o polenta). Durante il giorno non bisogna far uso di alcolici che favoriscono una diminuzione del grado di attenzione e una perdita di calore attraverso la vasodilatazione periferica.

Assideramento e congelamento
I provvedimenti da adottare di fronte a una situazione di assideramento o congelamento in attesa del medico sono volti a ripristinare la normale temperatura corporea: condurre il soggetto al più vicino posto riparato dal vento (rifugio, baita), rimuovere gli indumenti umidi o bagnati sostituendoli con altri caldi e asciutti. Sono assolutamente da evitare: frizioni con la neve che non fanno altro che aumentare la dispersione del poco calore residuo, riscaldamenti con fonti di calore diretto come fuochi o marmitte di auto di cui non si può controllare la temperatura e che possono procurare ustioni, la perforazione di eventuali vesciche e la somministrazione di alcolici.

Sole
Per evitare eritemi solari è importante proteggere la pelle e le labbra, rese ancora più delicate per il freddo, con creme solari e stick ad alta protezione. Da non trascurare la protezione degli occhi utilizzando occhiali con lenti a elevato assorbimento e muniti di protezioni laterali che fermano il vento e la radiazione solare diffusa e limitano l’azione del freddo.

Mal di montagna
Non tutti sanno che salire oltre i 2.000 metri comporta modificazioni dell’apparato cardiocircolatorio caratterizzate da palpitazioni, stanchezza, affanno e cefalea che si prevengono con un adeguato allenamento e la gradualità dell’ascensione. La loro cura è la perdita di quota, il riposo e una buona idratazione. Chi soffre di pressione alta dovrà stare attento ai violenti sbalzi di temperatura.

In forma sulle piste
Un corretto allenamento prima di affrontare le piste è importante anche per la prevenzione degli eventi traumatici di cui i più frequenti sono quelli a carico del ginocchio. Per ottenere una buona forma fisica sarebbe necessario allenarsi due mesi prima della partenza: l’allenamento dovrebbe essere mirato a migliorare la forza, la flessibilità e la mobilità articolare: comprendendo una prima fase di allenamento aerobico per lo sviluppo del fiato, dell’agilità e della prontezza di riflessi (jogging, saltelli, bicicletta) e una seconda fase anaerobica con esercizi per sviluppare la potenza muscolare delle braccia e soprattutto delle gambe.

Regole di comportamento da tenere in pista

Norme e segnaletica sulle piste da sci sono stabilite da un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 299 del 24 dicembre 2005) che integra le regole di comportamento contenute nella legge n. 363/2003.

La legge prevede l’obbligo di indossare il casco per tutti i ragazzi fino a 14 anni. Il mancato utilizzo del caschetto farà scattare una multa da 30 a 150 euro (in base alle norme sulla depenalizzazione – legge 689/1981- si prevede una sanzione di 50 euro). In questo periodo di “settimane bianche” sono aumentati i controlli e quasi raddoppiate le multe nei confronti di chi mette in pericolo sè e gli altri.

Il sorpasso deve avvenire “a monte o a valle, dalla destra o dalla sinistra, ma sempre a una distanza tale da evitare intralci a chi viene sorpassato”, e la sosta “deve avvenire ai bordi della pista e mai, se non in caso di necessità, nei passaggi obbligati o senza visibilità”. Le 10 regole da seguire sulle piste da sci, insieme alla legge 363 del 2003 e al buon senso dovrebbero diminuire gli incidenti e la voglia di commettere imprudenze degli amanti degli sport invernali.

Resta l’obbligo di precedenza di chi viene da destra, proprio come in automobile, e al momento del sorpasso non si deve e non si può intralciare la persona superata.

Nelle stazioni sciistiche più grandi – e cioè quelle dotate di almeno venti piste e servite da almeno 10 impianti di risalita – dovrebbero essere individuate aree (snowpark) dedicate alle “evoluzioni acrobatiche” separate per lo sci e per lo snowboard.

Prestare soccorso ad un infortunato e dare l’allarme è un altro obbligo previsto dalla legge: l’omissione può essere perseguita penalmente. Ma chi cade da solo dovrebbe spostarsi a bordo pista per non creare problemi agli altri.

Per quanto riguarda la velocità, gli sciatori devono adattarla “alle capacità personali e alle condizioni delle piste, del tempo e alla densità del traffico” e tenere una condotta che rispetti gli altri, quindi “non mettere in pericolo e non recare pregiudizio agli altri”. Mentre coloro che si dedicano al fuoripista e allo sci-alpinismo sono obbligati a portare con sé, in caso di evidente pericolo di valanghe, gli strumenti elettronici (tipo ”Arwa”) per facilitare un’eventuale ricerca.

I gestori delle aree sciabili devono garantire le condizioni di sicurezza delle piste con adeguate protezioni e segnalazioni. Sono anche tenuti a stipulare una polizza di assicurazione per responsabilità civile che copra i danni subiti dagli utenti. Per gli incidenti che si verificano fuori pista il concessionario e il gestore degli impianti di risalita non siano responsabili.

I poliziotti specializzati dal Centro addestramento alpino di Moena intervengono in caso di infortuni per il primo soccorso, per ricostruire l’accaduto e anche per individuare eventuali responsabilità civili e penali. Ma la loro presenza serve anche a garantire un maggiore rispetto delle regole.

 fonte: Polizia di Stato