Come prevenire un tradimento

E’ possibile evitare il tradimento? Questa è una domanda che molte coppie si pongono. Soprattutto per quelle che decidono di sposarsi può essere un tarlo che le rende insicure rispetto ad un futuro insieme. I dati riportati dai giornali e i racconti di parenti e amici certo non lascerebbero spazio alla speranza, in quanto fanno solitamente intendere che il tradimento è inevitabile.

L’esperienza del tradimento, oltre ai dilemmi etici che comporta, è fonte di stress e di profondo disagio psicologico. Per non parlare della difficoltà a perdonare e a superare l’adulterio.

Cercare fuori dalla coppia quello che non riusciamo a trovarci dentro, può dare gratificazioni effimere di breve durata. Come cercare nella notte un oggetto prezioso e non volersi togliere gli occhiali da sole. Si farà tanta strada, ma non si troverà ciò che si cerca.

Possiamo tracciare un breve vademecum per coloro che vogliono non cadere nella trappola del tradimento. Eccolo:

TENERE VIVO IL DIALOGO E IL CONFRONTO. Anche se duro e doloroso, è importante esprimere la propria posizione e condividere emozioni e sensazioni. Discutere di “comportamenti non graditi” permette di raggiungere una maggiore comprensione reciproca, trasformando il “non gradito” in conoscenza delle vere esigenze del partner. Dare spazio alla comunicazione significa creare di uno spazio condiviso, nel quale lentamente la coppia forma il proprio linguaggio e la possibilità di una condivisione profonda. La complicità che tiene unita una coppia nasce proprio dall’avere una conoscenza reciproca rispetto al proprio mondo emotivo, al carattere che contraddistingue uno dall’altro, alla conoscenza della storia personale.

CONDIVIDERE UN PROGETTO COMUNE. Volere un figlio, condividere degli hobby, impegnarsi in una determinata attività: qualsiasi sia il progetto, esso crea una maggiore condivisione e vicinanza tra i partner. Sia da un punto di vista puramente organizzativo, che sul piano emotivo, collaborare per raggiungere lo stesso obiettivo unisce la coppia e la motiva a pensare e ad agire “in due”. Questo è un’ancora molto forte di fronte a momenti di difficoltà, in quanto spinge i partner a confrontarsi e superare insieme un disagio che li allontana.

MANTENERE VIVA L’INTIMITÀ. Intimità significa sessualità, ma anche quella vicinanza fisica fatta di abbracci e carezze, spesso assenti nella routine quotidiana. Della prima se ne fa un gran parlare, a volte esasperandone l’importanza e facendola apparire come la causa principale dei conflitti di coppia. I problemi prettamente sessuali che mettono in crisi la coppia non sono così frequenti come emergerebbe dai racconti metropolitani. La vita sessuale è fondamentale come espressione dell’amore reciproco, come conclusione di quell’unione profonda che riesce a sprigionare energia ed entusiasmo per la vita e per la relazione che si è riusciti a creare. Quando non gratifica, possiamo considerarla come quella spia che si accende quando la coppia non riesce più a stare insieme serenamente: non sempre ripartendo dalla sessualità la coppia riesce a superare le proprie difficoltà, ma è necessario ripartire da ciò che fa sentire i partner uno distante dall’altro, estranei o indifferenti alle esigenze reciproche.

ESSERE APERTI AI CAMBIAMENTI. Nelle relazioni a lunga durata, le esigenze personali e affettive si modificano. Le persone crescono, si evolvono, cambiano i desideri e le risorse: tutto ciò si riflette nella coppia, la quale si modifica nel tempo. Anche gli avvenimenti da affrontare nel ciclo di vita di una coppia sono molteplici: dall’inizio della relazione alla convivenza e/o il matrimonio, l’arrivo dei figli o la loro assenza, cambi di lavoro, lutti da superare, malattie, promozioni professionali… La coppia non può essere un monolite che attraversa le varie vicissitudini senza lasciarsi modificare da esse. Quindi, per affrontare tutto ciò è necessario rimettersi in discussione, trovare nuovi modi per stare insieme, nuovi equilibri.

E quando si sente il cuore battere forte per un/a altro/a? Fermarsi a riflettere su ciò che sta accadendo, sia come coppia che come individuo, è fondamentale. Può essere che la relazione sia proprio finita, ma chiarirsi con il proprio partner attuale permette di partire per un nuovo viaggio alleggeriti da colpe o vecchie scatole ingombranti. Molto spesso, invece, è il risultato del desiderio di fuggire di fronte alle difficoltà, di evadere da una routine che non gratifica: nulla a che fare con un vero innamoramento. L’onestà con se stessi e con il proprio partner è fondamentale e permette sempre di raggiungere soluzioni gratificanti. Forse quel cuore vuole dirci di svegliarci e rinnovare la nostra coppia, di ritrovare il dialogo, l’intimità persa, di cambiare. E se il desiderio di lasciarsi andare all’adulterio è forte, le parole di Milan Kundera ne “L’insostenibile leggerezza dell’essere” vi illumineranno del rischio che comporta:

“… il primo tradimento è irreparabile. Provoca una reazione a catena di altri tradimenti, ciascuno dei quali ci porta sempre più lontano dal punto del nostro tradimento originale.”

Come confessare un tradimento

I DIECI COMANDAMENTI – Se c’è un argomento sul quale dovrebbe essere ferrato per definizione il maschio italiano medio – noto in tutto il mondo come razza particolarmente portata all’agone amatoriale – quello è il tradimento. O meglio, quell’irresistibile tentazione di “piacionare” in giro con ogni esponente del sesso opposto, che di tanto in tanto può finire in tragedia. Per evitarla, arriva il quotidiano britannico “Times”, che candidamente ammette: il 76% dei divorzi sono causati da relazioni extraconiugali. Combattuti e tormentati dunque tra l’insopportabile peso del silenzio, e il coraggioso, estremo gesto della confessione tardiva, i fedifraghi di tutto il mondo uniti dovrebbero tenere a mente poche, semplici regole, per non votarsi all’autodistruzione e andare incontro a morte certa. Sfidare le ire del partner tradito, si sa, può comportare rischi innominabili: ecco allo che il quotidiano inglese per eccellenza pubblica il vademecum necessario. Le dieci regole del traditore che dovrebbero imprimersi nella mente del Don Giovanni medio, come i cattolici comandamenti per il popolo cristiano. Andiamoli a vedere.
1) NON CI PROVARE… – “Lo fanno tutti in fondo…”. L’auto-giusitificazione per antonomasia, valida per il parcheggio in doppia fila come per l’avventura sessuale extra coniugale, non regge. Se eravate convinti che “mal comune mezzo gaudio” nella sua formula contraria, vale a dire “se lo fanno tutti è meno grave” avesse un fondamento, sbagliate di grosso. Già di per sé assai scarse le chance che la scusa possa ottenere la clemenza delle furie del partner, adesso il fallimento è coadiuvato dai dati scientifici: una ricerca condotta dalla Bbc rivela che solo 1 marito su 5 e 1 moglie su 10 hanno tradito il proprio consorte durante l’idillio matrimoniale. Il messaggio è chiaro: lo fanno in tanti, è vero. Ma non lo fanno tutti. Quindi, occhio.

2) “MA DEVO PROPRIO?” – Forse la più illuminante fra le regole esposte è quella che consiglia: se hai tradito eccezionalmente, mettiamo durante un viaggio di lavoro in terra straniera, e il partner non può venirlo a sapere (sempre ammesso che esso, nel frattempo, non abbia ingaggiato un detective privato), il “Times” suggerisce che per preservare il rapporto non sempre l’onestà è la strada migliore da perseguire. Quella che suona all’orecchio poco attento come una saggia massima confuciana, in realtà ricalca l’universale buon senso. Parafrasando, “se sei sicuro di non essere beccato, che lo dici a fare?” è il poco poetico nocciolo della questione.

3) L’ANGOLO DEL CONSIGLIO – Una volta combinato il fattaccio irreparabile – dice sempre il “Times” – meglio non far piovere sul bagnato coinvolgendo un conoscente comune con la confessione, e la richiesta conseguente di un saggio consiglio. Il senso di colpa che attanaglia in una morsa infernale non deve ricadere sul malcapitato amico, costretto poi – vita natural durante – a conservare lo scottante segreto. Ma quelli del “Times” la fanno facile, perché loro, in Gran Bretagna, hanno i “consulenti telefonici”: veri e propri professionisti della Disciplina, disponibili ad analizzare caso per caso l’infausta situazione e dispensare adeguati consigli per la modica cifra di 45 sterline l’ora. Loro. A noi restano sempre le cartomanti. Non garantita l’affidabilità del risultato.

4) OCCHIO ALLE SPALLE – Se è vero il detto che sostiene “la curiosità è donna”, è altrettanto vero che invece il gossip è universale. Il Saggio Consiglio numero 4 del quotidiano britannico riporta in auge la massima che a non fidarsi si fa sempre meglio, e che dunque se la relazione incriminata è tuttora in corso, meglio confessare spontaneamente piuttosto che rischiare che confessi qualcun altro. Continuando a cavalcare la cresta dell’onda della frase fatta, i panni sporchi si lavano in casa: se si rivela il misfatto forse un’esigua speranza di perdono ancora sussiste. Se si mente, e sono altri a rivelare al partner il tradimento, la possibilità di salvezza precipita a livelli bassissimi. 

5) LA SALUTE, PRIMA DI TUTTO – Molto più serio e affidabile il punto dedicato alle malattie e sfondo sessuale. Se si è stati tanto sciocchi da avere rapporti extraconiugali non protetti, allora la confessione si fa obbligatoria, quantomeno per preservare la salute del partner (se non mentale, almeno quella fisica). “Cornuto e mazziato” in fondo parrebbe un po’ eccessivo.

6) LA SINCERITA’, VI PREGO! – Vi siete finalmente risolti a confessare il misfatto? Molto bene, ma c’è un ma. Bene accetta la sincerità sempre e comunque, ma solo se genuina, e mossa da altissime ambizioni. Una confessione di tradimento dovrebbe essere il suggello apposto ad un passato sordido e irripetibile (“non lo farò mai più amore, lo giuro” potrebbe funzionare) e non la rapida via alla pulizia primaverile delle coscienze. Oppure, nel caso in cui la relazione si sia evoluta in qualcosa di serio, confessare per porre fine alla precedente, ma con delicatezza (anche se “Ti lascio perché amo un’altra/o” non è proprio uno spasso da ascoltare). Sventura colga, dunque, chi usi l’ammissione di colpevolezza come arma di ritorsione/pareggiamento di conti/ripicca/ vendetta/aspirapolvere per l’anima e simili.

7) AIUTOAIUTATI – Al punto numero 7 della lista, il “Times” osa, e approccia la pratica dell’autocoscienza. Se ha tradito – questo il senso in sintesi – c’è qualcosa sotto. Probabilmente una relazione che ha già dei problemi, o rende insoddisfatti. E fin qui, ci possiamo stare. Ma c’è un grado ulteriore. Durante la scappatella hai bevuto? Ti sei drogato? Allora è l’auto-aiuto alcolisti anonimi il posto giusto per te. È evidente infatti una repressa e latente patologia da dipendenza di sostanze psicotrope o alcoliche. Credevi che il tuo problema insomma fosse aver tradito il partner? Sbagliato. È peggio. Molto peggio di così.

8) MA TU CHE INFEDELE SEI? – Perché insomma, c’è adultero e adultero. Ce lo dice, sempre via “Times”, lo “psichiatra esperto in relazioni affettive”, figura dai contorni indefiniti capace di regalarci una grande Verità. Siete seduti? Bene. “Ci sono diverse tipologie di infedeltà”. Incredibile. La prima è quella “involontaria”: la più classica delle scappatelle in cui si cade, ad esempio da ubriachi. Ma allora, come ci insegna il punto 7, il problema non è il tradimento, ma la dipendenza. Mettiamo da parte questa tragica consapevolezza e andiamo al modello “b” del tradimento, quello “romantico”: Cupido che colpisce noncurante delle situazioni pregresse, mogli figli mutui e cani in giardino compresi. In questo caso ogni colpa viene cancellata in un soffio, di fronte al Grande Amore incontrato troppo tardi. Nessuna pietà invece nei confronti del prototipo “c” del traditore: il Donnaiolo incorreggibile, che reitererà in modo perverso il danno, senza possibilità alcuna di redenzione. Per lui, data la tragicità della condizione, il “Times” non specifica soluzioni percorribili.

9) POSTULATO – I rapporti extraconiugali sono la principale causa di divorzio (lapidario il quotidiano, che non ritiene necessario dilungarsi oltre. In fin dei conti si sa, uomo avvisato…).

10) TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO –  Per concludere, vi basti gettare un rapido sguardo alla seguente analisi percentuale. All’inizio abbiamo detto che solo 1 uomo su 5 tradisce la propria moglie. Ma su oltre 4mila uomini infedeli, solo il 3% poi sposa la propria amante. Magari è quel 3% del tradimento romantico al punto 8, direte voi. Può darsi. Ma come lapidaria conclusione di questa lunghissima lista, vi basti sapere che il 75% delle persone che si sposano con quello che era il proprio amante, prima o poi divorziano. Forse perché ancora non avevano letto il vademecum. Chissà.
Fatto sta che i traditi gioiranno di questo ulteriore fallimento, e come pena del contrappasso agli (ex) amanti entusiasti toccherà in sorte il medesimo destino.

Come curare gli animali da compagnia

In viaggio

Cerchiamo gli alberghi dove sono bene accetti

Sono sempre di più le strutture turistiche disposte ad accettare animali (ci sono circa 2.647 alberghi e 680 agriturismo italiani accessibili ai cani): alberghi, agriturismo, spiagge, ristoranti.

Ci seguono in auto, su alcuni treni, navi e aerei

In auto (art. 169 comma 6 c.d.s.), in treno, in nave, in aereo: i nostri amici quadrupedi possono seguirci ovunque: basta informarsi per tempo sui regolamenti che le varie compagnie aeree applicano per il trasporto di animali da compagnia e controllare quali sono i treni che in Italia accettano cani, la grandezza e la sistemazione (o nel Paese estero dove il nostro amico quadrupede ci accompagnerà).

Lo stesso vale per i viaggi in nave: le varie compagnie adottano sistemi diversi per ospitare gli animali. Anche in questo caso è bene contattatare per tempo le compagnie di navigazione per conoscere i regolamenti sul trasporto di animali.

Non dimentichiamo di portare il loro libretto sanitario dove sono indicate le vaccinazioni effettuate oltre alle informazioni relative al soggetto (nome, sesso, razza, tatuaggio, indirizzo proprietari).

Iniziativa “io l’ho visto”

Proprio a chi viaggia in auto è rivolta la nuova iniziativa “Io l’ho visto”che vede la collaborazione della Polizia Stradale e il Gruppo Autogrill: sarà possibile segnalare l’avvistamento di cani abbandonati e in pericolo sui tratti autostradali in Italia inviando un sms al numero 334.105.10.30 dove si indicheranno le coordinate nel modo più preciso possibile.

Ricordiamo che l’abbandono del cane o del gatto è un reato punito dal codice penale (art. 1 comma 3 Legge 189/2004) : “chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro“.

Viaggiare all’estero

Cani e gatti hanno delle profilassi da seguire per recarsi all’estero, oltre alle normali vaccinazioni, procedure contro parassiti interni ed esterni, da effettuare annualmente. Per determinati Paesi, (Svezia, Inghilterrra, Malta), è necessario fare il “blood test”: un prelievo di sangue del cane su cui verranno effettuati i test per la positività alla rabbia. Questo test deve essere eseguito con determinate tempistiche e scadenze.

Regolamento 998/2003 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 maggio 2003: movimentazione degli animali da compagnia.

  • Microchip. Dal 1° gennaio 2005 è obbligatorio l’inserimento del microchip sottocute per tutti i cani e gatti nati successivamente a questa data.
  • Passaporto. Dal 1° ottobre 2004 è obbligatorio per tutti gli animali d’affezione. Per ottenere il passaporto è necessario che il cane, il gatto o il furetto:
    • abbia già il microchip
    • sia iscritto all’anagrafe veterinaria dell’ASL di zona.
    • abbia effettuato la vaccinazione antirabbica.

Il passaporto può essere richiesto dopo 21 giorni dall’effettuazione della vaccinazione antirabbica e non ha scadenza.

Vivere con loro. I nostri cani in città

 Alcune buone abitudini. Bastano pochi ma indispensabili accorgimenti per fa si che la convivenza uomo-cane sia pacifica e soddisfacente.

Strade pulite. Oltre che previsto dalle Ordinanze e dai regolamenti emanati dai comuni italiani, è buona norma di civiltà rimuovere sempre gli escrementi che il proprio cane lascia sul suolo pubblico.

La bustina di plastica o l’apposita paletta con sacchetto, deve essere portata sempre con sé durante la passeggiata con il cane. Molto spesso l’intolleranza verso i nostri amici cani deriva proprio dal comportamento scorretto dei loro proprietari.

Paura dei cani. Ci sono persone che temono i cani o i gatti perché semplicemente non sono abituati a loro o per vere e proprie fobie. E’ nostro dovere rispettare i timori altrui e quando necessario tenere il nostro cane al guinzaglio più vicino a noi assumendo un atteggiamento rassicurante verso chi mostra di averne paura.

Cani grandi e cagnolini. Oltre che di tragiche aggressioni verso persone perfino di famiglia, spesso abbiamo notizia di grossi cani che attaccano, con esiti anche mortali, cagnolini di piccola taglia.

Se è aggressivo con gli altri cani, evitare di lasciare il proprio cane libero di fare ciò che vuole, specie se si trova di fronte ai suoi simili più piccoli.Anche questa dovrebbe far parte delle buone regole del vivere comune. La legge del più forte non è argomento valido né tra gli umani né tra i nostri animali domestici.

Le razze “pericolose”

Per le razze definite “pericolose” è obbligatorio, nei luoghi pubblici, oltre che il guinzaglio, l’uso della museruola. Inoltre anche il proprietario deve rispondere a determinati requisiti (art. 5 comma 4 ordinanza del Ministero della Salute del 12 dicembre 2006)

Elenco  delle  razze  canine  e  di incroci di razze a rischio di aggressività  di  cui all’art. 1, comma 1, lettera b, dell’ordinanza del Ministero della Salute:

  • American Bulldog;
  • Cane da pastore di Charplanina;
  • Cane da pastore dell’Anatolia;
  • Cane da pastore dell’Asia centrale;
  • Cane da pastore del Caucaso;
  • Cane da Serra da Estreilla;
  • Dogo Argentino;
  • Fila brazileiro;
  • Perro da canapo majoero;
  • Perro da presa canario;
  • Perro da presa Mallorquin;
  • Pit bull;
  • Pit bull mastiff;
  • Pit bull terrier;
  • Rafeiro do alentejo;
  • Rottweiler;
  • Tosa inu.

Ma anche se il cane non appartiene ad una razza definita pericolosa, se particolarmente aggressivo nei confronti di persone o altri animali, sarebbe buona norma da parte del proprietario osservare una particolare attenzione nel condurlo in luoghi pubblici, a non affidarlo a persone che non siano in grado di controllarlo (per esempio bambini o anziani).

Non ci sarebbero razze cosiddette pericolose nei confronti di altri cani e persone, se si osservassero queste poche regole di convivenza e di buon senso.

La loro salute. E’ bene sapere che…

Vaccinare il cane e il gatto. E’ necessario sempre seguire le istruzioni del proprio veterinario circa le vaccinazioni da effettuare al proprio cane o gatto.

Attenzione alle truffe.

Al momento dell’acquisto o adozione, accertarsi che la documentazione sanitaria che accompagna il cucciolo sia completa e accreditata: se il cucciolo è stato vaccinato deve avere un libretto con data, etichette dei vaccini, timbro e firma del veterinario.Oltre alle notizie del cane: età, sesso, data di nascita, numero microchip.

E se arriva da lontano? Un animale da compagnia importato, per essere in regola con la normativa europea e garantire una profilassi corretta, dovrebbe avere non meno di 111 giorni (tre mesi minimi per l’ingresso in Italia più 21 giorni dalla data della vaccinazione antirabbica indispensabile per il rilascio del passaporto).

Importazione e esportazione di animali da compagnia.

La Comunità Europea ha stabilito delle regole precise di prevenzione contro il commercio illegale di animali, indicando le direttive per l’importazione legale e controllata degli animali da compagnia.

Divieto di introduzione in Italia di cani, gatti e furetti di età inferiore a tre mesi, sia se spediti per fini commerciali e sia se movimentati al seguito dei rispettivi proprietari o responsabili”: questo è quanto ribadito con una circolare dal Ministero della Salute facendo riferimento al Regolamento 998/2003/CE art.5 paragrafo 2.

Leggi da rispettare, altrimenti si tratta di traffico clandestino.

L’ultimo rapporto 2007 dell’Osservatorio nazionale zoomafia della Lav parla di 30 mila cuccioli importati illegalmente ogni anno in Italia.

Non avendo i cuccioli nessuna profilassi vaccinatoria, sono portatori in tutta la comunità europea di molte patologie (cimurro, parvovirosi, epatite, rabbia, ecc) che mettono in pericolo si la vita stessa dell’animale sia quella degli animali che già vivono sul territorio.

Molto spesso commercianti senza scrupoli, che alimentano un vergognoso mercato clandestino, importano animali di età notevolmente inferiore a quella consentita (25-30 giorni), senza nessuna copertura sanitaria, in condizioni igieniche pessime e, ovviamente, sprovvisti passaporto.

Alla fine del loro viaggio, i cuccioli trovano posto dietro le vetrine di alcuni negozi compiacenti di animali. Un allevatore serio e appassionato non cederebbe mai i propri cuccioli ad un negozio.

La loro salute. E’ bene sapere che…

 Al cucciolo di cane, se nato in famiglia o comunque proveniente da condizioni di allevamento sicure, la prima vaccinazione dovrebbe essere effettuata a circa 7-8 settimane, avendo cura, qualche giorno prima, di somministrargli un vermifugo. La seconda vaccinazione di richiamo viene eseguita a 12 – 13 settimane di età.

Si tratta generalmente di un vaccino pentavalente cioè che copre dai cinque tipi di virus più diffusi, ma esistono anche vaccini esa ed eptavalenti.

L’efficacia del vaccino dipende tanto anche dalla condizione vaccinale della mamma.

Attenzione: qualsiasi problema, anche il più lieve come una leggera febbre, una verminosi o il semplice stress da trasporto, può rendere inutile il vaccino effettuato. Anche per questo molti veterinari e allevatori scrupolosi effettuano un terzo richiamo intorno al quarto mesi di vita del cucciolo.

Arriva il cucciolo a casa. Sarebbe bene accogliere il cucciolo quando ha terminato completamente il ciclo di vaccinazioni: tre mesi è l’età giusta.

  • Il cucciolo mangia già autonomamente da un mese circa;
  • l’imprinting materno è stato completato;
  • l’attitudine relazionale del cucciolo ha potuto costruirsi correttamente con il rapporto con i fratelli (solo questi potranno spiegare al cucciolo, mordendolo, che i morsi fanno male!).

La loro salute. E’ bene sapere che…

Gatto. Per i gattini la vaccinazione è tretravalente. Per i cuccioli non a rischio (provenienti cioè da ambienti sicuri), il primo vaccino va fatto verso le 7 – 8 settimane. La seconda a 12 – 13 settimane di età.

Attenzione: qualsiasi problema, anche il più lieve come una leggera febbre, una verminosi o il semplice stress da trasporto, può rendere inutile il vaccino effettuato.

Esiste poi un vaccino per la leucemia virale felina (Felv) ma è efficace e non pericoloso solo se anche la madre del gattino è stata vaccinata per lo stesso virus o le è stato effetuato un test per riscontrarne l’assenza.

La Fiv (immunodeficienza virale felina). Non colpisce l’uomo. La trasmissione avviene tramite morso e, per evitare che il nostro gatto si infetti, bisogna evitare il contatto con gatti randagi, in quanto non esiste un vaccino di prevenzione.

Per entrambi i virus è possibile attuare una prevenzione effettuando dei test rapidi.

La toxoplasmosi è una malattia tipica dei gatti e altri mammiferi. La trasmissione all’uomo avviene attraverso l’ingestione di carni crude o poco cotte, verdure non lavate accuratamente e scarsa igiene in generale. Per ridurre l’esposizione è bene:

  • impedire l’accesso del proprio gatto a roditori e uccelli
  • dare al proprio gatto solo carni cotte o cibi per gatti
  • non mangiare carni poco cotte o crude e prodotti caseari solo se pastorizzati
  • pulire e disinfettare la cassettina ogni giorno dalle feci
  • evitare di toccare gatti randagi che potrebbero trasmettere oocisti attraverso il contatto mano-bocca
  • indossare guanti di gomma nel lavoro della terra del giardino
  • prendere l’abitudine di lavarsi accuratamente e energicamente le mani con acqua e sapone dopo contatti con terreno, gatti, latticini non pastorizzati, carni o vegetali crudi.
  • Le verdure crude devono essere accuratamente lavate
  • se in casa c’è una donna in gravidanza, oltre ai consigli precedenti, tenere il gatto lontano letti, cuscini, coperte e altri oggetti in uso alla futura mamma.

Da queste raccomandazioni si desume che il contagio avviene per ingestione diretta di cibi poco cotti o non lavati e dal contatto con terreni e oggetti infetti, attraverso le mani che poi sono portate alla bocca.

Un cucciolo in regalo. Pensiamoci bene. Perché?

Perché, trascinati da una spinta emotiva, si potrebbe prendere un cucciolo come regalo per i nostri bambini che potrebbero “usarlo” come si fa con un giocattolo.

Ma poi, di fronte all’impegno e all’attenzione che richiede un cane a casa, magari si decide di portarlo al canile o, quando va bene, gli si cercherà un altro padrone.

Molti poi, purtroppo, ritengono ancora normale abbandonare il cane o il gatto che non è più gradito in casa. L’abbandono, oltre ad essere un gesto di grande inciviltà, è un reato punito dal Codice penale (art. 727 titolo IX – bis libro II codice penale)

Durante i periodi di festa, come Natale ed Epifania, commercianti con pochi scrupoli, allettati da possibili aumenti di richieste di cuccioli, si “riforniscono” da importatori illegali.

In generale, al momento dell’acquisto prestiamo attenzione ad alcuni suggerimenti:

  • Diffidare da chi propone cuccioli in vendita di molter razze: allevare cani non è un gioco, richiede tempo, denaro e tanta passione. Attenzione a chi dichiara  “disponibilità di cuccioli di tutte le razze”. Le razze dei cani sono centinaia allevalerle tutte è impossibile.
  • Il cane deve avere il libretto sanitario con annotate le vaccinazioni effettuate vidimate dal veterinario e un certificato di buona salute rilasciato dal servizio veterinario ASL oppure dal veterinario autorizzato ASL. Specifiche leggi regionali tutelano la salute e la movimentazione degli animali d’affezione.
  • Se di importazione, il cucciolo deve avere un’età non inferiore a 111 giorni: per legge 90 giorni è l’età minima per importare un cucciolo che deve possedere il certificato di vaccinazione antirabbica effettuata almeno 21 giorni prima della partenza.
  • Il cucciolo dovrebbe restare con la madre almeno fino ai tre mesi di vita. Avrà modo così di apprendere dalla mamma e dai fratelli le nozioni di una normale vita sociale, garantendo così un normale sviluppo fisico e psichico.
  • Sarebbe bene avere la possibilità di vedere l’ambiente in cui il cucciolo di cane/gatto è cresciuto, che deve essere pulito, senza ciotole con cibo vecchio o residui di cibo; l’acqua pulita indica che viene cambiata spesso e il contenitore (ciotola, secchiello) pulito costantemente.
  • E’ preferibile poter vedere almeno uno dei genitori del cucciolo.
  • Conviene sempre chiedere informazioni sulla provenienza del cucciolo o dell’animale adulto ed avere il maggior numero possibile di notizie.
  • Cercare di avere un contatto diretto con l’allevatore o comunque con il proprietario di uno dei genitori del cucciolo.

Pet therapy: gli animali ci aiutano a guarire

A cosa serve.
Questo tipo di terapia si basa sull’assistenza degli animali domestici, (quali cani, gatti, conigli, pappagalli e tartarughe) e si affianca alle altre terapie, per la cura sia di disabilità  psichiche, come per esempio l’autismo, sia fisiche (deficit dell’udito, della vista e del movimento) ed anche dei disturbi dell’apprendimento quali ansia, iperattivismo, autismo.

L’animale è il co-terampeuta che aiuta il paziente, insieme agli psicologi e ad altre figure professionali del settore (pedagoghi, operatori sociali e conduttori cinofili specializzati), ad innescare spontaneamente quei meccanismi di stimolo che possono essere di gioco per i bambini, stimolo all’attenzione temporanea (cura del cane, carezze) per gli anziani e i pazienti depressi.

T.A.A.Terapie assistite con l’ausilio degli animali

Gli operatori per le TAA si avvalgono dell’ausilio di cani, gatti ma anche conigli e tartarughe. E poi i pappagalli che sono “improntati” con l’uomo, cioè svezzati a 20 giorni e accuditi dall’uomo per far si che siano quanto più possibile in relazione con i loro genitori/istruttori umani.

La scelta dell’animale da parte degli operatori TAA avviene in maniera graduale: si inizia in generale con i conigli che vengono accettati subito dai bambini i quali, in genere, non ne hanno paura.
Successivamente vengono impiegati pappagalli e poi via via fino al gatto ed il cane.

I pappagalli vengono utilizzati perché, parlando a modo loro, stimolano il paziente a rispondere; generalmente i bambini sono i più sensibili a questo tipo di sollecitazioni. Può avvenire anche il contrario: ad esempio, il bambino viene stimolato proprio per far parlare il pappagallo.

Gli effetti sul paziente
In tutti i casi si è riscontrato un miglioramento nell’attenzione e, in soggetti che compiono movimenti improvvisi o violenti che non riescono a controllare, un incremento nella capacità del controllo del proprio corpo.

Per quanto attiene al linguaggio, i pazienti si abituano a parlare con l’animale e ad esprimere le proprie emozioni, cosa che, ad esempio, per un paziente autistico è davvero difficile.

Cosa fare se si intende iniziare un percorso di pet therapy
L’utente deve informarsi sui centri specializzati.
La TAA ha una discreta diffusione in Italia ma si attende il Decreto Legge del Ministero della Sanità che disciplini e riconosca questa attività e i corsi professionali per operare in questo settore, così da aiutare anche i cittadini a distinguere le strutture valide da altre non propriamente professionali e piuttosto improvvisate.

E’ bene tener presente che in un centro di TAA è sempre presente un terapeuta (psicologo, pedagogo ecc.), un conduttore per gli animali, il veterinario ed eventualmente altri operatori sociali che hanno svolto corsi di preparazione alla pet terapy (per esempio, operatori ludico motori per l’infanzia).

Maltrattamento di animali

uno dei tanti ospiti dei canili
Foto di Elisabetta Gazziero

La nuova legge n°189 del 20 luglio 2004 contiene le disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli animali in combattimenti clandestini o in competizioni non autorizzate.
Viene inserita così una modifiche al codice penale, nel Libro II del codice penale viene aggiunto il Titolo IX bis – “Dei delitti contro il sentimento per gli animali”.

Cosa fare quando si intende segnalare un caso di maltrattamento? Chiunque, che sia privato cittadino o un’associazione, può rivolgersi ad un qualsiasi organo di Polizia Giudiziaria (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Vigili Urbani, etc…) segnalando uno dei casi di illeciti previsti dalla nuova legge e richiedendo un intervento per accertare il reato ed impedire che questi venga portato ad ulteriori conseguenze.

Inoltre, presso molti comuni italiani, è istituito lo Sportello per i diritti degli animali aperto al pubblico per informazioni e segnalazioni.

Dala LAV “numero dedicato” (848.588.544), al costo di una telefonata urbana da tutta Italia verranno fornite risposte e sostegno alle segnalazioni di maltrattamenti. Gli aggiornamenti sulle iniziative in corso saranno disponibili sul sito www.infolav.org, gli aggiornamenti normativi sul sito www.reteambiente.it

Combattere il randagismo, non il randagio.

Il paradosso è abbandonare un cane per poi lamentarsi dei cani randagi.

Molto più spesso di quanto si immagini il cane, il gatto o addirittura il furetto, viene abbandonato sulle strade fuori città oppure davanti ad un canile ma anche in piena autostrada.

Ogni estate in Italia vengono abbandonati circa 100mila cani e 50mila gatti. Siamo noi che causiamo il randagismo, non i cani e i gatti.

E’ la mancanza di coscienza civile e di senso di responsabilità che porta a lasciare il proprio cane o gatto per strada perché non lo si vuole più in casa.

L’abbandono è un reato punito dal Codice penale (art. 1 comma 3 Legge 189/2004) : “chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro”.
Si dovrebbe riflettere a lungo prima di decidere se avere o no un animale nella propria casa: sarà una convivenza di parecchi anni, che cambierà radicalmente alcune abitudini della nostra vita e della nostra famiglia. Rendersi conto di non poter accudire il cane potrebbe costringere alla scelta dolorosa di doversene separare.

In questo caso non si dovrebbe arrivare a sbarazzarsene attraverso sistemi incivili: esistono delle strutture (canili e rifugi) che, seppure tra mille difficoltà, ospitano il cane per poi renderlo adottabile.

Quasi sempre a causare problemi agli animali sono proprio gli esseri umani: maltrattamenti, abbandoni, combattimenti, e tutti quegli atti che possono avere come conseguenza la sofferenza o la morte di animali.

Ma, senza arrivare a situazioni estreme come quelle descritte, in varie occasioni a noi più consuete, si può rischiare di incrementare, senza volerlo, lo stato critico in cui versano quasi 150.000 tra cani e gatti ospiti dei canili italiani.

Anche i cani cosiddetti di razza sono vittime delle mode! Grazie ad un film, ad una pubblicità, il cane o il gatto divetta oggetto di “tendenza”. Ma non deve essere certo la moda il motivo che ci induce a scegliere un cane.

fonte: Polizia di Stato 

Internet: istruzioni per l’uso

Per i genitori

  • Dite ai vostri figli di non fornire dati personali (nome, cognome, età, indirizzo, numero di telefono, nome e orari della scuola, nome degli amici), potrebbero essere utilizzati da potenziali pedofili.
  • Controllate quello che fanno i vostri figli quando sono collegati e quali sono i loro interessi.
  • Collocate il computer in una stanza di accesso comune piuttosto che nella camera dei ragazzi e cercate di usarlo qualche volta insieme ai vostri figli.
  • Non permettetegli di usare la vostra carta di credito senza il vostro permesso.
  • Controllate periodicamente il contenuto dell’hard disk del computer usato dai vostri figli, verificando la “cronologia” dei siti web visitati.
  • Cercate di stare vicino ai vostri figli quando creano profili legati ad un nickname per usare programmi di chat.
  • Insegnategli a non accettare mai di incontrarsi personalmente con chi hanno conosciuto in rete, spiegando loro che gli sconosciuti così incontrati possono essere pericolosi tanto quanto quelli in cui ci si imbatte per strada.
  • Leggete le e-mail con i vostri figli, controllando ogni allegato al messaggio.
  • Dite loro di non rispondere quando ricevono messaggi di posta elettronica di tipo volgare, offensivo o pericoloso e, allo stesso tempo, invitateli a non usare un linguaggio scurrile o inappropriato e a comportarsi correttamente.
  • Spiegate ai vostri figli che può essere pericoloso compilare moduli on line e dite loro di farlo solo dopo avervi consultato.
  • Stabilite quanto tempo i vostri figli possono passare navigando su Internet e, soprattutto, non considerate il computer un surrogato della baby-sitter.
  • Esistono particolari software, facilmente reperibili su internet, che impediscono l’accesso a siti non desiderati (violenti o pornografici per esempio). I “filtri” possono essere attivati introducendo parole-chiave o un elenco predefinito di siti da evitare. E’ opportuno però verificare periodicamente che funzionino in modo corretto e tenere segreta la parola chiave.

Per i più piccoli

  • Navigare su Internet può essere utile e divertente, ma prima di cominciare è importante conoscere e ricordare alcune regole molto importanti.
  • Non date mai informazioni come il vostro nome e cognome, indirizzo, nome della scuola o numero di telefono a persone conosciute su Internet.
  • Non mandate mai vostre foto a qualcuno conosciuto via Internet senza il permesso dei vostri genitori.
  • Leggete le e-mail con i vostri genitori, controllando con loro ogni allegato al messaggio.
  • Dite subito ai vostri genitori o ai vostri insegnanti se leggete o vedete qualcosa su Internet che vi fa sentire a disagio o vi spaventa, per esempio fotografie di persone adulte o di bambini nudi.
  • Non fissate incontri con persone conosciute via Internet senza il permesso dei vostri genitori.
  • Ricordatevi che on line le persone possono non essere quello che dicono di essere. La bambina con cui credete di chattare potrebbe essere un uomo adulto!

Utilizzo dei browser

Per evitare che navigando in Internet si finisca accidentalmente o meno su siti poco ortodossi sia dal punto di vista educativo che della sicurezza (molti dei siti che diffondono virus, ad esempio, sono siti pornografici) è possibile adottare diverse strategie di protezione.

Il primo passo, è quello di sfruttare la potenzialità del browser (ad esempio, Internet Explorer , Firefox, Opera) configurandolo opportunamente in modo da permettere l’accesso dei navigatori ai soli siti elencati in una lista impedendo, così, l’ingresso in quelli classificati come “sconvenienti” sulla base delle regole diffuse da alcuni enti quali l’ICRA (Internet Content Rating Association) www.icra.org .

Questi i passaggi necessari per configurare il browser di Internet Explorer:
Selezionare: strumenti, opzioni internet, contenuto
Selezionare: Attiva
Immettere la password del superivisore
Inserire nell’elenco dei siti approvati i siti che si considerano “permessi”.

Questo metodo consentirà la navigazione solo nei siti elencati e “consentiti”. Qualora l’utente voglia poi richiedere la visualizzazione di una “url” non ammessa, il browser chiederà di immettere la password del supervisore per l’inserimento della nuova “url” tra quelle consentite e permetterne l’accesso.

Nel caso di minori, è importante accertarsi che bambini e adolescenti accedano al computer senza i privilegi di amministratore, e che non abbiano le credenziali per installare altri software. Il genere di protezione appena esposta, infatti, funziona solo con Internet Explorer, quindi è facile aggirarla installando un altro qualunque tipo di browser.

Esistono in rete molti software gratuiti che promettono di svolgere il ruolo di “filtri” sui contenuti del web, inclusi quelli consigliati da enti e istituzioni, ma nessuno di questi è sicuro ed efficace al 100 per cento.

Il Computer

Internet

  • usare un buon antivirus: qualunque computer connesso alla rete Internet deve esserne munito; inoltre è altrettanto importante provvedere con regolarità all’aggiornamento del file delle firme
  • usare un firewall: può sembrare eccessivo ma l’uso di dispositivi di filtraggio come i firewall, purché opportunamente configurati, è in grado di offrire un discreto grado di protezione contro determinati tipi di attacco e soprattutto contro tutta una serie di attività preparatorie (come ad es. la scansione delle porte TCP/UDP) che un aggressore in genere compie prima di tentare un accesso non autorizzato
  • applicare sempre le più recenti patch (integrazioni a un programma che elimina i difetti riscontrati da sviluppatori o utenti) : questo vale non soltanto per il sistema operativo ma anche per il software applicativo
  • prestare la massima attenzione al funzionamento anomalo del sistema operativo: è assolutamente opportuno guardare sempre con sospetto ai funzionamenti apparentemente inspiegabili del sistema operativo e cercare di individuarne le cause per quanto possibile anche con l’uso di strumenti specifici
  • disabilitare Java, JavaScript ed ActiveX: queste tecnologie possono costituire una vera spina nel fianco durante la navigazione su Internet; in alternativa, per non rendere la navigazione su alcuni siti frustrante, è possibile proteggersi, ma non in tutto, facendo uso di un software specifico che funge da filtro per i contenuti interattivi che vengono normalmente ricevuti o utilizzando forme di navigazione anonime tramite proxy server
  • se possibile, utilizzate per la connessione un computer completamente dedicato a questa funzione, privo quindi di altri dati importanti. Se ciò non è possibile, come abitualmente accade, è necessario configurare con attenzione il proprio computer per evitare di esporlo inutilmente a possibili rischi
  • se uno dei computer si collega ad internet senza una adeguata protezione, è possibile che la configurazione così impostata permetta anche ad estranei di curiosare nei dati da noi conservati e condivisi
  • può essere utile un programma firewall: un dispositivo che offre un’adeguata protezione al nostro sistema quando è impegnato da più servizi contemporaneamente, rilevando eventuali accessi abusivi
  • si consiglia di utilizzare un account limitato ( es. non è possibile modificare le impostazioni del sistema o installare programmi) specialmente quando si naviga su Internet: un eventuale virus che entra nel computer, sfruttando ad esempio una vulnerabilità del browser, potrebbe fare poco e nulla
  • fare un backup regolare di tutti i dati sensibili: ugualmente importante è tenere in posti sicuri le copie generate

Proteggersi dai virus: alcuni consigli utili

Logo delle comunicazioni Il timore di infezione da virus informatico sembra essere in aumento tra gli utenti della telematica. Proponiamo una lista di suggerimenti utili per ridurre i rischi di infezione.

  • Fate dei regolari backup dei dati più importanti;
  • Usate un software di protezione dai virus. Questo significa tre cose: caricarlo come primo programma in esecuzione, controllare ogni giorno se vi sono aggiornamenti sui virus e infine fare uno scan dei file del proprio computer periodicamente;
  • Usate un Firewall come un «gatekeeper» tra il vostro computer e la rete Internet. I Firewall sono essenziali per coloro che hanno una connessione ADSL o via cavo a Internet ma sono preziosi anche per chi utilizza la connessione telefonica;
  • Non tenete il computer allacciato alla rete quando non lo usate. E’ consigliato piuttosto disconnettere il computer, se necessario, anche fisicamente.
  • Non aprite gli allegati delle e-mail provenienti da sconosciuti e verificate prima il nome dei mittenti e il soggetto;
  • Siate sospettosi anche di ogni allegato inaspettato inviatovi da chi conoscete poiché esso può essere stato spedito senza che la persona ne sia a conoscenza da una macchina infettata;
  • Scaricate regolarmente i «security patches» (modifiche per incrementare la sicurezza dei software) dal vostro fornitore di software.

Password

La scelta di una password deve essere effettuata con molta accuratezza poiché rappresenta la nostra chiave di accesso e la garanzia per mantenere riservate le informazioni che ci interessano. Questo discorso vale per la scelta della password di accesso al Bios (programma del computer che carica il sistema operativo nella RAM e segnala lo stato di tutte le periferiche), così come per quella relativa ai servizi di posta o commercio elettronico. A questo proposito, sarà bene tenere presente alcune avvertenze:

  • evitate di scegliere nomi di congiunti e relative date di nascita, poiché sono abitualmente utilizzate per forzare la protezione da parte di chi vi conosce
  • utilizzate per le password nomi di fantasia non presenti in dizionari italiani e stranieri, in quanto è possibile utilizzare tali dizionari in forma elettronica per violare un sistema protetto, utilizzando programmi adatti
  • scegliete una combinazione di caratteri alfanumerici, vale a dire lettere e numeri, che creino una sigla facilmente memorizzabile per l’utente
  • memorizzare la password, evitando di scriverla, è una garanzia per mantenerne l’integrità
  • il frequente cambio password. In genere è utilizzato dagli amministratori di rete per gli account dei pc ma si può applicare a tutti i login di cui è possibile modificare la password di accesso

CHAT LINE – Evitiamo i rischi

Logo delle comunicazioni

  • La diffusione dei sistemi chat-line ed email è riuscita ad influenzare il modo di incontrarsi e di interagire delle persone. Sempre più utenti di internet si conoscono sulla rete e alcune di queste conoscenze si trasferiscono nel mondo reale con incontri “dal vivo”, a volte con soddisfazione (si moltiplicano i matrimoni tra persone conosciute in chat), a volte con profonde delusioni, altre volte con situazioni pericolose.
  • Un aspetto su cui vogliamo soffermarci è la mancanza di una identità certa negli utenti delle chat. Alcuni uomini e donne, sfruttando l’anonimato offerto dalla chat, si presentano infatti nelle conversazioni in rete talvolta con un’identità diversa, un sesso diverso un’età diversa. E in questo tutto sommato non c’è niente di male.
  • La rete consente infatti di sperimentare, senza troppi rischi, cosa vuol dire appartenere ad un’altro genere o come ci si sente ad essere un adolescente o cosa vuol dire svolgere una professione diversa. L’importante è però, per gli utenti delle chat, essere coscienti di questa situazione e non dimenticare mai che il loro interlocutore, per motivi vari, può essere diverso (o diversa) da quello che dichiara di essere, con tutto ciò che ne consegue.
  • Una facilità estrema nel lasciarsi andare a confidenze anche riguardanti aspetti intimi della propria vita, con una persona appena conosciuta in chat, è insomma una cosa che comporta un certo coefficiente di rischio che va considerato
  • Questo non vuol dire ovviamente che si debba rinunciare a comunicare con persone appena conosciute (in fondo è la cosa più divertente che offre la chat) o di dover rinunciare all’allargamento della cerchia degli amici incontrando nel mondo reale delle persone conosciute on-line. Bisogna a nostro avviso semplicemente ricordare che le chat-line rispecchiano il mondo che le ha create.
  • Contengono cultura, informazione, dibattito politico, amore, arte, solidarietà, e soprattutto possibilità di nuove e interessanti amicizie, ma anche mercanti di pornografia, truffatori, terroristi, pedofili, maniaci come, del resto, la parte del mondo che si articola fuori del cyberspazio.
  • Nella chat si incontrano quindi persone di tutti i tipi. Ci sono, come nel mondo reale, persone a posto e brutti ceffi, nella stessa identica percentuale di una strada affollata o di qualsiasi altro luogo pubblico. Nei contatti con persone nuove conosciute sulle chat-line sembra quindi manifestarsi nei navigatori una minore diffidenza rispetto a quando si muovono nel mondo reale e una certa facilità alla caduta di tabù e resistenze.
  • In effetti la maggior parte dei “navigatori” adulti ed esperti ha imparato ad usare un minimo di cautela nell’interagire con chi non si conosce e tale cautela è generalmente sufficiente per evitare brutte sorprese.
  • Se si conosce qualcuno sulla chat e si decide di incontrarlo dal vivo, dare il primo appuntamento in un luogo pubblico e affollato e non andare all’appuntamento da solo rappresenta una precauzione sufficiente per evitare brutte sorprese.
  • Non è la stessa cosa per i bambini. La loro curiosità unita all’ingenuità può metterli in condizione di rischio nel momento in cui vengono avvicinati on-line da soggetti con cattive intenzioni, ad esempio con pedofili. Sarebbe opportuno per questo motivo accompagnare i bambini nella navigazione e insegnargli a raccontare sempre ai genitori le loro esperienze di navigazione.

Le truffe via e-mail

Logo delle comunicazioni Il commercio elettronico e l’attività di pubblicizzazione di merci e business su internet sta offrendo delle possibilità di sviluppo notevole per molte aziende e costituisce una grossa comodità per i consumatori. La rete rappresenta però un’opportunità anche per truffatori di vario genere e livello. Si moltiplicano infatti in tutto il mondo delle truffe ai danni degli utenti di internet perpetrate attraverso messaggi di posta elettronica. Si tratta in realtà di reati che sottraggono ai singoli utenti generalmente delle piccole cifre ma attraverso la loro diffusione capillare sono in grado di fornire grossi proventi per il truffatore.

Le principali truffe telematiche che vengono realizzate su internet (di solito inviando una email):

  • Finte vendite all’asta sul WEB, con merci offerte e mai inviate ai clienti o con prezzi gonfiati;
  • Offerta di servizi gratis su internet che poi si rivelano a pagamento o mancata fornitura di servizi pagati o fornitura di servizi diversi da quelli pubblicizzati;
  • Vendite di hardware o software su catalogo on-line, con merci mai inviate o diverse rispetto a quanto pubblicizzato
  • Schemi di investimento a piramide e multilevel business;
  • Opportunità di affari e franchising;
  • Offerte di lavoro a casa con acquisto anticipato di materiale necessario all’esecuzione di tale lavoro;
  • Prestiti di denaro (mai concessi) con richiesta anticipata di commissione;
  • False promesse di rimuovere informazioni negative per l’ottenimento di crediti (es. rimozione di nominativi da black-list);
  • False promesse di concessione (con richiesta di commissione) di carte di credito a soggetti con precedenti negativi;
  • Numeri a pagamento (tipo 899) da chiamare per scoprire un ammiratore segreto o una fantomatica vincita (di vacanze, di oggetti).
  • Nella maggior parte dei casi il tentativo di truffa inizia con l’invio di una email al potenziale vittima. In caso di sospetto salvare l’email e informare immediatamente la Polizia delle Comunicazioni.
  • In effetti la maggior parte dei “navigatori” adulti ed esperti ha imparato ad usare un minimo di cautela nell’interagire con chi non si conosce e tale cautela è generalmente sufficiente per evitare brutte sorprese.
  • Se si conosce qualcuno sulla chat e si decide di incontrarlo dal vivo, dare il primo appuntamento in un luogo pubblico e affollato e non andare all’appuntamento da solo rappresenta una precauzione sufficiente per evitare brutte sorprese.
  • Non è la stessa cosa per i bambini. La loro curiosità unita all’ingenuità può metterli in condizione di rischio nel momento in cui vengono avvicinati on-line da soggetti con cattive intenzioni, ad esempio con pedofili. Sarebbe opportuno per questo motivo accompagnare i bambini nella navigazione e insegnargli a raccontare sempre ai genitori le loro esperienze di navigazione.

Gli sciacalli del web: la truffa con il phishing

Truffa via e-mail E’ in aumento esponenziale la truffa online chiamata “phishing“. Ce lo dicono anche i nostri affezionati lettori, che ci segnalano come il proprio indirizzo di posta elettronica sia bersagliato da richieste quotidiane di sedicenti banche e istituti di credito che chiedono via mail alcuni dati e codici personali, necessari “per aggiornamento programmato del software al fine di migliorare la qualità dei servizi bancari”, o per altri fantasiosi motivi.

Non ci cadete, si tratta sempre di una truffa! Nessuna banca o istituto vi chiederebbe mai i codici personali attraverso una richiesta via e-mail. Mai. Le banche contattano i loro clienti direttamente, in particolare modo per queste operazioni riservate.

Quello che può generare disorientamento nell’utente che riceve questi messaggi è la apparente autenticità dell’azienda che richiede i dati. Nel tempo gli sciacalli del web hanno affinato le loro armi: grafica accattivante, loghi ufficiali di aziende e istituzioni, messaggi efficaci e scritti in buon italiano o in altre lingue, cortesia e semplicità possono fare pensare di non essere vittime di un raggiro. Negli ultimi tempi inoltre i truffatori hanno perfezionato il loro metodo di “pesca”: per essere più credibili hanno dato l’assalto elettronico utilizzando come mittente il nome di banche che non erano state mai utilizzate prima.

Per essere sicuri di non “cadere nella Rete”, seguite questi semplici consigli e leggete i nostri approfondimenti:

  • Gli istituti bancari e le aziende serie non richiedono mai informazioni personali attraverso un messaggio di posta elettronica. L’unica circostanza in cui viene richiesto il numero della vostra carta di credito è nel corso di un acquisto su Internet che voi avete deciso di fare
  • Non rispondete mai alle e-mail, non cliccate sul link che vi viene proposto nel messaggio. Contattate la banca che dichiara di chiedere i vostri codici personali
  • Per accedere al sito dell’istituto di credito con il quale avete il conto online digitate l’Url direttamente nella barra dell’indirizzo del vostro browser o raggiungetelo attraverso i vostri “preferiti” o “segnalibri” della vostra rubrica
  • Controllate spesso i movimenti del vostro conto corrente e delle vostre carte di credito o bancomat

Segnalate online alla polizia postale e delle comunicazioni i sospetti usi illeciti delle vostre informazioni personali.

Commercio Elettronico

È sicuramente uno degli aspetti più innovativi offerti da Internet, anche se richiede un pizzico di accortezza non dissimile da quella richiesta nella vita privata. Ad esempio il fatto che il sito sia scritto nella nostra lingua non è sufficiente a ritenere che stia operando dal territorio nazionale.

A questo proposito, può essere utile usufruire di un servizio di controllo del dominio offerto anche gratuitamente da alcuni siti web (es. www.checkdomain.com) che permette di conoscere la nazionalità del sito ed il nome dei suoi responsabili. Queste informazioni devono essere considerate alla luce di alcuni aspetti quali ad esempio la possibilità di esercitare il diritto di recesso.

Aste On Line

Non sempre i conti tornano: per rendere le aste il più appetibile possibile i gestori chiedono agli offerenti di partire con prezzi bassissimi. Succede così che chi mette in vendita un prodotto sperando di ottenere almeno una certa somma vede spesso aggiudicare il proprio bene per molto meno. A nulla vale allora opporsi alla consegna dell’oggetto offerto.
Infatti il codice civile parla chiaro: in questi casi si è di fronte ad una “offerta al pubblico”, vincolante per il proponente, che si perfeziona in un contratto di vendita al momento dell’aggiudicazione da parte del miglior offerente e della relativa comunicazione al proponente.

Attenzione anche per chi si “aggiudica’” un bene: se l’offerente è un privato (cosa che non sempre è evidente) non può essere fatto valere il diritto di recesso di 10 giorni previsto dalla legge sulla vendita a distanza. Il contratto in questo caso è vincolante a tutti gli effetti fin dall’aggiudicazione.

Ed infine: nelle aste online si possono anche “fare affari” con il solito volpone che, una volta intascati i Vostri soldi, sparisce dal web senza lasciar traccia.

I nostri consigli:

  • Verificate se l’offerta è lanciata da un privato oppure da un commerciante.
  • Se Vi viene aggiudicato un bene, prima di inviare i soldi, controllate l’esistenza reale della persona.
  • Sappiate che in caso di acquisti transfrontalieri possono entrare in gioco altri fattori (maggiori spese di spedizione, dazi doganali se extra-Ue, applicazione di leggi e sistemi giuridici diversi dal nostro).

Consigli per i cittadini

Carte di credito Quando vi viene recapitata a casa, per posta, la carta di credito o il bancomat e il successivo codice P.I.N. controllate che le buste siano integre e che siano della vostra banca (o di chi emette la carta di credito). Verificate che all’interno non vi siano alterazioni o rotture del cartoncino che contiene la carta e diffidate di buste bianche inviate con posta prioritaria o con francobolli (di solito sono buste con la tassa già pagata). Oltre a ricordarvi di non cedere mai la vostra carta e il vostro PIN ad altre persone (neanche al commerciante che afferma di non avere l’apparecchio P.O.S. con sè, semmai offritevi di accompagnarlo) vi suggeriamo di:

Con il bancomat

  • Allo sportello: osservare l’apparecchiatura alla ricerca di anomalie e modifiche. Sulla verticale o diagonale della tastiera può esserci per esempio una microtelecamera.
  • Bocca della fessura: controllare se la fessura dove si inserisce la tessera Bancomat è ben fissa. Se si muove o si stacca potrebbe significare che è stata coperta con uno “skimmer”
  • Tastiera: verificare se anche la tastiera è ben fissa. Spesso i malfattori sovrappongono una loro tastiera per catturare il codice Pin. In questo caso c’è un gradino di un paio di millimetri
  • Pin: digitare il codice nascondendo con il palmo dell’altra mano l’operazione
  • Nel caso del dubbi: non introdurre la tessera e non inserire il Pin. Allontanarsi e chiamare le forze dell’ordine.

Con le carte di credito

  • La tessera: non perdetela mai di vista
  • Estratto conto: controllarlo ogni mese poiché è l’unico modo per accorgersi di eventuali spese mai effettuate
  • Addebiti impropri: se vi arriva un estratto conto con addebiti impropri è bene denunciare alle forze dell’ordine la clonazione della carta, disconoscendo le spese addebitate
  • Internet: nel caso di acquisti sul web verificare se la pagina del sito è sicura (contrassegnata cioè da un lucchetto posto sulla parte inferiore dello schermo). Se così non è si corre il rischio di vedersi rubare i dati
  • E-mail: se vi arrivano messaggi di posta elettronica dove vi si chiedono dati sensibili relativi alla vostra carta di credito o al conto corrente non bisogna rispondere a nessuna richiesta. E’ necessario avvertire la banca o le forze dell’ordine avendo l’accortezza di non cancellare l’e-mail

Consigli per i commercianti

Negli ultimi tempi molte notizie di cronaca hanno riportato frodi con bancomat e carte di credito all’interno di supermercati e ristoranti. E’ importante dunque che anche i gestori di esercizi commerciali stiano attenti a movimenti sospetti e che eventualmente li segnalino alla Polizia. E’ sempre opportuno comunque:

  • In caso di sospetto di utilizzo fraudolento di carta di credito clonata, il commerciante dovrebbe confrontare il numero della carta di credito che compare sul supporto plastico con quello (15 o 16 cifre) stampato dal P.O.S. sullo scontrino subito sotto la data e l’ora della transazione. A volte è preceduto dalla lettera “C” ma se il dato è difforme significa che la carta è clonata;
  • Controllare frequentemente il macchinario P.O.S. per impedirne la manomissione e la modifica da parte di qualcuno che ha possibilità di accesso all’apparecchio.

Consigli per l’utilizzo su Internet

Per fare acquisti o operazioni attraverso la rete Internet di solito viene richiesto dal sito interessato solo il numero di carta di credito e la relativa data di scadenza. Le truffe, in questo caso, sono possibili solo da due categorie di persone:

  1. pirati informatici (o dipendenti infedeli del sito internet) che acquisiscono i numeri della carta attraverso un’intrusione telematica;
  2. altre persone che a qualsiasi titolo vedono la carta (camerieri, postini, conoscenti) e che si annotano il suo numero.

Per ridurre i rischi di frode è quindi consigliabile in primo luogo far si che la propria carta venga maneggiata dal minor numero di persone possibile. In secondo luogo è opportuno effettuare spese su rete Internet utilizzando siti conosciuti o che abbiano un minimo di credibilità sia per quanto riguarda il prodotto venduto, che la solidità del marchio. Ricordatevi dunque di:

  • Verificare che i siti in questione utilizzino protocolli di sicurezza che permettano di identificare l’utente. Il più diffuso è il Secure Socket Layer (SSL): generalmente durante la transazione, in basso a destra della finestra, compare un’icona con un lucchetto che sta a significare che in quel momento la connessione è sicura;
  • Evitare di fornire informazioni troppo personali in particolare quelle relative al proprio conto corrente: perché la transazione vada a buon fine serve solo il numero della carta di credito e la relativa scadenza;
  • Fare uso, per quanto possibile, delle soluzioni di home banking che le banche mettono a disposizione per controllare – quasi in tempo reale – il proprio estratto conto, in modo da bloccare, tempestivamente, la carta qualora si disconoscessero delle spese addebitate;
  • Verificare con attenzione gli estratti conto segnalando immediatamente, alla società che emette la carta, ogni transazione sconosciuta.

Come bloccare la propria carta di credito

Segnaliamo i numeri telefonici verdi (gratuiti) delle società della carte di credito più diffuse a cui telefonare per segnalare eventuali dubbi o bloccare immediatamente la carta in caso di furto o smarrimento.

 

  • Servizi Interbancari: 800 151616
  • American Express: 800 864046
  • Top Card: 800 900910
  • Diner’s: 800 864064
  • Agos Itafinco: 800 822056
  • Deutschebank: 800 207167
  • Setefi: 800 825099
  • Banca Fineco: 800 525252
  • Banca Sella: 800 822056
  • Findomestic: 800 866116
  • Citibank: 800 407704

E-mail

  • Se ricevete allegati da sconosciuti non apriteli, probabilmente sono virus
  • Quando un vostro conoscente vi invia un allegato ditegli di specificarlo sempre nel corpo dell’e-mail, così che se dovesse essere infettato il virus non si potrebbe propagare a voi perché il virus potrebbe anche spedirsi a voi ma difficilmente potrebbe scrivere una e-mail di senso compiuto da inviarvi
  • installate un programma antispyware e tenetelo aggiornato

Quando aprite un nuovo account di posta elettronica:
Non usate password troppo semplici da indovinare, per esempio, se la vostra casella è “mario.rossi”, non usate come password “mario ” o “rossi”.
Non usate risposte troppo semplici nell’opzione “domanda segreta”, ad esempio, se scegliete di utilizzare la domanda “qual’è la tua squadra del cuore”, risposte come “Milan”, “Juventus” o altro, sarebbero troppo facili da indovinare. Potreste ad esempio rispondere con una parola non attinente la domanda, oppure, personalizzare la risposta in modo da complicarla (es.: 15milan125).

Inoltre, se avete inserito un’e-mail alternativa per il recupero della password, potete utilizzare una risposta ancora più complessa e impossibile da indovinare, tipo “5&43!)5”. Perchè a quel punto, in caso di smarrimento, la password può essere inviata automaticamente dal sistema, all’indirizzo alternativo che avete indicato.

Dialer

Chi utilizza una connessione analogica o isdn, ( Modem) tra i molti pericoli presenti nella rete, rischia di incappare anche nei famosi dialer che effettuano una connessione con costo al minuto molto elevato. Scaricare loghi o suonerie per cellulari, software, mp3 o materiale pornografico può essere pericoloso
E’ una truffa che gira sul web e funziona con dei piccoli programmi, chiamati appunto dialer, che arrivano ai nostri pc attraverso email o banner pubblicitari. Basta cliccare, inavvertitamente, su un banner dubbio o aprire una mail sconosciuta per attivare il processo di autoinstallazione del dialer in modo del tutto invisibile. Da qualche mese i più malintenzionati hanno sfruttato anche i certificati di protezione di Internet Explorer (usato dal 90% dei navigatori) per cui non serve scaricare piu’ nulla, ma basta accettare un certificato di protezione come questo per finire nella “trappola” :
Esempio di avviso di protezione
I dialer connettono automaticamente il computer a numeri telefonici a pagamento (generalmente iniziano con 709, 166, 899) o a numeri internazionali attraverso i quali si accede ad aree riservate. Il costo medio di una telefonata si aggira intorno ai 2,5 euro al minuto. Questo significa che per avere 10 suonerie (scaricabili in circa sessanta minuti) arriveremmo a pagare circa 180 euro.
La truffa consiste nel rendere praticamente invisibili le informazioni sui costi e nel meccanismo del software che si installa e compone il numero quasi in automatico.

A volte l’utente non si accorge della situazione fino all’arrivo della bolletta. Per questa ragione è bene prendere dei provvedimenti:

  • Se clicchi su un link o un banner e ti viene chiesto di scaricare un file con estensione .exe per usufruire di un servizio, ci sono altissime possibilità che si tratti di un dialer. In questo caso basta cliccare su ANNULLA e sei salvo.
  • Se il servizio in questione è un logo, una suoneria, un mp3 o una foto hard le probabilità aumentano.
  • E’ possibile anche che il sito apra automaticamente una finestra di ‘avviso di protezione’ che ti invita a installare un certificato di protezione. Clicca sempre su ‘No’. Basta un ‘Sì’ per essere disconnessi e ricollegati a un numero a pagamento
  • E’ possibile chiedere al proprio gestore telefonico di disattivare sulla linea tutte le chiamate ai numeri 899, 709, 166 e a tutti gli altri numeri a pagamento.
  • Sarebbe buona regola installare un software che blocchi la connessione verso altri numeri, tipo il seguente:

Fig.1 : Interfaccia principale di Dialer ControlEsempio di dialer control

L’uso di questo programma è fondamentale per chi si avvicina a internet da poco tempo poiché è sempre più difficile capire se un sito fornisce risorse freeware o a pagamento mediante l’uso dei dialer.

Quando si cerca di avviare la prima connessione il programma si accorge e segnala il tentativo con la richiesta seguente: Esempio di avviso di controllo
A questo punto l’utente può decidere se permettere la connessione o creare una regola per il futuro. Se si seleziona SI dove è presente la domanda ‘vuoi continuare?’ la connessione partirà ma la regola per il futuro non è creata quindi alla prossima connessione il programma ripresenterà la stessa figura precedente. Se invece si vuole creare una regola in modo che il programma non deve più richiedere il permesso basta spuntare una delle possibili scelte.

Se la connessione è quella utilizzata per la navigazione basta selezionare permettere sempre gli accessi a questo software ed anche A questo numero, in questo modo la connessione permessa è quella che usa un unico numero telefonico. Una volta create le regole è possibile verificare la loro presenza nella interfaccia principale del programma attraverso la voce permetti.

In rete sono disponibili, anche gratuitamente, diversi software come quello illustrato che impediscono al modem di connettersi a numeri telefonici differenti da quelli del tuo provider.

Bluetooth

Internet Lo scopo principale della nascita della tecnologia bluetooth risiede nella capacità di far dialogare e interagire fra loro dispositivi diversi (telefoni, stampanti, notebook, computer palmari, impianti HiFi, tv, computer, PC, cellulari, elettrodomestici, device, etc ) senza la necessità di collegamenti via cavo. In un sistema bluetooth la trasmissione avviene principalmente via radiofrequenza.

La tecnologia Bluetooth può essere fonte di virus. A conferma, F-Secure ha pubblicato gli esiti di un test di 24 ore condotto proprio in Italia, che ha individuato oltre 1300 dispositivi Bluetooth potenzialmente attaccabili da malware.

La Polizia di Stato mette a disposizione un breve vademecum di suggerimenti per aiutare gli utenti a non cadere nelle trappole tese con detta tecnologia:

  • attenzione a scaricare applicazioni da Internet o nuovi software con il vostro cellulare o computer palmare dotato di tecnologia Bluetooth: prima di procedere all’installazione di nuovi software o scaricare nuove applicazioni da Internet, verificare sempre l’affidabilità della fonte.
  • prestare attenzione a eventuali anomalie nel funzionamento del proprio dispositivo: premesso che senza un’applicazione di sicurezza installata è piuttosto difficile rintracciare un virus, ci sono però delle situazioni che possono mettere l’utente in allarme. In linea di massima, infatti, i virus tipicamente causano anomalie sul telefono, come ad esempio l’aumento di attività di comunicazione, un consumo insolito della batteria, la ricezione di messaggi non richiesti, la cancellazione di icone o la modifica delle stesse.
  • ricordarsi di disattivare Bluetooth dopo averlo utilizzato e se ciò non è possibile almeno impostare il dispositivo con connessione in modalità “nascosta”. Questa precauzione garantisce almeno un livello minimo di sicurezza poiché allunga i tempi di un’eventuale aggressione.
  • modificare il nome identificativo del cellulare: molti utenti tendono a mantenere il nome identificativo del proprio cellulare impostato di default dal costruttore, normalmente associato al modello specifico dell’apparecchio. Questa semplice informazione può consentire a un aggressore di associare a un apparato delle vulnerabilità note, che possono quindi essere sfruttate.
  • aggiornare sempre eventuali software di sicurezza e antivirus: per poter contrastare con efficacia degli attacchi, tutti i software di sicurezza devono sempre essere aggiornati. Un software di sicurezza non aggiornato è inutile, in quanto la computer insecurity è in continua evoluzione e un software vecchio non è progettato per affrontare nuove problematiche. È importante sottolineare che “vecchio” può indicare anche solo un mese di vita, dal momento che gli aggiornamenti dei software antivirus si svolgono su base settimanale.
  • attenzione alla scelta dei codici PIN per associare i dispositivi: troppo spesso vengono mantenuti i codici forniti dal produttore o, peggio ancora, vengono usate informazioni a cui un aggressore può facilmente risalire (ad esempio la propria data di nascita)”.
fonte: Polizia di Stato

No alla pedofilia!

Per i genitori

  • Insegnate ai bambini più piccoli l´importanza di non rivelare in Rete la loro identità.
    Spiegategli che è importante per la loro sicurezza e per quella di tutta la famiglia non fornire dati personali (nome, cognome, età, indirizzo, numero di telefono, nome e orari della scuola, nome degli amici).
    Spiegate ai vostri figli come navigare sicuri anche se sapete che vostro figlio non sembra interessato a Internet. A scuola, a casa dell´amico del cuore, in un internet café potrebbe comunque avere voglia di navigare sulla Rete ed è bene che sia al corrente di quali semplici e importanti regole deve seguire per essere sicuro e protetto mentre si diverte.
  • Controllate i più piccoli affiancandoli nella navigazione in modo da capire quali sono i loro interessi e dando consigli sui siti da evitare e su quelli da visitare.
  • Collocate il computer in una stanza centrale della casa piuttosto che nella camera dei ragazzi.
    Vi consentirà di dare anche solo una fugace occhiata ai siti visitati senza che vostro figlio si senta “sotto controllo”.
  • Impostate la “cronologia” in modo che mantenga traccia per qualche giorno dei siti visitati.
    Controllate periodicamente il contenuto dell´hard disk del computer.
  • Insegnate ai vostri figli preadolescenti e adolescenti a non accettare mai di incontrarsi personalmente con chi hanno conosciuto in Rete.
    Spiegate come un computer collegato a Internet sia per alcune persone male intenzionate il modo migliore per nascondere propositi criminali dietro bugie e false identità, a volte molto attraenti.
  • Leggete le e-mail con i bambini più piccoli controllando ogni allegato al messaggio.
    Se non conoscete il mittente non aprite l´e-mail, nè eventuali allegati: possono contenere virus, troiani o spyware in grado di alterare il funzionamento del vostro computer. Date le stesse indicazioni ai ragazzi più grandi.
  • Tenete aggiornato un buon antivirus e un firewall che proteggano continuamente il vostro pc e chi lo utilizza.
  • Dite ai bambini di non rispondere quando ricevono messaggi di posta elettronica di tipo volgare, offensivo e, allo stesso tempo, invitarli a non usare un linguaggio scurrile o inappropriato e a comportarsi correttamente in rete.
  • Spiegate ai bambini che può essere pericoloso compilare moduli online e dite loro di farlo solo dopo avervi consultato.
  • Cercate di stare vicino ai bambini quando creano profili legati ad un nickname per usare programmi di chat.
  • Non lasciate troppe ora i bambini e i ragazzi da soli in Rete.
    Stabilite quanto tempo possono passare navigando su Internet: limitare il tempo che possono trascorrere online significa limitare di fatto l´esposizione ai rischi della Rete.
  • Usate software “filtri” con un elenco predefinito di siti da evitare. É opportuno però verificare periodicamente che funzionino in modo corretto e tenere segreta la parola chiave.

Per i ragazzi

Installa un buon antivirus ed un buon firewall prima di cominciare a navigare su Internet. Aggiorna e scarica le versioni nuove dei programmi per rendere permanente la protezione del tuo computer.
Non scaricare programmi se non ne conosci bene la provenienza: Potrebbero contenere

  • VIRUS che danneggiano il computer
  • SPYWARE che violano la privacy
  • DIALER che fanno lievitare il conto della tua bolletta

Nelle chat, nei forum e nei giochi di ruolo non dare MAI il tuo

  • nome
  • cognome
  • indirizzo
  • numero di cellulare o di casa.

Lo schermo del computer nasconde le vere intenzioni di chi chatta con te.

Non incontrare MAI persone conosciute su Internet senza avvertire i tuoi genitori.
Se proprio vuoi incontrare qualcuno conosciuto su Internet prendi appuntamento in luoghi affollati e porta con te almeno due amici.

Se qualcuno su internet dice di essere un ADULTO e

  • ti parla di sesso senza che tu voglia
  • ti chiede di mantenere segreti i contatti
  • ti propone di incontrarlo
  • ti minaccia in qualche modo

sappi che NON DEVE FARLO e che puoi parlare di questo con i tuoi genitori con i tuoi insegnanti o con la Polizia.

Se qualcuno che ti sembrava simpatico comincia a scrivere cose strane in chat o manda email che non ti piacciono cambia indirizzo di posta elettronica cambia nickname e non avere timore di parlarne con i tuoi genitori o insegnanti.

Ricordatevi che dietro al computer tutti possono fingere di essere meglio, peggio o comunque diversi da quello che sono davvero.

Siate diffidenti

Per i più piccoli

Naviga su internet SEMPRE insieme ai tuoi genitori!
Non dare MAI, a persone conosciute su Internet, il tuo:

  • nome
  • cognome
  • indirizzo
  • numero del telefono di casa
  • numero del telefono cellulare
  • nome della scuola che frequenti

Non mandare MAI le tue FOTO a qualcuno conosciuto via Internet senza il permesso dei tuoi genitori.

Leggi SEMPRE le e-mail insieme ai tuoi genitori, controlla bene ogni allegato al messaggio. ATTENZIONE!! Potrebbe contenere dei VIRUS che fanno impazzire il tuo computer!

Se leggi o vedi qualcosa su Internet che ti fa sentire a DISAGIO o ti spaventa parlane subito con i tuoi genitori o con le maestre.

Non scambiare MAI il numero di telefono con persone conosciute su internet senza il permesso dei tuoi genitori.

Cosa fare in caso di bullismo

Bullismo

Bullismo, che fare? La locandina della questura di NuoroAtti di intimidazione, sopraffazione, oppressione fisica o psicologica commessi da un soggetto “forte” (bullo) nei confronti di uno “debole” (vittima) in modo intenzionale e ripetuto nel tempo.

aggressioni fisiche: calci, pugni, sottrazione di beni
aggressioni verbali: minacce, offese, insulti, prese in giro
violenze psicologiche: esclusione, isolamento, diffusione di calunnie

Il fenomeno riguarda maschi e femmine e si manifesta soprattutto in ambito scolastico, ma anche in strada, nei locali e nei luoghi di ritrovo.

Il Ministero della Pubblica Istruzione ha istituito il numero verde 800669696 nell’ambito della campagna “Smonta il bullo”

Per i ragazzi

Difficile per il bullo prendersela con te se racconterai ad un amico ciò che ti sta succedendo

Quando il bullo vuole provocarti, fai finta di niente e allontanati. Se vuole costringerti a fare ciò che non vuoi, rispondi  “NO” con voce decisa

Se gli altri pensano che hai paura del bullo e stai scappando da lui, non preoccuparti. Ricorda che il bullo non può prendersela con te se non vuoi ascoltarlo

Il bullo si diverte quando reagisci, se ti arrabbi o piangi. Se ti provoca, cerca di mantenere la calma, non farti vedere spaventato o triste. Senza la tua reazione il bullo si annoierà e ti lascerà stare

Quando il bullo ti provoca o ti fa del male, non reagire facendo a botte con lui. Se fai a pugni, potresti peggiorare la situazione, farti male o prenderti la colpa di aver cominciato per primo

Se il bullo vuole le tue cose, non vale la pena bisticciare. Al momento lasciagli pure prendere ciò che vuole però poi raccontalo subito ad un adulto

Fai capire al bullo che non hai paura di lui e che sei più intelligente e spiritoso. Così lo metterai in imbarazzo e ti lascerà stare

Molte volte il bullo ti provoca quando sei da solo. Se stai vicino agli adulti e ai compagni che possono aiutarti, sarà difficile per lui avvicinarsi

Per non incontrare il bullo puoi cambiare la strada che fai per andare a scuola; durante la ricreazione stai vicino agli altri compagni o agli adulti; utilizza i bagni quando ci sono altre persone

Ogni volta che il bullo ti fa del male scrivilo sul tuo diario. Il diario ti aiuterà a ricordare meglio come sono andate le cose

Subire il bullismo fa stare male. Parlane con un adulto di cui ti fidi, con i tuoi genitori, con gli insegnanti, con il tuo medico. Non puoi sempre affrontare le cose da solo!

Se sai che qualcuno subisce prepotenze, dillo subito ad un adulto. Questo non è fare la spia ma aiutare gli altri. Potresti essere tu al suo posto e saresti felice se qualcuno ti aiutasse!

Se incontri il poliziotto di quartiere, puoi chiedere aiuto anche a lui

Per i genitori

Nonostante i quotidiani  fatti di cronaca,  il bullismo rimane ancora un fenomeno sconosciuto a molte famiglie. Ciò che la maggior parte dei genitori ignora non è tanto l’esistenza del problema sociale in sé, quanto il fatto che il disagio potrebbe riguardare da vicino il proprio figlio o la propria figlia.

Le vittime dei soprusi, infatti, parlano raramente con gli adulti delle violenze che subiscono. Si chiudono in se stessi, esitano a raccontare le proprie giornate, sorvolano su quei fatti che per loro rappresentano una perenne condizione di sofferenza. La ragione più evidente è che hanno paura di subire maggiori violenze per aver “parlato”.

Ma a ciò si associa quasi sempre un motivo ben più sottile e per questo più difficile da superare: i bambini vittime del bullismo si vergognano della propria debolezza, di non saper reagire, di essere il bersaglio preferito di quei ragazzi che tutti considerano dei leader e, non ultimo, di essere “quel che sono”: bambini cicciottelli o occhialuti finiscono il più delle volte ad attribuire alla propria condizione fisica la responsabilità di ciò che avviene e a rivolgere per questo verso se stessi la propria rabbia.

Come dire: “sono diverso dagli altri ed è per questo che finisco vittima del bullo della scuola”. Ciò che invece i ragazzi devono imparare è che non c’è nulla che non va in loro: il bullismo è un comportamento sbagliato “a prescindere”.

Ecco allora che l’intervento della famiglia diviene determinante. Mamme e papà devono imparare a comprendere il proprio figlio più di quanto egli sappia fare da solo. Per riconoscere i segnali di un eventuale disagio, per evitare che rimanga vittima del fenomeno. Ma anche per impedire che a trasformarsi in “bullo” possa essere un giorno proprio il loro bambino.

Perché non rimangano vittime di questo fenomeno bisogna:

  • Aumentare la loro autostima
  • Incoraggiarli a sviluppare le loro caratteristiche positive e le loro abilità
  • Stimolarli a stabilire relazioni con i coetanei e a non isolarsi

Ma non solo
E’ importante sapere che per non diventare bullo bisogna insegnare ai ragazzi a:

  • Saper esprimere la propria rabbia in modo costruttivo e con maturità
  • Comunicare in modo sincero
  • Essere capace di identificarsi con gli altri e capire le conseguenze dei propri comportamenti
  • Prendere esempio da ciò che si vede a casa

I genitori devono inoltre imparare a cogliere i segnali che i figli possono mandare o nascondere.

Alcuni segnali di chi è vittima di bullismo:

  • Trovare scuse per non andare a scuola o voler essere accompagnati
  • Fare frequenti richieste di denaro
  • Essere molto tesi, piagnucolosi e tristi dopo la scuola
  • Presentare lividi, tagli, graffi o strappi negli indumenti
  • Dormire male o bagnare il letto
  • Raccontare di non avere nessun amico
  • Rifiutarsi di raccontare ciò che avviene a scuola

Per gli insegnanti

  • Può essere utile far compilare agli alunni un questionario e organizzare una giornata di dibattito e incontri fra genitori, fra insegnanti e fra genitori e insegnanti. Ciò è importante per capire le dimensioni del fenomeno
  • Una migliore attività di controllo durante la ricreazione e la mensa metterebbe al sicuro le potenziali vittime. Sono questi i momenti in cui la maggior parte dei bulli agisce indisturbata
  • In genere sono gli studenti più grandi a fare i bulli con quelli più piccoli. Si può valutare di dividere gli spazi e i tempi della ricreazione per gli uni e per gli altri
  • Elogi, ricompense e sanzioni possono servire a modificare il comportamento degli studenti più aggressivi, ma non sono l’unico strumento per far cambiare atteggiamento al bullo
  • Spesso si ha timore o vergogna di raccontare personalmente ciò che sta succedendo. Potrebbe essere di aiuto, per genitori e vittime, avere un numero di telefono al quale rivolgersi
  • Si possono istituire “cassette delle prepotenze” dove lasciare dei biglietti con su scritto quello che succede; individuare degli studenti leader che aiutino le vittime; aprire uno sportello psico-pedagogico che sia di riferimento per bambini e adulti
  • In classe, tutti insieme, si possono individuare poche e semplici regole di comportamento contro il bullismo. Le regole devono essere esposte in modo ben visibile e tutti devono impegnarsi a rispettarle
  • Il silenzio e la segretezza sono potenti alleati dei bulli. È importante abituare i ragazzi a raccontare ciò che accade e a non nascondere la verità
  • Se l’insegnante individua un bullo o una vittima, per aiutarlo è necessario parlare subito con lui di ciò che gli accade

Come riconoscerlo

Ci sono una serie di comportamenti che se ripetuti frequentemente possono essere identificati con il termine di bullismo soprattutto se chi li subisce non riesce a difendersi.
Eccoli:

  • ricevi insulti o minacce
  • ti spingono, ti danno calci e pugni, ti fanno cadere
  • ti danno dei soprannomi antipatici e ti prendono in giro
  • diffondono voci maligne su di te
  • ti offendono per la tua razza, per il tuo sesso o per la tua religione
  • fanno sorrisetti e risatine mentre stai passando
  • parlano in codice se sei presente
  • ricevi sms, e-mail e telefonate offensive
  • ti ignorano e ti voltano le spalle se ti avvicini
  • ti costringono a fare cose che non vuoi
  • ti rubano o nascondono i libri, la merenda, la paghetta o le altre tue cose

Non è bullismo se…

Vi ricordiamo che non si tratta di bullismo se due ragazzi o gruppi di ragazzi litigano fra loro o si picchiano perché, in questi casi, esiste una parità di forza. Ma soprattutto non è bullismo quando qualcuno attacca o minaccia un coetaneo con un coltello, procura ferite gravi o compie molestie o abusi sessuali, questi comportamenti sono dei veri e propri reati.

Come difendersi

Prima di tutto bisogna non sottovalutare il problema

  • perché non si tratta solo di “ragazzate”
  • perché spesso, dietro il bullismo, si celano vere e proprie azioni criminali (furti, estorsioni, vandalismi, rapine, violenze sessuali)
  • perché il bullismo danneggia non solo chi lo subisce ma anche la famiglia, gli insegnanti e gli altri ragazzi che ne sono testimoni;
  • perché è molto probabile che i bulli crescano compiendo prepotenze
  • perché subire prepotenze può causare danni alla sfera fisica, emotiva, intellettiva e sociale della vittima

Un decalogo da seguire

Cose da non fare:

  • offendere gli altri, soprattutto i più deboli
  • nascondere ai genitori che qualcuno ti fa del male
  • dire bugie
  • trattare male un compagno che ti sta antipatico
  • approfittarsi dei compagni più deboli

Cose da fare:

  • raccontare sempre tutto ai genitori
  • raccontare i comportamenti prepotenti, se ne sei
    vittima, se ne sei testimone o se ne vieni a conoscenza
  • difendere, se possibile, i compagni vittime di prepotenze
  • trattare tutti i compagni allo stesso modo
  • cercare l’aiuto degli insegnanti, del personale
    non docente, di altri compagni se qualcuno ti minaccia

Per un aiuto immediato rivolgersi a:

113 Polizia di Stato

114 Emergenza Infanzia

112 Carabinieri

19696 Telefono Azzurro (linea gratuita fino ai 14 anni)

199.15.15.15 Telefono Azzurro (linea istituzionale dai 14 anni in su e per gli adulti)

fonte: Polizia di Stato